Mozart o non Mozart, questo è il problema…

Mai sentito parlare dell’effetto Mozart?

Si tratta di effetti positivi sull’apprendimento (concentrazione, velocità e qualità) riscontrabili durante lo studio se prima, o durante, si ascoltano brani del celebre compositore.

In questo post trovate tutta la storia, dai primi esperimenti ad oggi, per scoprire quanto c’è di vero e quanto invece è leggenda.

Da alcuni anni nei miei corsi di apprendimento durante gli esercizi metto dei brani di musica classica come sottofondo. Mozart o non Mozart i vantaggi sono molteplici:
è rilassante, copre e assorbe eventuali rumori e limita le distrazioni, ai corsisti piace!

In generale meglio scegliere compositori del periodo barocco; qui potete trovare una web radio che trasmette musica barocca 24h su 24h.

Altre opinioni e commenti sulla musica più adatta mentre si studia li potete leggere qui.

Music for the Mozart Effect vol. 1 Music for the Mozart Effect vol. 1
Strenghen the Mind – Music for Intelligence & Learning
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Music for the Mozart Effect vol. 2 Music for the Mozart Effect vol. 2
Heal the Body – Music for Rest & Relaxation
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30 e lode senza studiare

Ci sono diversi modi per passare un esame se siete studenti.

Il migliore, ovviamente, è studiare ed essere preparati! (possibilmente utilizzando strategie che ti permettano di impiegare il minor tempo possibile).

Ma non è l’unico, anzi….
Esiste un blog che (ahimè) si esprime dichiaratamenete contro la scuola e l’università.

A parte questo è molto divertente e offre spesso spunti interessanti per studenti e insegnanti.

Il Segreto di una Memoria Prodigiosa Il Segreto di una Memoria Prodigiosa
Tecniche di memorizzazione rapida
Matteo Salvo
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Il caffé fa bene alla memoria!

Ma solo se siete donne e pure un po’ anzianotte! ;-)

Mi spiace per gli appassionati caffeinomani che pensavano già di aver trovato un ulteriore argomento a sostegno del’amato cafferino, ma è quanto afferma uno studio francese condotto da Karen Ritchie dell’INSERM (Institut national de la santé et de la recherche médicale).

Secondo i dati raccolti sembra che le signore abituate a bere almeno 3 tazze di caffé al giorno conservino una memoria più prestante rispetto a chi di tazze ne beve una sola o meno. Le differenze sono ancora più evidenti con l’avanzare dell’età: a 65 anni le amanti del caffè che soffrono di perdita di memoria sono il 30% in meno rispetto alle coetanee che non bevono caffè e diventano il70% in meno sopra gli 80 anni.

La caffeina viene già utilizzata per contrastare il declino delle funzioni cognitive, si conoscono i suoi effetti sul sistema nervoso ma, affermano i ricercatori, non si è ancora scoperto come incida esattamente sulla memoria.

Sembra proprio invece che noi maschietti non beneficiamo di questo tipo di effetti della caffeina, probabilmente a causa di una diversa sensibilità del corpo e del metabolismo.

L’uomo nel caffé

Chi riesce a vedere l’uomo nei chicchi di caffé?

E’ facile, molto facile… DOPO averlo trovato la prima volta, ovviamente! ;-) Una volta individuato non riuscirai più a non vederlo, ma prima….

Buona fortuna!

Dicono (gli scienziati) che se riesci ad individure l’uomo nel caffé in meno di tre secondi significa che il tuo emisfero destro è ben allenato; più della media delle persone. Se lo trovi in un tempo compreso tra tre secondi e un minuto sei nella media. Tra uno e tre minuti sei un po’ lentino mentre sopra i tre minuti (o proprio non lo hai trovato) devi esercitarti e allenare l’emisfero destro!!!

Brain Fitness, la ginnastica per il tuo cervello!

Durante il mio corso di tecniche di apprendimento faccio fare ai partecipanti alcuni esercizi di “ginnastica mentale“: si tratta di semplici esercizi di coordinazione volti a sincronizzare i due emisferi cerebrali.
Diciamo che i risultati sono variabili, più che altro alcune persone scoprono di essere molto poco coordinate nei movimenti! ;-)
Lo scorso inverno ho provato il Brain Training per Nintendo Ds e devo ammettere che non mi è piaciuto granchè.
I giochi proposti sarebbero anche carini, ma spesso il touch screen non riconosceva le risposte scritte velocemente (capirai, sono quiz a tempo…) oppure, nei test di lettura, letti in speed reading il sistema riteneva impossibile tale velocità  e non permetteva di rispondere alle domande di verifica… :-(
Oggi, riprendendo a navigare in cerca di notizie interessanti, ho trovato la segnalazione di un servizio online dedicato al benessere mentale.
Si chiama Lumosity – Brain Fitness and Memory Improvement.
Lumosity, dichiara il sito, è il programma di allenamento cerebrale in grado, come dimostrato scientificamente, di aumentare la tua memoria, la capacità  di attenzione e la velocità  di processare le informazioni.

Con una premessa del genere non potevo non registrarmi e iniziare a giocare!
Vi dico subito che è molto ben fatto, anche graficamente.

Ho sperimentato i primi tre giochi/esercizi proposti all’interno di un programma di allenamento di 29 sessioni. Sembra molto divertente ed interessante.
Per avere una prima e rapida valutazione dello stato del vostro cervellino potete calcolare, in pochi minuti, il vostro Lumos IQ (il mio è 118: in media, pare… vedremo a fine allenamento!) e sperimentare gli esercizi proposti.

Sul sito trovate anche il blog del progetto e alcuni articoli di approfondimento.
Oppure registratevi direttamente (è gratuito) e iniziate il vostro allenamento.

Buon divertimento!!!

 

20 nuovi spunti per rendere la tua memoria ancora più efficiente:

1. Organizzati. Crea delle liste in ordine alfabetico o cronologico. Cerca di avere sempre un’idea generale delle informazioni da ricordare, parti sempre dal generale per poi arrivare ai dettagli.
2. Focalizzati sul risultato finale. Cerca di avere sempre chiaro per quale risultato stai correndo. Se preparare una cena per molti può essere impegnativo e noioso pensare alla soddisfazione di poter deliziare i propri ospiti è certamente più stimolante. Proietta la tua mente nel futuro: a cosa ti serviranno le cose che stai studiando ora?
3. Crea associazioni. Fai dei collegamenti tra le cose che devi ricordare e qualcosa che già conosci. Per ricordare il nome di una persona, ad esempio, collegala a qualcuno con lo stesso nome (puoi immaginare di vederlo piccolino seduto sulla sua spalla). Ogni volta che fai un’associazione mentale stai naturalmente sfruttando una delle caratteristiche più forti della nostra memoria.

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iMindMap: nuovo software per mappe mentali

Tony Buzan, inventore delle mappe mentali, ha lanciato un nuovo software per crearle: iMindMap (bello anche il nome!).

Ho visto alcune mappe realizzate con questo strumento e mi sono piaciute perchè in un certo senso, assomigliano a quelle fatte a mano. Quando avrà modo di smanettarci un po’ aggiungerò qualche commento più dettagliato.

Fonte: Hack-News, Il blog dello zio Hack di www.migliorati.org