Conosci realmente chi ti porti in (casa) azienda?

Assumere una collaboratrice, per certi aspetti, è un po’ come sposarla.

Mi spiego:

- il tempo passato in ambiente lavorativo è spesso molto maggiore (o uguale) rispetto a quello speso altrove, inclusa la propria casa. Di conseguenza succede che passi più tempo con le tue collaboratrici piuttosto che con tu marito! soprattutto in alcuni periodi dell’anno (come questo).

-stando alle forme contrattuali disponibili quando assumi una collaboratrice a tempo indeterminato sarà  molto difficile, lungo e oneroso risolvere il contratto qualora le cose non andassero come ti eri immaginata.

- alcune collaboratrici si trasformano, quasi fossero delle moderne versioni del Dr Jekyll e Mr Hide, da attente e premurose aiutanti a esigenti e rigide stipendiate! solitamente la trasformazione avviene immediatamente dopo la fatidica firma per il tempo indeterminato ;-)

Molti degli errori (e degli orrori) fatti con il proprio staff potevano tuttavia essere evitati a monte non inserendo quella persona nel proprio organico. Peccato che, almeno all’inizio, si presentino tutte bene!

e allora, come fare?

Continue reading

Scopri come conquistare il cliente con l’Insights

Torno a scrivere del Success Insights con molto piacere in quanto è da poco disponibile un libro, in italiano, che ne descrive le applicazioni nella vendita e nelle negoziazioni.

I motivi per cui segnalo questo libro sono sostanzialmente due:

- il primo è un motivo “di parte”: in passato ho avuto infatti occasione di collaborare con Nino, uno dei due autori, apprezzandone le qualità  e l’esperienza come venditore e formatore di venditori

- il secondo motivo è invece più tecnico: ho riscontrato molte volte come persone considerate (da sé stesse o da altri) non portate per la vendita possano ottenere buoni risultati in ambito commerciale se adeguatamente formate con un metodo semplice e replicabile.

Il libro offre proprio questo: un modello, sicuramente non l’unico e nemmeno perfetto, ma chiaro ed efficace.

Buona lettura!

Come Conquistare il Cliente Come Conquistare il Cliente
Il metodo Success Insights per eccellere in qualsiasi negoziazione
Frank M. Scheelen, Gaetano Nino Vitolla

Compralo ora!

Dove e con chi

Proprio in questi giorni si stanno consolidando i risultati di un percorso di rinnovamento iniziato quasi due anni fa.

Cambiamenti legati principalmente al lavoro ma che, ovviamente, incidono su tutto il resto; cambiamenti che non derivano in realtà  da obiettivi particolari ma da alcune considerazioni più generali.

Ho infatti concentrato la mia attenzione su DOVE lavorare e CON CHI, senza ovviamente tralasciare gli aspetti che più mi piacciono della mia attività .

Già  in passato la strategia di concepire i programmi per il futuro in termini di attività  piuttosto che di obiettivi specifici si é rivelata estremamente efficace.

Continue reading

Manuale di Sopravvivenza per Manager

Ho aspettato qualche settimana per parlarne sul blog e ormai è già un successo online l’e-book di Helga OgliariNeverfired“.

Un e-book non solo da leggere, ma anche da guardare ricco di citazioni, video (ebbene sì, video!) libri e link consigliati, indagini e ricerche di mercato e, soprattutto, l’esperienza e la professionalità dell’autrice trasmessa in modo diretto e chiaro.

Insomma, 60 pagine che si sfogliano come un libro vero (con tanto di fruscio) tanto ricche da rappresentare un vero e proprio tesoro prezioso per chi vuole prendersi cura della propria carriera.

Trovati un cowo!

Nell’ultimo incontro di Ecosistema 2.0 ho conosciuto, tra gli altri, Barbara co-titolare del cowo di Bassano del Grappa.

Cos’è Cowo?!

Cowo è un progetto di coworking: in pratica “Nulla di speciale, solo un’ottima idea” per dirla con parole loro.

Ed è proprio un’ottima idea soprattutto per chi si sposta  per lavoro e si trova spesso a non avere un vero e proprio ufficio dove lavorare. Il coworking permette non solo di lavorare in strutture attrezzate con tutto il necessario, ma facilita la contaminazione e lo scambio tra idee e professioni che, diversamente, non avrebbero altre opportunità per entrare in contatto.

Una delle poche richieste per essere accolti in un cowo, infatti, è proprio quella di permettere questo processo di estensione e scambio delle competenze/conoscenze.

Ne esistono parecchi a Milano, ma ci sono anche Bassano (appunto), Venezia, Padova…

.

Lavoro perfetto?

Magari!!! avrà pensato qualcuno leggendo. Altri, più rassegnati, credono che sia solo un miraggio. I più, e sono i miei preferiti, vorrebbero che esistesse ma non fanno praticamente nulla per cercarlo :-D .

Uno dei motivi per cui a volte è difficile trovare un’attività che sia per noi veramente appagante, sotto tutti i punti di vista, è dato dal fatto che la cerchiamo nel modo sbagliato.

Ancora più corretto sarebbe dire che è sbagliato il punto di partenza in cui ci troviamo quando iniziamo la ricerca.

Trovare “Il lavoro perfetto” è l’ambiziosa promessa del nuovo corso di Simone Pacchiele, amico di avventure mythoselfiane, nonché coach preparato ed esperto.

Il lavoro perfetto” è un corso che, più che su stategie e strumenti, lavora proprio sul punto di partenza e, se è vero che chi ben comincia è già a metà dell’opera, allora è proprio fondamentale assicurarsi un inizio qulitativamente perfetto per poi “condurti ad un modo di essere in cui hai la piena possibilità di vivere facendo quello che più ti piace fare, che più sei bravo a fare

Di Simone ammiro soprattutto la precisione e l’attenzione a certi dettagli nelle sessioni di coaching; inoltre, pur svolgendo io e lui attività piuttosto differenti, condividiamo lo stesso approccio all’attività lavorativa…segnalo quindi molto volentieri questa nuova proposta.
Leggi tu stesso la sua presentazione del corso!

Come organizzare riunioni efficaci

Riunioni e meeting possono essere uno strumento efficace ed indispensabile per la performance di un team come anche, e temo valga nella maggior parte dei casi, una dispendiosa ed inutile perdita di tempo.

Molto spesso il mio ruolo durante gli incontri mensili nelle aziende con cui lavoro consiste proprio nell’assicurare il corretto svolgimento della riunione garantendo uno scambio di opinioni e proposte sincero, appassionato e costruttivo.

Non è impresa facile! L’efficacia di una riunione è data da diversi fattori incluse le abilità  specifiche nell’ottimizzarla dei singoli partecipanti (o di un eventuale facilitatore appositamente ingaggiato).

Pur premettendo che l’elenco non sarà  esaustivo né sufficiente a garantirti il massimo dei risultati, voglio proporti una sorta di check-list da utilizzare in fase di organizzazione della riunione: una buona preparazione, infatti, puಠincidere positivamente su quello che sarà  l’esito finale dell’incontro.

1. Stabilisci a priori il criterio che definirà  il successo della riunione.

Cosa vuoi ottenere esattamente? Nuove idee? comportamenti e azioni diverse? alzare (o abbassare ;-) ) il morale dello staff? oppure avere persone attente e puntuali sarebbe già  un buon risultato? In poche parole, cosa deve essere accaduto,  entro la fine della riunione, per poterti far affermare con certezza “sà¬, è stata una riunione efficace“?
2. Trova un luogo adeguatamente isolato

Non serve necessariamente rinchiudersi in un eremo a svariati chilometri dal tuo ufficio (anche se in effetti è un valido aiuto): basta una stanza con una porta che possa rimanere chiusa e qualcuno incaricato di filtrare tutte le comunicazioni che potrebbero disturbare l’incontro. Assicurati che ogni partecipante comunichi chiaramente ai potenziali “disturbatori” di essere reperibile solo durante le pause.
3. Pianifica lunghe pause

Pause lunghe e regolari preannunciate all’inizio della riunione ti permetteranno di pretendere maggiore disciplina dai partecipanti: telefoni e computer devono rimanere spenti! Interrompendo ogni due ore circa l’incontro anche la persona pi๠ansiogena e vincolata dall’operatività  pi๠fitta potrà Â  sbrigare mail e telefonate nelle pause per poi concentrarsi nuovamente sulla riunione.

4. Assicurati che partecipino le persone giuste

In base all’argomento trattato valuta di volta in volta se coinvolgere qualche persona in pià¹, magari perchè partecipa dirattamente nelle attività  in oggetto o è molto preparata su un tema specifico. Vale anche il contrario: se pensando ai partecipanti previsti ti accorgi che qualcuno di loro non è minimamente coinvolto dagli argomenti all’ordine del giorno (se non per il fatto che lavora nella stessa azienda) liberalo da questa incombenza e mandagli semplicemente un resoconto fatto bene.

5. Comunica in modo chiaro e preciso gli obiettivi dell’incontro e l’ordine del giorno

Ti servirà  per stabilire la gerarchia e la priorità  degli argomenti, aiuta i partecipanti a focalizzare l’attenzione sui temi della riunione (soprattutto se comunicando l’ordine del giorno chiedi di preparare analisi o relazioni) e, stampato ed esposto durante la riunione, ti permetterà  di riportare la discussione sui binari corretti qualora si divagasse.

Osservare queste indicazioni puಠcreare le premesse per un meeting funzionale ed efficace; nella pratica ogni riunione è diversa dall’altra e rendere ciascun incontro un momento di valore richiede pratica ed esperienza.
.

L'One Minute per l'Imprenditore L’One Minute per l’Imprenditore
Impara come creare un’azienda di successo
Don HutsonLeggi la recensione
Il Libro Nero dell'Imprenditore Il Libro Nero dell’Imprenditore
…e poi non dire che non eri stato avvertito
Fernando Trias de BesLeggi la recensione

Dimmi come sei e ti dirò qual è il tuo percorso di crescita

Alcune scuole di pensiero, in ambito sviluppo personale, sostengono che, in parole molto semplici, qualunque cosa tu voglia fare la puoi fare e, sopprattutto chiunque può fare ciò che vuole se ci mette abbastanza impegno e motivazione.

Altri approcci, che preferisco, puntano invece maggiormente sulle peculiarità specifiche di ciascuno di noi, le personali caratteristiche vincenti che ci rendono tanto diversi gli uni dagli altri e che, soprattutto, possono renderci più o meno “adatti” a svolgere determinate attività piuttosto che altre.

In questo secondo contesto si collocano i modelli e gli strumenti di valutazione degli assessment. In particolare riscontrano parecchio successo  alcuni questionari  (la parola è decisamente riduttiva) che restituiscono un profilo delle caratteristiche di chi li compila.

In passato ho sempre guardato con un certo scetticismo questionari e strumenti simili; tuttavia ho avuto modo di sperimentarli e testarli in prima persona e sono convinto che possano essere ultili sotto diversi punti di vista.

L’assessment è uno strumento utile per la selezione e la gestione del personale, la misurazione delle performance, l’analisi del team e l’individuazione delle eventuali aree che necessitano di un intervento di formazione e/o coaching.

In particolare i due strumenti che ho provato in prima persona si chiamano Success Insights e Facet5; in entrambi i casi ho trovato attendibili e verosimili i profili che ne sono emersi; sia personalmente sia per le persone con cui ho poi lavorato.
Non si tratta infatti di un semplice questionario che ti colloca in un limitato numero di profili possibili dopo una rapida classificazione. Alle domande si risponde attraverso un software che incrocia diversi dati, incluso il tempo di risposta ad ogni domanda. Per ciascuna  delle carratteristiche tracciate dallo strumento viene fornita una chiave di lettura ed un possibile percorso di crescita/miglioramento personale.

Il test rileva le caratteristiche comportamentali più frequenti della persona; sulla base di queste analisi suggerisce le reazioni possibili nelle diverse situazioni e, di conseguenza, l’attitudine a svolgere determinate mansioni rispetto ad altre.
Una possibilità interessante è quella di incrociare più profili in modo da misurare la compatibilità di più persone. No, non si tratta di un test sulle affinità elettive ;-) Semplicemente è possibile evidenziare i punti di forza e le criticità di un team in base alle caratteristiche specifiche delle persone che lo compongono. Se il team è già rodato probabilmente i risultati del test non forniranno grandi rivelazioni; l’analisi serve piuttosto a chiarire e a spiegare le dinamiche che si ripropongono fornendo, anche in questi casi, spunti interessanti per un possibile miglioramento.

Se vuoi avere qualche informazioni in più su te stesso, su quale lavoro fare, su come migliorare le tue performace e/o quelle del tuo team l’assessment è sicuramente un punto di partenza affidabile ed efficace.

Scrivimi se vuoi avere maggiori informazioni in merito.

.

Top Performance Top Performance
Come raggiungere il massimo
Zig ZiglarLeggi la recensione

Buon anno e le solite (ovvie) banalità!

Con gli auguri di buon anno si sprecano i post ed i consigli su come fare del 2009 il miglior anno di sempre.

Alcuni esempi? Definisci i tuoi obiettivi e tienili monitorati nel tempo, rimani focalizzato, impegnati, ecc. ecc.

- Perché queste indicazioni sono così scontate/banali?

Perché le ripetiamo tutti gli anni!

- E perché le ripetiamo tutti gli anni?
PERCHE’ SONO QUELLE CHE SERVONO!!! ;-)

Se ciascuno di noi utilizzasse meglio e di più semplicemente le risorse già  possiede e le cose che già  conosce otterrebbe risultati che nemmeno immagina.
Quindi, senza frequentare nessun corso, senza nemmeno assumermi come tuo coach, prova a rispondere a questa domanda:

qual è la cosa più semplice e banale che non stai facendo e che, se iniziassi a fare da subito, porterebbe miglioramenti significativi nella tua vita nei prossimi dodici mesi?

Più è semplice, banale e scontata la risposta che darai a questa domanda maggiore é la probabilità  che tu abbia trovato la cosa giusta per te.

Meno scontato e banale è iniziare a farlo!

A te la scelta: puoi iniziare nuove abitudini nel nuovo anno oppure aspettare la fine del 2009 e scoprire che i consigli giusti per te sono ancora quelli soliti, scontati, banali…

BUON ANNO!
.

Leader Come Gesù Leader Come Gesù
Scoprire i principi della leadership
Ken BlanchardLeggi la Recensione

“Per loro il trauma è doppio, erano davvero convinti di essere onesti”

Il titolo del post di oggi è preso da un giornale locale che stavo leggendo questa mattina mentre facevo colazione; potrebbe essere adatto a diverse delle storie/storiacce e degli episodi della cronaca nazionale recente, ma non è di questo che voglio scrivere.

Questa citazione mi fa infatti pensare ad una domanda ricorrente che mi pongo quando osservo chi, probabilmente partendo da buone intenzioni, reca danno alle persone che ha attorno con comportamenti che dovrebbero invece essere utili e funzionali. La domanda è: “ma se ne rendono conto oppure sono realmente convinti di fare una cosa positiva?
Quello natalizio è inoltre un momento particolarmente fertile per salvatori e brave persone armate di buone intenzioni: danno consigli, si attivano nei confronti del prossimo, diffondono messaggi positivi e motivazionali.

Ma positivi per chi? chi può essere sicuro di sapere cosa è giusto per un’altra persona e spingerla in una direzione piuttosto che un’altra?

E’ abitudine diffusa, tra formatori, guru, predicatori e affini, quella di suggerire ai propri clienti cosa è giusto e cosa non lo è, e qui mi chiedo: “sono davvero convinti di essere onesti mentre fanno questo?

Io non posso sapere cosa è giusto per te, qual è la cosa migliore da fare o la decisione migliore da prendere; nessuno può sostituirsi a te nel decidere chi sei, cosa vuoi e cosa è veramente importante per te (nemmeno tua moglie, tuo marito e men che meno il tuo capo! ;-) )
Eppure qualche volta è così difficile conosce la risposta a queste domande perchè anni di condizionamenti ed ipnosi subite semplicemente ti impediscono di levarti di dosso tutto quello che non hai deciso tu di indossare.

Come sarebbe invece se tu imparassi a farlo e condizionassi questa abilità in tutto il nuovo anno?

Quali risultati potresti ottenere se l’unica persona a darti i consigli giusti in ogni momento fossi tu?