Il titolo del post di oggi è preso da un giornale locale che stavo leggendo questa mattina mentre facevo colazione; potrebbe essere adatto a diverse delle storie/storiacce e degli episodi della cronaca nazionale recente, ma non è di questo che voglio scrivere.
Questa citazione mi fa infatti pensare ad una domanda ricorrente che mi pongo quando osservo chi, probabilmente partendo da buone intenzioni, reca danno alle persone che ha attorno con comportamenti che dovrebbero invece essere utili e funzionali. La domanda è: “ma se ne rendono conto oppure sono realmente convinti di fare una cosa positiva?”
Quello natalizio è inoltre un momento particolarmente fertile per salvatori e brave persone armate di buone intenzioni: danno consigli, si attivano nei confronti del prossimo, diffondono messaggi positivi e motivazionali.
Ma positivi per chi? chi può essere sicuro di sapere cosa è giusto per un’altra persona e spingerla in una direzione piuttosto che un’altra?
E’ abitudine diffusa, tra formatori, guru, predicatori e affini, quella di suggerire ai propri clienti cosa è giusto e cosa non lo è, e qui mi chiedo: “sono davvero convinti di essere onesti mentre fanno questo?”
Io non posso sapere cosa è giusto per te, qual è la cosa migliore da fare o la decisione migliore da prendere; nessuno può sostituirsi a te nel decidere chi sei, cosa vuoi e cosa è veramente importante per te (nemmeno tua moglie, tuo marito e men che meno il tuo capo!
)
Eppure qualche volta è così difficile conosce la risposta a queste domande perchè anni di condizionamenti ed ipnosi subite semplicemente ti impediscono di levarti di dosso tutto quello che non hai deciso tu di indossare.
Come sarebbe invece se tu imparassi a farlo e condizionassi questa abilità in tutto il nuovo anno?
Quali risultati potresti ottenere se l’unica persona a darti i consigli giusti in ogni momento fossi tu?






















