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sviluppo personale, formazione, coaching
 


Archive for August, 2007

In viaggio insieme

Author: claudio
08 29th, 2007

Anche sel’argomento è un po’ di nicchia segnalo volentieri l’iniziativa di due amiche psicologhe (con specializzazione alla scuola di Palo Alto in California).

In viaggio insieme
Incontri di sostegno alla gravidanza e preparazione al parto

Il programma, già sperimentato con successo lo scorso anno, prevede cinque incontri durante la gravidanza e due successivi al parto.

Temi affrontati:

Pre partum:

- la gravidanza tra evento e significato: vissuti personali delle gestanti
- padri in attesa: comunicazione di coppia e partecipazione del partner
- dimensioni psicologiche implicate nella gravidanza: ansie, paure, sogni e rappresentazioni
- identità della futura mamma: donna, figlia, moglie e lavoratrice
- tecniche e strategie per vivere al meglio la gravidanza.

Post partum:

- depressione post partum e maternity blues
- cosa cambia?: riorganizzare la propria vita
- la nuova famiglia: rapporto con il partner e con altri figli.

Gli incontri si svolgeranno in gruppi da un minimo di quattro a un massimo di dodici partecipanti con cadenza quindicinale, e avranno durata di un’ora e mezza ciascuno.

I gruppi saranno condotti da psicologhe cliniche, specializzande in psicoterapia, e avranno inizio a settembre 2007.

Il luogo degli incontri verrà comunicato all’atto dell’iscrizione.

Per ricevere ulteriori informazioni potete compilare il form alla pagina contatti

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08 27th, 2007

Per chi è già in città e in particolare a Milano o dintorni MERCOLEDI’ 29 AGOSTO, Debora Conti terrà una presentazione del metodo che anticipa di pochi giorni l’uscita del suo nuovo libro “Come hanno fatto a dimagrire“, ed. Sperling & Kupfer.
L’ingresso è gratuito, per maggiori informazioni visita il sito del Mondadori Multicenter.

Come hanno fatto a Dimagrire Come hanno fatto a Dimagrire
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Sì, decisamente un gioco facile: sparando in un mucchio così ampio e vasto (sono veramente tanti ;-) ) può capitare di trovare conferme quando si ha un’opinione poco lusinghiera della categoria. Ma sarà poi un’idea corretta? Non credo…

Inoltre ho l’impressione che chi ama raccontare quanto inutili siano gli psicologi (o i medici, ecc.. ecc.. mettete la categoria che volete) spesso conosca ben poco del lavoro che svolgono.

Chi fosse interessato a saperne un po’ di più può leggere questo articolo.

In questi giorni ho vinto una piccola sfida personale: socializzare Morgana (nella foto, mentre dorme) con il Kennel, la “gabbietta” per il trasporto in auto o in aereo. In pratica l’obiettivo era che Morgana entrasse spontaneamente nel contenitore e vi rimanesse anche con il cancelletto chiuso. Perchè questo avvenisse era necessario che il cane, a cui non è proprio possibile spiegare a parole l’utilità del Kennel in auto, provasse emozioni piacevoli e positive nella gabbia tanto da volerci stare di sua iniziativa. Obiettivo raggiunto, e pure in poco tempo!

Come ho avuto modo di imparare negli ultimi due anni insegnare nuovi comportamenti ad un cane è relativamente semplice (almeno in teoria). Le leve emozionali sono sempre quelle: piacere e dolore.
Bisogna quindi associare piacere ai comportamenti positivi e dolore a quelli negativi. Con i cani c’è chi preferisce punirli (dolore) ogni volta che sbagliano; non credo sia un metodo molto ecologico, inoltre non avrebbe avuto molto senso percuotere Morgana tutte le volte che era fuori dal Kennel e smettere solo quando ci entrava ;-) .
Molto meglio motivare sul piacere, premiandola con sfiziosi bocconcini ogni volta che si avvicinava, entrava o rimaneva nel Kennel. Nello specifico dei pezzettini di grana hanno fornito tutto il piacere necessario! :-D

La tecnica non è affatto nuova e il meccanismo ce lo hanno spiegato bene i noti Pavlov e Skinner.

Ogni volta che dai un premio al cane (carezze, bocconcini ecc. ecc.) lo fai per fargli provare una sensazione positiva e piacevole legata ad un comportamento e/o a un risultato. Questa associazione incentiva il cane a ripetere quel comportamento per rivivere la sensazione positiva (con la sola eccezione dei cani masochisti, ma sono una netta minoranza).

E con le persone? Con le persone funziona esattamente allo stesso modo!
Quindi devo tenermi dei pezzettini di formaggio da dare ai miei collaboratori ogni volta che lavorano bene? Non proprio… ma quasi!

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Un MBA in una sola pagina!

Author: claudio
08 18th, 2007

Dopo il One Page Plan del Best Year Yet ecco una sola pagina in cui sono raccolti i principali (tutti) modelli e teorie di management e amministrazione aziendale.

Dalla matrice GE / McKinsey fino agli stili di leadership e l‘intelligenza emotiva di Goleman.

Potete trovare inoltre anche la spiegazione del metodo Kaizen (filosofia orientale del costante e continuo miglioramento); le sette regole del successo di Stephen Covey, i sei cappelli per pensare di Edward de Bono oppure le 4p del markenting mix e i modelli successivi.

Una sorta di directory/bigino per averli sempre tutti sotto mano!

Intelligenza emotiva Intelligenza emotiva
Che cos’è e perché
può renderci felici

Daniel Goleman
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Buon Ferragosto!

Author: claudio
08 15th, 2007
workstation
E’ vero, ci sono un alcuni limiti nel lavorare da casa, anzitutto LE DISTRAZIONI!
Frigorifero, televisione, letto/divano/poltrona sempre pronte a tentare il mio io pigro; il cane che si intromette tra me e la tastiera del pc in cerca di attenzioni…
Ma come rinunciare alla fantastica mini-postazione esterna quando ci sono giornate come queste?
Ventilazione assicurata; silenzio e pace quasi ininterrotti per ore, luce naturale e solarium nelle pause!
BUON FERRAGOSTO!!!
Lo Zen e il Lavoro Lo Zen e il Lavoro
130 perle di saggezza
per lavorare meglio.
Flavia Mazelin Salvi
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08 13th, 2007

Ma solo se siete donne e pure un po’ anzianotte! ;-)

Mi spiace per gli appassionati caffeinomani che pensavano già di aver trovato un ulteriore argomento a sostegno del’amato cafferino, ma è quanto afferma uno studio francese condotto da Karen Ritchie dell’INSERM (Institut national de la santé et de la recherche médicale).

Secondo i dati raccolti sembra che le signore abituate a bere almeno 3 tazze di caffé al giorno conservino una memoria più prestante rispetto a chi di tazze ne beve una sola o meno. Le differenze sono ancora più evidenti con l’avanzare dell’età: a 65 anni le amanti del caffè che soffrono di perdita di memoria sono il 30% in meno rispetto alle coetanee che non bevono caffè e diventano il70% in meno sopra gli 80 anni.

La caffeina viene già utilizzata per contrastare il declino delle funzioni cognitive, si conoscono i suoi effetti sul sistema nervoso ma, affermano i ricercatori, non si è ancora scoperto come incida esattamente sulla memoria.

Sembra proprio invece che noi maschietti non beneficiamo di questo tipo di effetti della caffeina, probabilmente a causa di una diversa sensibilità del corpo e del metabolismo.

Stelle, sogni e obiettivi

Author: claudio
08 10th, 2007

Una definizione molto romantica definisce gli obiettivi dei sogni con una scadenza.
Bello… tuttavia pare che, è notizia di oggi, nemmeno nei sogni siamo più in grado di spaziare con la mente e dare sfogo alla fantasia (e all’ambizione).

Una ricerca afferma che ben il 78% degli intervistati non è più in grado di far volare la fantasia; ancora più interessanti sono i motivi e le cause che giustificherebbero tanta aridità: timore di rimanere delusi (38% del campione) e, questo è veramente forte, timore di non poterselo permettere (23%)…

l’elemento più evidente, sottolinea il 58% degli psicologi che hanno partecipato allo studio, è una grande sfiducia nel futuro, ma un appiattimento nella capacità di sognare è anche sintomo di grave crisi e depressione (49%)

Andiamo bene! Non ci bastava sapere che non saremmo più in grado di sognare, dobbiamo anche interpretarlo come un sintomo grave di depressione!!! :-D

Battute a parte questi dati non mi stupiscono granché. Spesso durante corsi e coachig individuali guido i partecipanti a porsi degli obiettivi.
I programmi Best Year Yet, in particolare, iniziano proprio immaginando come saranno i 12 mesi futuri ipotizzando di poter vivere il miglior anno di sempre.
Le prime risposte sono sempre mediate e inibite dalla parte più razionale di noi che ci vuole con i piedi ben piantati per terra perchè bisogna fare i conti con la realtà.
Giustissimo; ma siamo proprio sicuri di conoscere così bene la realtà con cui stiamo facendo i conti? Conosciamo veramente i nostri limiti o più semplicemente continuiamo a costruire il nostro futuro all’interno di schemi noti e, a volte, limitanti?

La capacità di sognare ci permette di uscire da questi schemi. Grazie alla fantasia possiamo sperimetare nuovi scenari possibili, allargare il nostro campo di azione e di scelta.

Per fare questo dobbiamo però accedere a tutte le nostre risorse, incluse quelle meno razionali.
Abituarsi a farsi le domande giuste può essere di grande aiuto anche in questo caso.
La prossima volta che vorrai esprimere un desiderio, magari per una stella cadente, oppure davanti alle candeline della tua torta di compleanno (se hai smesso di soffiare sulle candeline per il tuo compleanno ricomincia subito!!) o nella prima fase di pianificazione dei tuoi obiettivi, abituati a farti domande come:
- se avessi una bacchetta magica in questo momento, oppure una lampada con un genio in grado di esaudire qualsiasi mio desiderio, cosa vorrei veramente per me?
- se disponessi di illimitate risorse (salute, tempo, soldi…) chi vorrei essere, fare, diventare?
- se fossi certo di non fallire, quali risultati vorrei ottenere?

Non limitarti a pensare alle risposte: scrivile! Lascia vagare la tua mente, più scrivi più verranno altre risposte. Fai un brain-storming, privilegia la quantità delle idee piuttosto della qualità; c’è sempre tempo per un’analisi critica e razionale.

Dice il saggio: “Punta sempre alla Luna… Male che vada avrai vagabondato tra le stelle…

08 9th, 2007

Modellamento! L’arte di replicare l’eccellenza umana, per dirla in paroloni.

Più semplicemente la capacità di conoscere e copiare le strategie che rendono vincente e di successo qualcuno che ammiriamo per i risultati che ottiene, per poi adottarle a nostra volta e, possibilmente, ottenere gli stessi risultati.

E così, passato poco più di un mese dal ” più importante, trovo i risultati di alcune interviste fatte a “Maestri del Matrimonio” (Marriage Masters), coppie felicemente sposate da almeno 40 anni che hanno rivelato i segreti del loro successo. Sono coppie americane, ma condivido molte delle indicazioni e credo siano valide anche qui da noi. Quindi prendo appunti e posto! :-D
1. Il divorzio non è un’opzione possibile.
Non essendo un’opzione possibile non viene mai preso in considerazione come soluzione. In questo modo è necessario cercare (e trovare) altrove soluzioni ad eventuali “problemi”.
I Marriage Masters, inoltre, identificano nell’impegno l’ingrediente chiave per una relazione lunga e felice.
Tre sono invece i nemici peggiori che possono minacciare la salute del matrimonio negli anni: dipendenza, abuso e tradimento.

2. Non esiste il matrimonio perfetto, esistono solo momenti perfetti.
Boggs e Miller, gli autori di questa ricerca, affermano di essere rimasti sorpresi da quanto lavoro richieda creare un grande matrimonio. Situazioni frustranti o irritanti si ripropongono continuamente. “Basta accettare le meravigliose differenze dell’altro” sentenzia uno degli intervistati “Il matrimonio è un letto di rose… con le spine e tutto il resto!

3. Giocare ad armi scoperte
Non serbare rancore, dirsi tutto e subito, anche le cose spiacevoli. Fare in modo di avere frequenti situazioni di scambio e condivisione.
E’ necessario creare e mantenere un ambiente in cui comunicare in modo aperto, onesto e trasparente. Ma come sono riuscite le coppie intervistate a creare e mantenere questo clima di scambio? Semplice: week-end di ritiro matrimoniale!
Pare siano una costante immancabile nelle coppie intervistate.

4. Non smettere mai di corteggiarsi.
Si sente spesso dire che non è importante la quantità del tempo speso insieme, ma la qualità.
I Maestri del Matrimonio precisano che quello che veramente importa è la quantità del tempo di qualità speso insieme.
Non importa che sia una vacanza in un luogo esotico o una notte nell’alberghetto fuori porta, l’importante è mantenere accesa la fiamma, poi basta aggiungere un po’ di legna di tanto in tanto.

5. AMORE si scrive DARE
L’altro è sempre al primo posto e questo vale per entrambi. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi; tuttavia è la filosofia che ha accompagnato in modo trasversale tutte le coppie intervistate. “L’aspetto interessante è che la parte me è totalmente soddisfatta e appagata se metto noi al primo posto“.

6. Carpe diem
E’ fin troppo facile rimanere assorbiti dalla follia delle attività quotidiane e dare per scontato il proprio partner.
Una donna rimasta vedova dopo 54 anni di matrimonio ha affermato “Ora che lui non è più qui con me vorrei non aver avuto così tanti mal di testa“.
I Marriage Masters ci ricordano quando sia breve la nostra vita terrena, apprezziamo e valorizziamo la presenza del nostro compagno/a finché è ancora con noi.

7. Disciplina del rispetto
Puoi avere rispetto senza amore, ma non può esserci amore senza rispetto“.
Quasi tutte le coppie citano il rispetto come un ingrediente fondamentale per un matrimonio lungo e felice.
E’ il catalizzatore di tutte le cose belle di una relazione: fiducia, autenticità, connection e amore.
Sfortunatamente il rispetto, in tutta la sua semplicità, viene troppo spesso dimenticato lasciando il posto alle critiche e a tutte le cattiverie che, prima o poi, spingono uno dei due a chiedersi: ma come cavolo ho fatto ad innamorarmi di questa persona?
Tu sei padrone delle parole che pronunci fino a quando non le hai pronunciate, poi saranno le tue parole ad essere i tuoi padroni… quindi scegli le parole con attenzione

E per chi volesse approfondire l’argomento può visitare il sito dedicato al progetto.


Gli Uomini vengono da Marte le Donne da Venere - Edizione economica Gli Uomini vengono da Marte le Donne da Venere Imparare a parlarsi per continuare ad amarsi
John Gray

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