Ho sempre pensato di avere una strana attrazione per le cose care: una specie di istinto che, in mezzo ad oggetti più o meno simili (ad esempio capi di abbigliamento) mi spinge a scegliere quello più costoso.
Alcuni ricercatori dell’ Università della California a San Diego hanno recentemente pubblicato uno studio che dimostra come in effetti l’associazione di un valore di ricompensa a un oggetto fa sì che le informazioni sensoriali provenienti da esso siano elaborato con molto più “vigore”, e questa caratteristica è particolarmente marcata per le informazioni visive.
In parole povere quando guardiamo un oggetto caro/costo, o comunque che percepiamo di valore alto, i nostri sensi sono più acuti e vediamo meglio l’oggetto in questione.
“Quando un oggetto è stato considerato di valore in precedenza, per esempio se per averlo sono stati sborsati parecchi soldi, il sistema visivo lo rappresenta in modo più forte“, osserva John Serences, capo del gruppo di ricerca.
L’aspetto interessante della ricerca è che gli effetti descritti hanno inizio già a partire dalla percezione sensoriale (la vista) ancora prima di interessare le funzioni cognitive.
Non so cosa che ne pensiate voi, ma immagino che questo tipo di reazioni “a vista” abbiano interessanti risvolti in ambito commerciale…
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read comments (2)Il titolo del post di oggi è preso da un giornale locale che stavo leggendo questa mattina mentre facevo colazione; potrebbe essere adatto a diverse delle storie/storiacce e degli episodi della cronaca nazionale recente, ma non è di questo che voglio scrivere.
Questa citazione mi fa infatti pensare ad una domanda ricorrente che mi pongo quando osservo chi, probabilmente partendo da buone intenzioni, reca danno alle persone che ha attorno con comportamenti che dovrebbero invece essere utili e funzionali. La domanda è: “ma se ne rendono conto oppure sono realmente convinti di fare una cosa positiva?”
Quello natalizio è inoltre un momento particolarmente fertile per salvatori e brave persone armate di buone intenzioni: danno consigli, si attivano nei confronti del prossimo, diffondono messaggi positivi e motivazionali.
Ma positivi per chi? chi può essere sicuro di sapere cosa è giusto per un’altra persona e spingerla in una direzione piuttosto che un’altra?
E’ abitudine diffusa, tra formatori, guru, predicatori e affini, quella di suggerire ai propri clienti cosa è giusto e cosa non lo è, e qui mi chiedo: “sono davvero convinti di essere onesti mentre fanno questo?”
Io non posso sapere cosa è giusto per te, qual è la cosa migliore da fare o la decisione migliore da prendere; nessuno può sostituirsi a te nel decidere chi sei, cosa vuoi e cosa è veramente importante per te (nemmeno tua moglie, tuo marito e men che meno il tuo capo!
)
Eppure qualche volta è così difficile conosce la risposta a queste domande perchè anni di condizionamenti ed ipnosi subite semplicemente ti impediscono di levarti di dosso tutto quello che non hai deciso tu di indossare.
Come sarebbe invece se tu imparassi a farlo e condizionassi questa abilità in tutto il nuovo anno?
Quali risultati potresti ottenere se l’unica persona a darti i consigli giusti in ogni momento fossi tu?
Se ti piacciono i segreti non puoi perderti “The Secret of the Web”, la versione italiana del famoso “The Secret”.
Da mesi ormai non si parla d’altro in rete, diverse anticipazioni ci hanno permesso di sbirciare dentro questo nuovo prodotto, clicca sull’immagine qui sotto e scopri tutti i dettagli:
A pochi giorni dal termine dell’ultimo corso di apprendimento tenuto a Milano ho ricevuto la mail di una partecipante, che di mestiere fa il promotore finanziario, entusiata delle mappe mentali.
Mi ha autorizzato a pubblicarla e lo faccio volentieri:
“ciao claudio!
sono a roma per un corso di tre giorni, in un aula con 23 colleghi, un docente bello incravattato etc…
corso obbligatorio per mantenere la certificazione efa (importantissima per il mio lavoro).
prima di iniziare ero già annoiata…idea: provo ad usare le mappe!
risultato perfetto:
il docente che mi vede colorare incuriosito mi chiede cosa stessi facendo, gli ho spiegato in modo abilmente vago che stavo schematizzando la sua lezione…fighissimo inizia a spiegare facendo degli schemini anche lui! …non belli come la mia mappa ma è un inizio…
la macroeconomia l’ho studiata in tanti modi e la conosco molto bene…con le mappe è anche divertente!
grazie!
e complimenti…”
Se vuoi imparare anche tu ad utilizzare le mappe mentali scrivimi (e visita questo sito: BusyPeople.it)
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Mappe Mentali Come utilizzare il più potente strumento di accesso alle straordinarie capacità del cervello per pensare, creare, studiare, organizzare… Tony e Barry Buzan |

