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Archive for the 'Coaching' Category

Dove e con chi

Author: claudio
06 30th, 2010

Proprio in questi giorni si stanno consolidando i risultati di un percorso di rinnovamento iniziato quasi due anni fa.

Cambiamenti legati principalmente al lavoro ma che, ovviamente, incidono su tutto il resto; cambiamenti che non derivano in realtà da obiettivi particolari ma da alcune considerazioni più generali.

Ho infatti concentrato la mia attenzione su DOVE lavorare e CON CHI, senza ovviamente tralasciare gli aspetti che più mi piacciono della mia attività.

Già in passato la strategia di concepire i programmi per il futuro in termini di attività piuttosto che di obiettivi specifici si è rivelata estremamente efficace.

La scelta del DOVE, nel mio caso, è legata alla volontà di ridurre drasticamente il tempo dedicato agli spostamenti a vantaggio del tempo dedicato ad altro (alla famiglia, per esempio). Ho sempre considerato il lavoro del formatore come un’attività che ti porta a viaggiare un pò per tutta Italia e così è stato in passato. Eppure, non con qualche difficoltà, da Gennaio di quest’anno ho stabilito la sede della mia attività a Vicenza ed è qui che ora tengo la maggior parte dei corsi.

Anche scegliere CON CHI lavorare ha portato una serie di cambiamenti: tipologia di clientela, servizi offerti e soprattutto partner e “colleghi“. La qualità delle relazioni personali è, a mio avviso, un ingrediente fondamentale per raggiungere un’elevata soddisfazione professionale e, non meno importante, per offrire servizi di elevata qualità. “Prima le persone!” ripetono diversi testi di management… ed è proprio vero!

Come conseguenza di questo riallianeamento personale di valori e priorità ho sviluppato una specializzazione sempre maggiore in un particolare settore (molto interessante!); è definitivamente terminata (già nel 2009) la lunga collaborazione con Hrd e soprattutto, un po’ a malincuore, ho deciso di non occuparmi più dei seminari di tecniche di apprendimento.

Per questi ultimi corsi ho avviato una felice collaborazione con Alberta Cuoghi (titolare di Enjoy Italia, formatrice del Il Sole 24 Ore nonché mio mentore nelle tecniche di lettura veloce). Il resto delle novità le pubblicherò a breve sul blog, anche se le vere anteprime ormai passano dai social network!

Mettere l'One Minute Manager al Lavoro Mettere l’One Minute Manager al Lavoro
Come trasfromare i 3segreti in capacità
Kenneth Blanchard, Robert Lorber

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La Fine del Lavoro La Fine del Lavoro
Il declino della forza lavoro globale e l’avvento dell’Era Post-Mercato - Nuova edizione
Jeremy Rifkin

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10 18th, 2009

Ho aspettato qualche settimana per parlarne sul blog e ormai è già un successo online l’e-book di Helga OgliariNeverfired“.

Un e-book non solo da leggere, ma anche da guardare ricco di citazioni, video (ebbene sì, video!) libri e link consigliati, indagini e ricerche di mercato e, soprattutto, l’esperienza e la professionalità dell’autrice trasmessa in modo diretto e chiaro.

Insomma, 60 pagine che si sfogliano come un libro vero (con tanto di fruscio) tanto ricche da rappresentare un vero e proprio tesoro prezioso per chi vuole prendersi cura della propria carriera.

Trovati un cowo!

Author: claudio
10 13th, 2009

Nell’ultimo incontro di Ecosistema 2.0 ho conosciuto, tra gli altri, Barbara co-titolare del cowo di Bassano del Grappa.

Cos’è Cowo?!

Cowo è un progetto di coworking: in pratica “Nulla di speciale, solo un’ottima idea” per dirla con parole loro.

Ed è proprio un’ottima idea soprattutto per chi si sposta  per lavoro e si trova spesso a non avere un vero e proprio ufficio dove lavorare. Il coworking permette non solo di lavorare in strutture attrezzate con tutto il necessario, ma facilita la contaminazione e lo scambio tra idee e professioni che, diversamente, non avrebbero altre opportunità per entrare in contatto.

Una delle poche richieste per essere accolti in un cowo, infatti, è proprio quella di permettere questo processo di estensione e scambio delle competenze/conoscenze.

Ne esistono parecchi a Milano, ma ci sono anche Bassano (appunto), Venezia, Padova…

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Lavoro perfetto?

Author: claudio
07 22nd, 2009

Magari!!! avrà pensato qualcuno leggendo. Altri, più rassegnati, credono che sia solo un miraggio. I più, e sono i miei preferiti, vorrebbero che esistesse ma non fanno praticamente nulla per cercarlo :-D .

Uno dei motivi per cui a volte è difficile trovare un’attività che sia per noi veramente appagante, sotto tutti i punti di vista, è dato dal fatto che la cerchiamo nel modo sbagliato.

Ancora più corretto sarebbe dire che è sbagliato il punto di partenza in cui ci troviamo quando iniziamo la ricerca.

Trovare “Il lavoro perfetto” è l’ambiziosa promessa del nuovo corso di Simone Pacchiele, amico di avventure mythoselfiane, nonché coach preparato ed esperto.

Il lavoro perfetto” è un corso che, più che su stategie e strumenti, lavora proprio sul punto di partenza e, se è vero che chi ben comincia è già a metà dell’opera, allora è proprio fondamentale assicurarsi un inizio qulitativamente perfetto per poi “condurti ad un modo di essere in cui hai la piena possibilità di vivere facendo quello che più ti piace fare, che più sei bravo a fare

Di Simone ammiro soprattutto la precisione e l’attenzione a certi dettagli nelle sessioni di coaching; inoltre, pur svolgendo io e lui attività piuttosto differenti, condividiamo lo stesso approccio all’attività lavorativa…segnalo quindi molto volentieri questa nuova proposta.
Leggi tu stesso la sua presentazione del corso!

03 1st, 2009

Riunioni e meeting possono essere uno strumento efficace ed indispensabile per la performance di un team come anche, e temo valga nella maggior parte dei casi, una dispendiosa ed inutile perdita di tempo.

Molto spesso il mio ruolo durante gli incontri mensili nelle aziende con cui lavoro consiste proprio nell’assicurare il corretto svolgimento della riunione garantendo uno scambio di opinioni e proposte sincero, appassionato e costruttivo.

Non è impresa facile! L’efficacia di una riunione è data da diversi fattori incluse le abilità specifiche nell’ottimizzarla dei singoli partecipanti (o di un eventuale facilitatore appositamente ingaggiato).

Pur premettendo che l’elenco non sarà esaustivo né sufficiente a garantirti il massimo dei risultati, voglio proporti una sorta di check-list da utilizzare in fase di organizzazione della riunione: una buona preparazione, infatti, può incidere positivamente su quello che sarà l’esito finale dell’incontro.

1. Stabilisci a priori il criterio che definirà il successo della riunione.

Cosa vuoi ottenere esattamente? Nuove idee? comportamenti e azioni diverse? alzare (o abbassare ;-) ) il morale dello staff? oppure avere persone attente e puntuali sarebbe già un buon risultato? In poche parole, cosa deve essere accaduto,  entro la fine della riunione, per poterti far affermare con certezza “sì, è stata una riunione efficace“?
2. Trova un luogo adeguatamente isolato

Non serve necessariamente rinchiudersi in un eremo a svariati chilometri dal tuo ufficio (anche se in effetti è un valido aiuto): basta una stanza con una porta che possa rimanere chiusa e qualcuno incaricato di filtrare tutte le comunicazioni che potrebbero disturbare l’incontro. Assicurati che ogni partecipante comunichi chiaramente ai potenziali “disturbatori” di essere reperibile solo durante le pause.
3. Pianifica lunghe pause

Pause lunghe e regolari preannunciate all’inizio della riunione ti permetteranno di pretendere maggiore disciplina dai partecipanti: telefoni e computer devono rimanere spenti! Interrompendo ogni due ore circa l’incontro anche la persona più ansiogena e vincolata dall’operatività più fitta potrà  sbrigare mail e telefonate nelle pause per poi concentrarsi nuovamente sulla riunione.

4. Assicurati che partecipino le persone giuste

In base all’argomento trattato valuta di volta in volta se coinvolgere qualche persona in più, magari perchè partecipa dirattamente nelle attività in oggetto o è molto preparata su un tema specifico. Vale anche il contrario: se pensando ai partecipanti previsti ti accorgi che qualcuno di loro non è minimamente coinvolto dagli argomenti all’ordine del giorno (se non per il fatto che lavora nella stessa azienda) liberalo da questa incombenza e mandagli semplicemente un resoconto fatto bene.

5. Comunica in modo chiaro e preciso gli obiettivi dell’incontro e l’ordine del giorno

Ti servirà per stabilire la gerarchia e la priorità degli argomenti, aiuta i partecipanti a focalizzare l’attenzione sui temi della riunione (soprattutto se comunicando l’ordine del giorno chiedi di preparare analisi o relazioni) e, stampato ed esposto durante la riunione, ti permetterà di riportare la discussione sui binari corretti qualora si divagasse.

Osservare queste indicazioni può creare le premesse per un meeting funzionale ed efficace; nella pratica ogni riunione è diversa dall’altra e rendere ciascun incontro un momento di valore richiede pratica ed esperienza.
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L'One Minute per l'Imprenditore L’One Minute per l’Imprenditore
Impara come creare un’azienda di successo
Don Hutson

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Il Libro Nero dell'Imprenditore Il Libro Nero dell’Imprenditore
…e poi non dire che non eri stato avvertito
Fernando Trias de Bes

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Alcune scuole di pensiero, in ambito sviluppo personale, sostengono che, in parole molto semplici, qualunque cosa tu voglia fare la puoi fare e, sopprattutto chiunque può fare ciò che vuole se ci mette abbastanza impegno e motivazione.

Altri approcci, che preferisco, puntano invece maggiormente sulle peculiarità specifiche di ciascuno di noi, le personali caratteristiche vincenti che ci rendono tanto diversi gli uni dagli altri e che, soprattutto, possono renderci più o meno “adatti” a svolgere determinate attività piuttosto che altre.

In questo secondo contesto si collocano i modelli e gli strumenti di valutazione degli assessment. In particolare riscontrano parecchio successo  alcuni questionari  (la parola è decisamente riduttiva) che restituiscono un profilo delle caratteristiche di chi li compila.

In passato ho sempre guardato con un certo scetticismo questionari e strumenti simili; tuttavia ho avuto modo di sperimentarli e testarli in prima persona e sono convinto che possano essere ultili sotto diversi punti di vista.

L’assessment è uno strumento utile per la selezione e la gestione del personale, la misurazione delle performance, l’analisi del team e l’individuazione delle eventuali aree che necessitano di un intervento di formazione e/o coaching.

In particolare i due strumenti che ho provato in prima persona si chiamano Success Insights e Facet5; in entrambi i casi ho trovato attendibili e verosimili i profili che ne sono emersi; sia personalmente sia per le persone con cui ho poi lavorato.
Non si tratta infatti di un semplice questionario che ti colloca in un limitato numero di profili possibili dopo una rapida classificazione. Alle domande si risponde attraverso un software che incrocia diversi dati, incluso il tempo di risposta ad ogni domanda. Per ciascuna  delle carratteristiche tracciate dallo strumento viene fornita una chiave di lettura ed un possibile percorso di crescita/miglioramento personale.

Il test rileva le caratteristiche comportamentali più frequenti della persona; sulla base di queste analisi suggerisce le reazioni possibili nelle diverse situazioni e, di conseguenza, l’attitudine a svolgere determinate mansioni rispetto ad altre.
Una possibilità interessante è quella di incrociare più profili in modo da misurare la compatibilità di più persone. No, non si tratta di un test sulle affinità elettive ;-) Semplicemente è possibile evidenziare i punti di forza e le criticità di un team in base alle caratteristiche specifiche delle persone che lo compongono. Se il team è già rodato probabilmente i risultati del test non forniranno grandi rivelazioni; l’analisi serve piuttosto a chiarire e a spiegare le dinamiche che si ripropongono fornendo, anche in questi casi, spunti interessanti per un possibile miglioramento.

Se vuoi avere qualche informazioni in più su te stesso, su quale lavoro fare, su come migliorare le tue performace e/o quelle del tuo team l’assessment è sicuramente un punto di partenza affidabile ed efficace.

Scrivimi se vuoi avere maggiori informazioni in merito.

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Top Performance Top Performance
Come raggiungere il massimo
Zig Ziglar

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01 1st, 2009

Con gli auguri di buon anno si sprecano i post ed i consigli su come fare del 2009 il miglior anno di sempre.

Alcuni esempi? Definisci i tuoi obiettivi e tienili monitorati nel tempo, rimani focalizzato, impegnati, ecc. ecc.

- Perchè queste indicazioni sono così scontate/banali?

Perchè le ripetiamo tutti gli anni!

- E perchè le ripetiamo tutti gli anni?
PERCHE’ SONO QUELLE CHE SERVONO!!! ;-)

Se ciascuno di noi utilizzasse meglio e di più semplicemente le risorse già possiede e le cose che già conosce otterrebbe risultati che nemmeno immagina.
Quindi, senza frequentare nessun corso, senza nemmeno assumermi come tuo coach, prova a rispondere a questa domanda:

qual è la cosa più semplice e banale che non stai facendo e che, se iniziassi a fare da subito, porterebbe miglioramenti significativi nella tua vita nei prossimi dodici mesi?

Più è semplice, banale e scontata la risposta che darai a questa domanda maggiore è la probabilità  che tu abbia trovato la cosa giusta per te.

Meno scontato e banale è iniziare a farlo!

A te la scelta: puoi iniziare nuove abitudini nel nuovo anno oppure aspettare la fine del 2009 e scoprire che i consigli giusti per te sono ancora quelli soliti, scontati, banali…

BUON ANNO!
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Scoprire i principi della leadership
Ken Blanchard

Leggi la Recensione

Il titolo del post di oggi è preso da un giornale locale che stavo leggendo questa mattina mentre facevo colazione; potrebbe essere adatto a diverse delle storie/storiacce e degli episodi della cronaca nazionale recente, ma non è di questo che voglio scrivere.

Questa citazione mi fa infatti pensare ad una domanda ricorrente che mi pongo quando osservo chi, probabilmente partendo da buone intenzioni, reca danno alle persone che ha attorno con comportamenti che dovrebbero invece essere utili e funzionali. La domanda è: “ma se ne rendono conto oppure sono realmente convinti di fare una cosa positiva?
Quello natalizio è inoltre un momento particolarmente fertile per salvatori e brave persone armate di buone intenzioni: danno consigli, si attivano nei confronti del prossimo, diffondono messaggi positivi e motivazionali.

Ma positivi per chi? chi può essere sicuro di sapere cosa è giusto per un’altra persona e spingerla in una direzione piuttosto che un’altra?

E’ abitudine diffusa, tra formatori, guru, predicatori e affini, quella di suggerire ai propri clienti cosa è giusto e cosa non lo è, e qui mi chiedo: “sono davvero convinti di essere onesti mentre fanno questo?

Io non posso sapere cosa è giusto per te, qual è la cosa migliore da fare o la decisione migliore da prendere; nessuno può sostituirsi a te nel decidere chi sei, cosa vuoi e cosa è veramente importante per te (nemmeno tua moglie, tuo marito e men che meno il tuo capo! ;-) )
Eppure qualche volta è così difficile conosce la risposta a queste domande perchè anni di condizionamenti ed ipnosi subite semplicemente ti impediscono di levarti di dosso tutto quello che non hai deciso tu di indossare.

Come sarebbe invece se tu imparassi a farlo e condizionassi questa abilità in tutto il nuovo anno?

Quali risultati potresti ottenere se l’unica persona a darti i consigli giusti in ogni momento fossi tu?

Ti piacciono i segreti?

Author: claudio
12 8th, 2008

Se ti piacciono i segreti non puoi perderti “The Secret of the Web”, la versione italiana del famoso “The Secret”.
Da mesi ormai non si parla d’altro in rete, diverse anticipazioni ci hanno permesso di sbirciare dentro questo nuovo prodotto, clicca sull’immagine qui sotto e scopri tutti i dettagli: 

The Secret of the Web (2 DVD + CD) The Secret of the Web (2 DVD + CD)

Esiste un sottile (quasi invisibile, ma importantissimo!) “motivo conduttore” nella storia di molte persone di successo, che sono riuscite a conciliare nella propria vita la prosperità e la felicità.

Questo segreto ha il potere di trasformare la vita di chi lo conosce.

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10 18th, 2008

Sul diario di bordo di Alex Bellini di qualche giorno fa ho letto qualcosa che mi ha abbastanza impressionato e fornito uno spunto per una piccola riflessione.
Sott´acqua il primo pensiero è stato quello di ripararmi la testa da possibili botte e svenimento quindi, dopo un paio di secondi di apnea sono riemerso dall´acqua proprio sotto la barca capovolta. Per un momento ho pensato che quella era proprio la fine e cosa peggiore è che non potevo accedere alla cabina né per attivare l´EPIRB né per fare una telefonata. Era la fine e stop. […]
A due giorni di distanza tutto e´ ritornato alla normalità. Questo è uno degli aspetti positivi dello stare in barca:qualunque cosa accada, anche la più brutta, non c’è tempo per piangersi addosso, bisogna riprendere la via di casa il prima possibile lasciandosi le disavventure alle spalle
“.

Alex rischia tutto da solo in mezzo all’oceano e dopo solo due giorni si lascia tutto alle spalle perchè, di fatto, non ha altre alternative possibili se non quella di continuare a muoversi nella direzione che ha scelto.

E tu, quanto tempo ti concedi solitamente prima di riprendere la tua strada dopo essere stato fermato?

Ciascuno di noi vive solitamente in situazioni molto più protette e comode (per fortuna! ;-) ) ma che possono rendere lenta e meno probabile una reazione rapida e decisiva per uscire da ricordi improduttivi.

Ogni volta che indugiamo in ricordi (spiacevoli e non); rimpianti e nostalgie stiamo vivendo in un mondo che nella realtà non esiste (più). Il concetto è  magistralmente sintetizato nelle parole del saggio Maestro Oogway:

Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono, per questo si chiama presente!

Avanti tutta! Avanti tutta!
Capire il presente per superare le difficoltà del passato
Jesse Stoner

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