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formazione e coaching
 


Archive for January, 2009

01 25th, 2009

Nei lontani anni settanta il sig. J Sterling Livingston, professore alla Harvard Business School, già si chiedeva se la leadership fosse qualcosa che si potesse imparare sui banchi di scuola.
Iniziò a studiare e a ricercare le corrispondenze tra la preparazione formale e la leadership  realmente espressa dai manager e individuò un set di abilità comuni ai leader di successo studiati nella sua ricerca:

1. Capacità di prendere buone decisioni
2. Capacità di individuare i problemi

3.  Capacità di scovare le opportunità

4. Stili personali di leadership

Se sviluppi le tua capacità in queste quattro aree, sostiene il Prof., puoi acquisire la capacità di guidare le persone, motivarle e ispirarle.

CAPACITA’ DI PRENDERE BUONE DECISIONI

Persone abili nel prendere decisioni e problem solver efficaci non sono difficili da trovare, eppure i leader sono molto più rari.  Ciò che differenzia chi ha le caratteristiche per essere un leader, sostiene Livingston, è l’aver abbandonato l’idea di poter pendere la decisione perfetta. I leader di Livingston sanno affrontare un problema e prendere una decisione con la consapevolezza che sapranno solo dopo se si tratta di una buona decisione oppure no.

I leader efficaci sanno essere molto pragmatici e prendono la decisione migliore in base a ciò che deve essere fatto. Sono quindi in grado di analizzare velocemente le situazioni di volta in volta e di prendere la decisione con la più alta probabilità di successo.

Sanno che una decisione non è solo il risultato di un processo razionale, ma anche emozionale. Inoltre sanno come prendono le decisioni, sanno quando è necessario prendere più tempo per pensare, quando serve coinvolgere il proprio team e quando invece la decisione spetta solo a loro.
INDIVIDUAZIONE DEI PROBLEMI

I leader sono proattivi, non si limitano a risolvere i problemi che vengono loro sottoposti, ma sono in grado in individuare i possibili rischi, i problemi nascosti, prima che si manifestino. Sono inoltre attenti nel valutare le eventuali conseguenze negative derivanti da decisioni e cambiamenti prima di metterli in atto. Anche in questo caso a volte si tratta più di intuito che di una vera e propria analisi, ma permette comunque loro di affrontare il problema in anticipo.

RICERCA DELLE OPPORTUNITA’

Come afferma Peter Drucker “La domanda non è come fare le cose bene, ma come trovare le cose giuste da fare e poi concentrare sforzi e risorse su quelle“.

I leader di successo sono constantemente alla ricerca del modo per ottenere di più con il medesimo sforzo.
STILI DI LEADERSHIP

Puoi scovare le opportunità ed individuare i problemi in anticipo, ma se non sei in grado di ispirare e motivare le persone ad agire difficilmente potrai ottenere risultati come leader.

Livingston sostiene che non esiste uno stile che ognuno possa usare in ogni situazione; i leader più efficaci lo sanno e sono in grado di adattare il loro approccio quando necessario. In ogni caso ciascuno di loro sviluppa il proprio stile in base alla propria personalità per essere sempre autentico e sincero. E’ inoltre importante essere in prima persona fonte di ispirazione, con il tuo esempio, le tue parole e la tua vision.

Buona parte della tua efficacia è data dalla tua capacità e volontà di assumenrti le responsabilità; dalla coerenza delle tue azioni e dal tuo impegno nel creare relazioni aperte e trasparenti con il resto del team.

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01 18th, 2009

Parlando di obiettivi, sogni, risultati da raggiungere si parla solitamente anche del “prezzo da pagare” per ottenere ciò che vogliamo.

Il prezzo da pagare è lo sforzo, l’impegno richiesto o i sacrifici ipoteticamente necessari per raggiungere i nostri obiettivi.

Se, ad esempio, hai deciso di laurearti il prezzo da pagare sarà rappresentato dai costi di iscrizione, libri e materiale vario; dalle ore che dedichi allo studio anziché ad altro, dalle giornate per seguire le lezioni e per sostenere gli esami e così via.

Alcune carriere professionali richiedono invece, a chi decide di seguirle, un prezzo da pagare in termini di ore di straordinari, spostamenti e trasferte, formazione ed autoformazione.

Il prezzo da pagare può quindi essere di tipo economico in senso stretto, oppure di tipo emozionale, o in termini di relazioni o scelte legate a come impieghiamo il nostro tempo.

Difficilmente si tratta di veri e propri sacrifici, tutt’altro (è possibile essere talmente centrati da non avere nemmeno i problemi, figuriamoci i sacrifici ;-) )

Per ottenere ciò che vogliamo realmente esiste semplicemente una strada da percorrere, facile o difficile che sia. L’attenzione dovrebbe essere rivolta al punto di arrivo ed eventuali aspetti negativi vengono preventivati in anticipo e accettati come parte del processo.

In alcuni casi le persone stabiliscono in modo implicito le condizioni per loro accettabili (= il prezzo che sono disposte a pagare) in modo quasi automatico.

E’ il caso ad esempio di quelle persone che non sono per nulla soddisfatte del lavoro che svolgono ma, piuttosto di affrontare il rischio di cambiare e tutte le possibili conseguenze del caso (l’ipotetico prezzo da pagare), decidono di non operare cambiamenti. Rimanendo su quest’ultimo esempio una parte di queste persone parla addirittura di scelte obbligate, si sente costretta a fare il lavoro che fa.

In realtà, in linea assolutamente teorica, potrebbero scegliere in qualsiasi momento di licenziarsi ma rischierebbero di trovarsi in una situazione ancora peggiore. Percepire un prezzo così alto a volte ci fa sembra come obbligate alcune scelte.

Lo stesso meccanismo è presente anche in situazioni meno macroscopiche e relative alla vita di tutti i giorni.

Esiste una serie infinita di condizioni che ciascuno di noi ritiene accettabili, probabilmente perché le considera (a torto o a ragione) il prezzo da pagare per ottenere qualcosa di importante. Ciò che consideriamo accettabile diventa spesso anche normale ed entra far parte della nostra routine.

Può capitare allora che la routine giochi a nostro sfavore e ci impedisca di ottimizzare i nostri risultati.
Se, ad esempio, per te è normale o accettabile che il tuo lavoro occupi la quasi totalità della tua giornata, oppure semplicemente è accettabile rimanere in ufficio fino a tardi è molto probabile che queste condizioni si verifichino spesso, ma non sempre a fronte di una reale necessità.

Oppure ancora per alcune persone è accettabile mancare di rispetto al proprio partner o i propri collaboratori; per altri è normale subire questo genere di comportamento. Non sto dicendo che venga fatto con piacere (sarebbe masochismo) ma che viene tollerato come una sorta di male necessario (ma necessario a cosa? o a chi?)

Il motivo per cui queste situazioni accadono è che ci sono le condizioni favorevoli a crearle, è come se lasciassimo uno spazio che può essere riempito in questo modo.

Ora, cosa accadrebbe se tu decidessi a priori quali sono le condizioni per te accettabili? e se riufiutassi categoricamente tutto ciò che non rientra in queste condizioni?
Con un minimo di disciplina quando decidi di rispettare le condizioni che tu stesso ti poni sarai necessariamente obbligato a pensare e ad agire in un modo diverso. Anche in questo caso ci sarà un prezzo da pagare ma sarà veramente quello giusto (per te, ovviamente).

Ti faccio un esempio.

A volte alcuni miei clienti lamentano che troppo spesso si riducono a sbrigare lavori all’ultimo momento con conseguente pressione e stress. Decidere di non accettare più questa situazione significa, piuttosto che lavorare in urgenza, non consegnare il lavoro nei tempi previsti. Quasi sempre chi decide di seguire questa seconda possibilità paga un prezzo molto alto, ma impara la lezione! ;-)

Quando decidi di non lavorare più in urgenza (a costo di non rispettare le scadenze, cosa che ovviamente non vuoi fare) metti in atto una serie di meccanismi che prima non prendevi nemmeno in considerazione e, guarda il caso, le emergenze saranno molte meno (rimangono solo quelle “fisiologiche”).

Decidi quindi entro quali condizioni vuoi muoverti; spesso definire delle condizioni diverse e vincolanti ci porta realmente ad ottenere risultati diversi, migliori, che rispecchiano maggiormente la nostra vera identità.

Le condizioni per te accettabili definiscono il tuo standard e la qualità della tue relazioni, della tua soddisfazione personale e del tuo lavoro.

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01 6th, 2009

Alcuni formatori hanno l’abitudine di popolare i propri corsi con storie di personaggi reali, fantastici o romanzati.

Esempi inconsapevoli di comportamente virtuosi, protagonisti di situazioni istruttive o semplicemente comiche e divertenti questi personaggi diventano spesso un marchio caratteristico del formatore che li anima.
Chi ha partecipato ai miei corsi (ma anche i lettori del blog), ad esempio, conosce ormai molto bene la piccola Morgana,  la mia pelosissima coach a quattro zampe di cui mi servo spesso per ingrandire e semplificare alcune dinamiche che, con le dovute proporzioni, troviamo anche tra i bipedi.
Anche il mio fratello gemello è spesso citato qua e là.

Per quanto riguarda gli eroi di altri ricordo con affetto Cecilia, la nipotina del mio professore di economia politica, l’unica bambina di tre anni in grado di capire al primo colpo (così si narrava) le spiegazioni di nonno Carlo.
Nel bassanese invece si parla ancora di un certo Calogero che, fatta la sua comparsa diversi mesi fa, è rimasto nei cuori e nei racconti dei corsisti che lo hanno conosciuto.

A Vicenza e provincia spopola una certa Silvia, esempio eterno della gestione dello stato.

E che dire della mitica nonna di Piernicola?

Sempre di moda sono anche le scimmie, nella versione di Oncken oppure anche nell’accezione bardolliana.

Chissà quali nuovi personaggi ci porterà il 2009…
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01 1st, 2009

Con gli auguri di buon anno si sprecano i post ed i consigli su come fare del 2009 il miglior anno di sempre.

Alcuni esempi? Definisci i tuoi obiettivi e tienili monitorati nel tempo, rimani focalizzato, impegnati, ecc. ecc.

- Perchè queste indicazioni sono così scontate/banali?

Perchè le ripetiamo tutti gli anni!

- E perchè le ripetiamo tutti gli anni?
PERCHE’ SONO QUELLE CHE SERVONO!!! ;-)

Se ciascuno di noi utilizzasse meglio e di più semplicemente le risorse già possiede e le cose che già conosce otterrebbe risultati che nemmeno immagina.
Quindi, senza frequentare nessun corso, senza nemmeno assumermi come tuo coach, prova a rispondere a questa domanda:

qual è la cosa più semplice e banale che non stai facendo e che, se iniziassi a fare da subito, porterebbe miglioramenti significativi nella tua vita nei prossimi dodici mesi?

Più è semplice, banale e scontata la risposta che darai a questa domanda maggiore è la probabilità  che tu abbia trovato la cosa giusta per te.

Meno scontato e banale è iniziare a farlo!

A te la scelta: puoi iniziare nuove abitudini nel nuovo anno oppure aspettare la fine del 2009 e scoprire che i consigli giusti per te sono ancora quelli soliti, scontati, banali…

BUON ANNO!
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