Perché gli incentivi individuali non funzionano

percent symbolIn qualità di titolare sei responsabile del coordinamento, dell’organizzazione e dell’orchestrazione generale delle risorse e dei talenti delle tue collaboratrici per permettere loro di crescere costantemente ed ottenere risultati sempre migliori.

Riuscire in questa impresa richiede, da parte tua, un impegno costante in formazione, coaching, motivazione e guida delle tue ragazze affinché possano dare il massimo, essere soddisfatte e produttive.
Di conseguenza, migliorando loro, la tua squadra esprimerà il suo massimo potenziale.
Ma come si fa? e, soprattutto, è davvero possibile oppure le persone lavorano solo per i soldi? I soldi sono importanti, la retribuzione economica è fondamentale per chi svolge un lavoro, lo è anche per te. (Gli studi in questo ambito continuano a confermare, tuttavia, che il denaro non è tra le prime motivazioni per una piena soddisfazione al lavoro né garantisce, da solo, performance straordinarie).

Un errore molto comune che fanno titolari di centri estetici e saloni di parrucchieri, inoltre, consiste nel prevedere degli incentivi economici calcolati sulla base della produttività o delle vendite del singolo operatore. Ad esempio una percentuale fissa, solitamente del 5% o 10%, su tutti i prodotti di auto-cura venduti, oppure sui pacchetti viso/corpo proposti e venduti. Questo tipo di incentivi ha una serie di aspetti negativi che non devono essere trascurati:  Continue reading

Migliora la qualità dei tuo incassi

Alcuni anni fa, lavorando con un centro estetico mio cliente, siamo arrivati ad un punto fermo: tutte le operatrici erano quasi sempre impegnate e le cabine erano sempre piene. La titolare, interessata ad incrementare comunque gli incassi, stava iniziando a valutare l’idea di ampliarsi ed inserire nuove risorse.

Tuttavia, apportare modifiche significative alla struttura o traslocare tutta l’attività in nuovi locali, comporta degli investimenti onerosi, interruzione del lavoro per giorni e diversi fattori di rischio che possono intervenire a complicare il tutto.

Prima di prendere decisioni importanti è sempre meglio basarsi su dati oggettivi.
Abbiamo quindi analizzato nel dettaglio gli incassi degli ultimi mesi e rilevato che la quasi totalità delle entrate era da attribuire a due sole voci:
1) servizi di estetica base ed epilazioni (nel grafico l’area verde e quella viola),
2) trattamenti corpo, prevalentemente massaggi

grafico_torta_quantità

In una situazione come questa (molto diffusa in moltissimi centri estetici) non serve inserire nuove persone né ampliare i locali; o meglio: è possibile aumentare fatturato e margini attuando strategie meno dispendiose (se sai come fare).

L’errore che fanno in molti è lasciarsi ingannare dalla quantità di lavoro (agenda piena, operatrici impegnate e tanta fatica per tutti) senza analizzare l’effettivo incasso generato dagli appuntamenti.

Se, infatti, analizziamo, nello stesso periodo, il valore (€URO incassati) prodotto dalle diverse voci di incasso, ecco come si presenta il grafico.

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Come avere più clienti e vendere di più!

Quando mi contatta una nuova cliente, estetista, lo fa quasi sempre per due motivi:

1. perché vuole vendere di più

2. perché vuole avere più clienti.

All’interno degli stessi corsi, quando chiedo alle partecipanti cosa si aspettano, quasi sempre mi chiedono strategie per acquisire nuovi clienti e/o tecniche per vendere di più.

Volendo indagare meglio quali siano le motivazioni reali si scopre che, nella maggior parte dei casi, le clienti in oggetto vorrebbero:

1) guadagnare di più,
2) avere incassi più alti e
3) generare utili.
Molte di loro credono tuttavia, sbagliando, che per gudagnare di più servono più clienti e più vendite. Ma non è così!   Continue reading

Smetti di Chiamarti Estetista

Alcuni anni fa, quando qualcuno mi chiedeva cosa facessi per lavoro, rispondevo:
il formatore“.

Ah, ho capito!” mi rispondevano spesso.

Ho scoperto, solo tempo dopo, che quello che avevano realmente capito era “fai corsi di computer per persone che a mala pena sanno accendere il televisore, ma adesso sono obbligati a scrivere a video

Purtroppo siamo abituati a ragionare per categorie e, soprattutto, ci piace redere semplice la vita. Quindi, se molte persone l’unico formatore che hanno incontrato era uno che teneva corsi di informatica, tenderanno ad associare quella professione alla parola formatore.

disegno-di-estetista-mestieri-lavori-colorato-300x300E tu invece, che lavoro fai?

La quasi totalità delle mie clienti è estetista.
Quindi, ovviamente, alla domanda “che lavoro fai” risponderà “l’estetista“.

E cosa capisce la stragrande maggioranza delle persone quando tu gli dici che fai l’estetista?

Penserà che fai pedicure e cerette e poco altro.
Purtroppo, in molti casi, non darà nemmeno un grande valore alla tua professionalità.

Non sto dicendo che il tuo lavoro non sia importante né che sia corretta questa interpretazione. Tuttavia, nell’immaginario comune, il ruolo dell’estetista non gode ancora dell’immagine e della fama che merita.
Spesso chi non conosce questa professione ignora completamente la varietà di servizi, trattamenti, prodotti e risultati compresi in questa affascinante attività e associa al termine “estetista” un’idea molto poco rappresentativa di quello che fai veramente.

E quindi? come possiamo liberarci da questo malinteso iniziale?

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Obiettivo: persona o prestazione?

“Obiettivo: persona o prestazione?” è il titolo del terzo incontro del ciclo di conferenze
Tra genialità e dislessia, il mio stile di pensiero” organizzato da AllenaMente con il patrocinio del comune di Vicenza.

Gli incontri sono rivolti a genitori ed insegnanti e forniscono un punto di vista sullo studio e l’apprendimento diverso, libero da alcuni vecchi luoghi comuni che, a volte, portano chi ha  un ruolo come educatore ad ottenere risultati opposti a quelli che si prefigge.

Nell’incontro di venerdì 18 gennaio si parlerà proprio dei 3 principali nemici dell’apprendimento, 3 ostacoli molto comuni che adulti e bambini incontrano quando vogliono (o devono) imparare qualcosa.
Il tutto partendo da un presupposto fondamentale: al centro deve esserci sempre e comunque la persona e non, come sembra accadere sempre più spesso, le sue prestazioni.

Nella locandina trave tutti i riferimenti

AllenaMente_comune_vicenza

L'Eccezionale Tecnica degli Schemi Mentali L’Eccezionale Tecnica degli Schemi MentaliIl sistema per stimolare la creatività, alimentare la memoria e migliorare l’apprendimento – PnlEric De La Parra Paz – Maria del Carmen Madero Vega

Compralo su il Giardino dei Libri

Vuoi scrivere un manuale di successo?

Come scrivere un manuale di successoSapere e saper insegnare sono due aspetti non necessariamente collegati tra loro: conoscere molto bene una materia o un argomento non implica il saper essere efficaci nel trasferire o trasmettere gli stessi contenuti (per capirci: chiunque ha avuto almeno un professore preparatissimo nella propria materia, ma totalmente noioso e inascoltabile).

Il crescente interesse per la formazione e l’auto-formazione ha, negli ultimi anni, nutrito le schiere di chi ha deciso di affidare alla scrittura la diffusione del proprio sapere. In molti casi, purtroppo, mettendo in evidenza anche tutte le carenza di chi, di mestiere, non fa lo scrittore e, di conseguenza, ha poca dimestichezza con il linguaggio scritto.

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Aumenta la tua Efficacia Personale

Aspettavo con una certa trepidazione il primo libro di Pier perché, negli anni, è diventato per me uno dei pochi coach che mi sento di consigliare con fiducia quando mi chiedono “conosci qualcuno bravo in Italia?
(peccato che stia in Africa, ma questo è un altro discorso)

Il libro è scritto bene, piacevole da leggere, chiaro e ricco di esercizi (quasi) tutti
applicabili anche solo leggendo il libro.

Che c’è di nuovo?  Continue reading

Vuoi lavorare con me?

In linea con il progetto di sviluppo (ambizioso e bellissimo!) di INCREMENTHA è giunto il momento di ampliare la squadra di consulenti e coach anche nella mia area.

Fin dall’inizio abbiamo voluto creare tutte le condizioni e le caratteristiche che noi, a nostra volta, avremmo voluto trovare nelle aziende con cui abbiamo collaborato in passato come formatori e consulenti; questo ci ha permesso di costruire una squadra bella, affiatata e produttiva che si sta espandendo sempre di più.

Dopo gli ultimi inserimenti in Toscana, Lombardia e Piemonte la ricerca è aperta anche in Veneto!

Per sapere se sei la persona giusta per questo ruolo ecco il link all’annuncio:

Selezione Coach Incrementha

 

 

 

Non seguire le procedure

scacchi_strategiaLa mia preferita! Decisamente la mia preferita!!!

I team e i gruppi di persone che lavorano insieme hanno diversi modi per complicarsi la vita e compromettere i risultati che possono ottenere.

Con le mie clienti faccio spesso il gioco del celo/manca per fare una sorta di diagnosi dei malanni del team e di tutti gli ostacoli che ne rallentano la crescita. I sintomi sono diversi, ma il mio preferito è decisamente questo: dopo aver definito gli obiettivi (ovviamente coerenti con i valori, la mission ecc. ecc.) e, di conseguenza, le migliori strategie per raggiungerli….
NON VENGONO SEGUITE LE PROCEDURE STABILITE !!!

Se ci pensi è un vizio comune a molte persone e, ovviamente, i gruppi di persone non fanno eccezione. La maggior parte di noi spesso SA esattamente cosa dovrebbe fare,
ma non lo fa!!!

Un esempio? Stai facendo tutte le cose che ti eri ripromesso di fare
in questo nuovo anno?! ;-)

Ma torniamo alle aziende.

Puoi definire procedure per correggere errori o comportamenti disfunzionali, procedure che aiutano a crescere, procedure che migliorano la qualità, procedure per aumentare le vendite, procedure per fidelizzare i clienti… insomma, procedure che diventino una sorta di binario che parte oggi e arriva ai tuoi obiettivi!

Quindi, nell’ordine:

A. Definisci cosa vuoi
B. Identifica le azioni e le abitudini che, se mantenute, ti avvicineranno ai tuoi obiettivi
C. Applicale costantemente!!

e quindi, come fare per essere costanti?

Ecco alcune indicazioni che potrebbero esserti utili:  Continue reading

Conosci realmente chi ti porti in (casa) azienda?

doubt_diceAssumere una collaboratrice, per certi aspetti, è un po’ come sposarla.

Mi spiego:

- il tempo passato in ambiente lavorativo è spesso molto maggiore (o uguale) rispetto a quello speso altrove, inclusa la propria casa. Di conseguenza succede che passi più tempo con le tue collaboratrici piuttosto che con tu marito! soprattutto in alcuni periodi dell’anno (come questo).

-stando alle forme contrattuali disponibili quando assumi una collaboratrice a tempo indeterminato sarà  molto difficile, lungo e oneroso risolvere il contratto qualora le cose non andassero come ti eri immaginata.

- alcune collaboratrici si trasformano, quasi fossero delle moderne versioni del Dr Jekyll e Mr Hide, da attente e premurose aiutanti a esigenti e rigide stipendiate! solitamente la trasformazione avviene immediatamente dopo la fatidica firma per il tempo indeterminato ;-)

Molti degli errori (e degli orrori) fatti con il proprio staff potevano tuttavia essere evitati a monte non inserendo quella persona nel proprio organico. Peccato che, almeno all’inizio, si presentino tutte bene!

e allora, come fare?

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