Sul diario di bordo di Alex Bellini di qualche giorno fa ho letto qualcosa che mi ha abbastanza impressionato e fornito uno spunto per una piccola riflessione.
“Sott´acqua il primo pensiero è stato quello di ripararmi la testa da possibili botte e svenimento quindi, dopo un paio di secondi di apnea sono riemerso dall´acqua proprio sotto la barca capovolta. Per un momento ho pensato che quella era proprio la fine e cosa peggiore è che non potevo accedere alla cabina né per attivare l´EPIRB né per fare una telefonata. Era la fine e stop. […]
A due giorni di distanza tutto e´ ritornato alla normalità. Questo è uno degli aspetti positivi dello stare in barca:qualunque cosa accada, anche la più brutta, non c’è tempo per piangersi addosso, bisogna riprendere la via di casa il prima possibile lasciandosi le disavventure alle spalle“.
Alex rischia tutto da solo in mezzo all’oceano e dopo solo due giorni si lascia tutto alle spalle perchè, di fatto, non ha altre alternative possibili se non quella di continuare a muoversi nella direzione che ha scelto.
E tu, quanto tempo ti concedi solitamente prima di riprendere la tua strada dopo essere stato fermato?
Ciascuno di noi vive solitamente in situazioni molto più protette e comode (per fortuna!
) ma che possono rendere lenta e meno probabile una reazione rapida e decisiva per uscire da ricordi improduttivi.
Ogni volta che indugiamo in ricordi (spiacevoli e non); rimpianti e nostalgie stiamo vivendo in un mondo che nella realtà non esiste (più). Il concetto è magistralmente sintetizato nelle parole del saggio Maestro Oogway:
“Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono, per questo si chiama presente!”
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Avanti tutta! Capire il presente per superare le difficoltà del passato Jesse Stoner |
read comments (0)La mia passione per le metodologie di apprendimento rapido deriva, sostanzialmente, da un’innata pigrizia!
Adoro leggere e mi piace ricordare le cose che leggo/studio, ma non sono disposto a dedicarci troppo tempo. Quindi quando anni fa ho scoperto che potevo leggere molto più velocemente e ricordare con estrema facilità (ad esempio utilizzando le mappe mentali) ho trovato qualcosa di molto seducente per la mia, diciamo così, parte pigra.
Da anni insegno tecniche di apprendimento e ho incontrato molte persone che, almeno per quanto riguarda lo studio, hanno deciso di smetterla di rendersi le cose complicate ed hanno iniziato ad utilizzare queste strategie.
Tuttavia rimane la categoria di quelle persone che, nonostante la voglia e la motivazione, sono talmente impegnate da non riuscie a ritagliarsi il tempo necessario per leggere ed aggiornarsi (delle vere busy people, oserei dire).
“Ci vorrebbe qualcuno che i libri li leggesse al posto mio e poi me li spiegasse, allora sì che risparmiere tempo!” mi hanno detto più di una volta.
Detto, fatto!
Ci hanno pensato i creatori di BusyPeople, la piattaforma per la formazione al servizio del tuo successo!
In pratica come funziona questo progetto (geniale)? ogni libro viene letto e studiato da un team di redattori specializzati che ne rielabora il contenuto e lo presenta in modo che possa essere successivamente letto e memorizzato da chiunque in sole 3 ore.
Ed ogni mese ci sono nuovi libri e nuovi contenuti!
Ho avuto il piccolo privilegio di leggere/studiare in anteprima alcuni di questi elaborati: sono tutti estremamente interessanti e, soprattutto, velocissimi!!!
Prenditi qualche istante e approfondisci l’argomento su BusyPeople.it.
In questi giorni di forte variabilità non sento altro che parlare di allarmi, preoccupazione, fantasmi di crisi, recessioni, perdite incontrollabili di denaro, posti di lavoro (chiavi della macchina, occhiali e pazienza… perderemo tutto!
)
Cade a fagiuolo una citazione della sig.ra Hemingway, Mary, che dice “Preoccupati un pochino ogni giorno e, in una vita, avrai perso un paio di anni. Se qualcosa non va, sistemala. Ma se non riesci a farlo impara a non preoccupart. La preoccupazione non ha mai sistemato nulla“!
Generalizzando possiamo dire che esistono le cose che ci coinvolgono emotivamente, quelle che non dipendono da noi ma che possiamo influenzare ed infine quelle che sono sotto il nostro controllo.
Di quest’ultima categoria facciamo parte solo noi stessi in prima persona, le nostre azioni e il nostro stato d’animo.
Maggiore attenzione dedichi alle cose che puoi controllare meno tempo perdi a preoccuparti di cose che non puoi influenzare. Se poi non sai ancora come farlo è un altro discorso.
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Donne che si Preoccupano Troppo Come evitare che l’ansia vi rovini le relazioni, il lavoro e il tempo libero Holly Hazlett Stevens |

