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Archive for the 'Apprendimento' Category

12 4th, 2006

Ricordarsi dove sono state appoggiate le chiavi l’ultima volta, dove abbiamo parcheggiato la macchina; oppure ricordarsi di prendere quella busta da spedire o quel tal oggetto da portare con sé e che invece viene immancabilmente scordato a casa (come il film da restituire al videonoleggio, ad esempio). Questi sono solo alcuni di episodi frequentissimi che capitano a ciascuno di noi. Anzitutto è necessario precisare che, sebbene siano comunemente attribuiti ad una scarsa memoria, sono in realtà molto più imputabili alla semplice distrazione. Vediamo ora come affrontare i più comuni.

Posizione oggetti Ricordare dove abbiamo lasciato degli oggetti è molto semplice, ma è necessario memorizzarne la posizione ogni qualvolta li spostiamo. Per ricordare dove appoggiamo le chiavi, ad esempio, basterà immaginare il mazzo delle chiavi molto ingrandito, magari con colori sgargianti e fare lo stesso con l’oggetto fisso più vicino (ad esempio la mensola su cui le appoggiamo). Ma se proprio non riusciamo a trovare qualcosa che avevamo in mano fino a pochi istanti prima esiste anche un sistema per ritrovarli velocemente, ecco come: concentrati sull’ultimo istante in cui ti ricordi di aver avuto in mano quell’oggetto, adesso focalizza la tua attenzione su dove sei ora e immagina una sorta di linea che unisce questi due momenti infine ripercorri all’indietro mentalmente questa linea e… scoprirai quanto è semplice!

Oggetti da portare con se
Poniamo il caso che, per distrazione, non ricordi mai di portare con te, scendo di casa, un film preso a noleggio da restituire. Per essere certi di ricordarsene prima di accumulare costosissimi ritardi basterà immaginare che, uscendo di casa, troviamo la porta di ingresso particolarmente pesante, come se qualcosa le impedisse di aprirsi. Immagina quindi di tirare con forza per aprirla e vedere un dvd gigantesco e affilato crollarti addosso con tutte le conseguenze del caso. Ripassa questa immagine mentalmente, falla scorrere come un film alcune volta, velocemente: ti basterà avvicinarti soltanto alla maniglia per rivedere l’intera sequenza e ricordarti finalmente del film da render.

Approfondisci questo argomento

Incrementa la tua memoria!

Author: claudio
11 17th, 2006

Alcuni semplici suggerimenti per migliorare la capacità di trattenere le informazioni.

Non sarebbe bello poter leggere velocemente una pagina e memorizzarne subito il contenuto? e saper ricordare il compleanno di tutti i nostri amici?!
Eppure, a quanto pare, non è proprio possibile, più verosimilmente tendiamo a dimenticare la maggior parte delle informazioni memorizzate.

Tuttavia c’è una buona notizia: chiunque, indipendentemente da età o educazione, può migliorare la propria memoria e, facendo pratica nel tempo, imparare a ricordare con facilità grandi quantità di informazioni.
In questo articolo segnalo alcune indicazioni che possono aiutarti a farlo.

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Esempi di Mappe Mentali

Author: claudio
11 8th, 2006

In occasione dell’academy weekend special reunion ho tenuto un breve workshop sull’utilizzo delle mappe mentali come strumento per per fare chiarezza su un argomento, memorizzarlo ed essere in grado di presentarlo.

Chi fosse interessato può scaricare qui una parte della presentazione con diversi esempi di mind mapping.

10 11th, 2006

L’apprendimento va considerato non solo come acquisizione di Conoscenze, ma anche come risultato di complesse vicende relazionali. I disturbi dell’apprendimento possono essere imputabili alla qualità della relazione che si è venuta a stabilire tra l’ insegnante, lo studente, gli altri compagni o l’ ambiente familiare.
Molteplici sono i fattori che interagiscono nell’apprendimento, per quanto tale processo si realizzi attraverso un funzionamento unitario.
Tra questi ricordiamo:

FATTORI NEUROBIOLOGICI: molti dei fattori che permettono l’acquisizione del linguaggio sono biologicamente determinati.
FATTORI RELAZIONALI: in ogni bambino con disordine del linguaggio sono sottese alla sintomatologia specifiche carenze nei funzionamenti che forniscono la base per il senso di completezza del sé, della fiducia primaria nei confronti dell’oggetto e del senso di autenticità delle proprie esperienze.
FATTORI CULTURALI
: l’apprendimento che si realizza in famiglia e basato su dinamiche affettive e di identificazione sulle figure parentali, quello in ambiente scolastico è basato sulla trasmissione di conoscenze in modo ordinato e progressivo.

Inoltre, perché possa esistere l’apprendimento, sono necessari alcuni pre-requisiti, fondamentali nei bambini:

1.Condizioni percettivo-motorie (vista e udito). Un handicap su questi canali recettori rende evidentemente tutto più difficile. Particolarmente importanti per leggere e scrivere sono il sicuro possesso della motricità fine e il corretto coordinamento oculo-manuale.
2.Condizioni spazio-cinestesiche e temporali.
Una sicura percezione di sé e del proprio spazio vitale, una sicura coordinazione motoria globale e le capacità di orientamento sono fondamentali, così come un’equilibrata gestione del tempo e dell’autoregolazione.
3.Condizioni linguistiche.
A livello fonologico l’idoneità degli organi di fonazione e un buon controllo della respirazione; la corretta esecuzione di voci e suoni alfabetici, una pronuncia comprensibile delle parole. A livello della struttura della frase, l’uso e comprensione della frase completa.
4.Capacità di apprendimento.
Nella registrazione delle informazioni (attenzione, percezione e codificazione), nell’acquisizione di schemi, immagini, simboli e concetti; nell’immagazzinamento (memoria a breve termine e a lungo termine), e nel recupero (riconoscimento e ricordo delle informazioni).
5.Condizioni disciplinari.
La capacità di prestare attenzione, impegno e costanza.
6. Motivazione. Ugualmente importanti sono le condizioni socio-culturali della famiglia, le aspettative dei genitori, il ruolo della personalità e quello della scuola. Per maggiori informazioni e seminari su questo argomento visita il sito www.liberamenteimparo.com

08 10th, 2006

All’interno del corso che tengo sulle tecniche di memoria e lettura veloce c’è una sezione dedicata all’apprendimento delle lingue straniere. Durante questa parte insegnamo ai partecipanti come applicare le tecniche di memorizzazione per imparare vocaboli stranieri, declinazioni di verbi, regole grammaticali e grafie.
Il mio personale consiglio, per chi vuole imparare una lingua straniera, rimane comunque quello di immergersi il più possibile nella “materia” studiata utilizzando libri e dvd in lingua originale. L’ideale sarebbe, come molti hanno sperimentato, vivere per un certo periodo nel paese dove la lingua studiata è la lingua ufficiale. Se voglio imparare l’inglese, ad esempio, la cosa migliore che posso fare è vivere, lavorare e/o studiare nel Regno Unito o negli Stati Uniti per fare una vera e propria full-immersion.
Andrea Zardi, un amico e “collega”, ha unito queste due strategie e (credo sia il primo) ha organizzato una vacanza-studio all’estero per imparare una lingua straniera utilizzando le tecniche di apprendimento.
Andrea collabora già da diverso tempo con alcuni professori delle scuole superiori per adattare al meglio le tecniche ai singoli programmi scolastici.
La vacanza studio con memotecniche prevede sezioni di memorizzazione giornaliere seguite da attività varie. Il vocabolario memorizzato ogni giorno viene scelto in base alle attività della giornata in modo da poter esser subito utilizzato dagli allievi.
Secondo me è un’idea fantastica!!!

Per avere maggiori informazioni sul corso di apprendimento clicca qui.

Svegliarsi la mattina

Author: claudio
05 24th, 2006

Nel seminario sulle tecniche di apprendimento dedico una parte al sonno e alle tecniche di rilassamento (che sono alla base della concentrazione, a sua volta fondamentale per l’apprendimento).
Immancabilmente si scatena un piccolo dibattito su quante ore sia necessario dormire, quale sia la posizione migliore da tenere quando si dorme ecc. ecc.
La credenza dominante è quella che vede nelle otto ore di sonno il tempo corretto da dedicare al riposo, con qualche eccezione dei professionisti del materasso che affermano di non poter resistere dormendo meno di 12 ore al giorno e di quelli, più rari, che si accontentano della metà delle ore.
In molti esprimono il desiderio di imparare a svegliarsi presto la mattina e, soprattutto, di farlo con più facilità .
Uno degli errori più comuni che impedisce alle persone di farlo è pensare che quando ci si vuole alzare prima del solito sia anche necessario andare a dormire in anticipo; e questo è molto difficile da realizzare nella maggior parte dei casi (se siete abituati a dormire 8h e decidete di svegliarvi alle 6 del mattino dovreste andare a dormire alle 22.00…)

Su questo argomento esistono principalmente due scuole di pensiero:
- la prima sostiene che sia meglio dedicare al sonno un numero di ore al giorno sempre uguale, magari cercando di rispettare i cicli naturali del sonno in modo da puntare la sveglia in orari in cui il sonno è più leggero per facilitare il risveglio
- la seconda, più naturale, suggerisce invece di ascoltare i bisogni del corpo addormentandosi quando si ha sonno e svegliandosi naturalmente, quando il nostro corpo non ha più bisogno di riposarsi.
E’ facile intuire che le due posizioni sono inconciliabili.
Nel primo caso, inoltre, ci troveremmo obbligati a coricarci anche quando non abbiamo sonno, nel secondo rischieremmo invece di dormire ad oltranza, anche più del necessario.

Una soluzione che ritengo ottimale sta, come spesso accade, nel mezzo.
Ecco quali sono, secondo me, tre strategie efficaci.

Ascolta il tuo corpo
Ho incontrato persone che lamentavano di non riuscire a prendere sonno se non parecchi minuti dopo essersi coricati; il mio suggerimento in questi casi è sempre lo stesso: “andate a dormire più tardi!” Sembra banale, ma non lo è. Quando siamo realmente stanchi ci addormentiamo pochi istanti dopo aver spento la luce.
Il nostro corpo ci segnala in maniera chiara quando è tempo di dormire, fino a quel momento possiamo continuare con le nostre attività , anche fino a tarda notte.

Abitua il tuo corpo
Seguendo in parte le indicazioni della prima delle due scuole di pensiero sopra esposte sarà utile decidere un orario preciso per la sveglia e mantenerlo invariato: tutti i giorni in piedi alla stessa ora! (eh sì, anche la domenica).
In questo modo, con regolarità , nel tempo, acquisirete una nuova abitudine e, per dirla con una frase fatta, le nostre abitudini sono il nostro peggior padrone o i nostri migliori servi. Inizierete a svegliarvi naturalmente sempre al solito orario, anche senza aver più bisogno di sveglia, radiosveglia, parenti e amici volenterosi.

Motivazione prima di tutto
Per quale motivo ci alziamo tutte le mattine? scartando le prime risposte di rito (”perchè se arrivo tardi al lavoro mi licenziano” “perchè ho una lezione alle 9.00″) cosa ci spinge a farlo? quali sono le emozioni che cerco in una nuova giornata? rispondere a queste domande, (vedi anche “Appunti da un amico” di A. Robbins) e crearsi un breve film mentale, prima di addormentarsi, della giornata successiva, può servire per installare una sorta di programmazione nella nostra mente che renderà molto più semplice applicare quanto descritto sopra

05 3rd, 2006

Gli audiolibri non sono molto diffusi nel nostro paese.
Eppure sarebbero tanto comodi soprattutto per chi trascorre molto tempo in auto o per tutte quelle persone che dicono di non aver mai abbastanza tempo per leggere.

Se ancora non volete risparmiare tempo con la lettura rapida allora potrebbe interessarvi questa novitC tecnologica che cavalca il dilagante successo dei telefonini: audiolibri registrati su una RS-MMC (reduced size MultiMedia Card) per essere ascoltati sul cellulare.

Chissà se l’iniziativa avrà successo, (il libro scelto per l’esordio è indubbiamente bellissimo) o se il futuro dei telefonini di nuova generazione vada cercato in tutt’altra direzione.

04 19th, 2006

Mappe mentali, applicazioni della Pnl…. unite le due cose ed ecco la mappa della pnl applicata alla comunicazione persuasiva…. con l’altro sesso!

Speed Seduction of the opposite sex with NLP


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