Eccoci pronti per la prima verifica dell’anno, a che punto sei con i tuoi obiettivi?
“ma come, di già?!…”
A qualcuno potrà sembrare un po’ eccessivo riprendere già in mano obiettivi e intendimenti del 2008 per valutare i progressi fatti; in fin dei conti siamo solo al 21 di gennaio e, considerato che per molti il termine di verifica è solitamente l’ultimo dell’anno, ho anticipato solo di 345 giorni circa!!!
Eppure si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera e non credo che si tratti solo di un semplice modo di dire.
Quindi, torniamo a noi, di cosa sei veramente contento e soddisfatto di questi primi 20 giorni dell’anno?
Che cosa ti fa dire che ci sono già ottime premesse per un 2008 straordinario?
Qusto giro il mio inizio d’anno è stato particolarmente gradevole, trascorso in posti di straordinaria bellezza (e soprattuto caldi) con persone particolarmente gentili e piacevoli.
L’ambiente ideale per rilassarsi (che fa sempre bene), riordinare le idee, ristabilire naturalmente le vere priorità, sognare un po’ e uscire dai soliti schemi.
Da un paio di giorni ho ripreso anche a lavorare (ogni tanto ci vuole
), il nuovo anno si prospetta interessante e ricco di opportunità, ancora una volta: BUON ANNO! .
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read comments (0)Cattive abitudini, vizi, persone, attività varie, clienti: a cosa vuoi dire “basta!” nel nuovo anno?
Chi per educazione, chi per quieto vivere, chi invece per poca disciplina personale: ognuno a suo modo continua a tollerare situazioni che non gli danno piacere o che sono totalmente in contrasto con la propria identità.
Quindi, approfittando di uno dei periodi migliori per obiettivi e buoni propositi: quali sono le cose che non vuoi più fare nel 2008?
Magari non vuoi più ascoltare tutte le lamentele di quel tuo amico che ne ha sempre una? oppure hai deciso di non essere più a totale disposizione di tutti i tuoi clienti, o del tuo capo (o di tua moglie/marito?
).
Oppure ancora è arrivato il momento di essere onesti e sinceri con se stessi e cambiare finalmente lavoro?
Basta con i sensi di colpa verso genitori, parenti, amici ecc. ecc., basta fare buon viso a cattivo gioco, basta compromessi, carinerie e buone maniere a tutti i costi!
Decidi cosa vuoi che faccia parte della tua vita e cosa non vuoi più; immagina di avere un enorme butta-fuori (di quelli grossi, cattivi e molto minacciosi) incaricato di garantire un certo tipo di ambiente intorno a te, chi/cosa dovrà allontanare d’ora in avanti?
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Tempo fa ho trovato un articolo con i 10 consigli per vivere il miglior giorno di sempre.
Incuriosito dalla vicinanza del titolo con il mio caro Best Year Yet sono andato a leggere e ho scoperto che buona parte dei punti fanno parte delle mie giornate migliori (hai presente il gioco “célo, non célo..”?).
Provo quindi a rielabolare i dieci segreti per una super giornata e ti lancio una piccola sfida, ma solo al termine del post.
1. SII PRESENTE
Alzi la mano chi non passa buona parte della propria giornata a pensare cosa farà… nei minuti/ore successivi! Pensiamo cosa faremo quando arriveremo a casa, pensiamo cosa faremo con quel cliente, pensiamo cosa accadrà con quella ragazza, pensiamo come saranno belle le prossime vacanze…. Pensiamo e, soprattutto, ci spostiamo virtualmente nel futuro. E gli altri minuti? Beh, c’è sempre quello che ormai è successo, l’occasione perduta, la frase che potevo non dire, la telfonata da fare… e qui invece siamo letteralmente nel passato!
Sembra quasi difficile essere solo nel presente, ed in effetti lo è!
Dove sei ora? cosa vedi? cosa senti? cosa c’è di fantastico in questo momento preciso? Il qui-e-ora è l’unico spazio/momento in cui possiamo operare dei cambiamenti!
2. FAI MENO
Rilassati! E quando hai finito rilassati meglio
Scherzi a parte, hai una lista di cose da fare oggi? Bene, tagliane metà! Lo so, è un po’ drastico, ma per rinunciare al 50% delle preziose attività che riempiono la tua giornata dovrai prendere una decisione fondamentale nella gestione del tempo: individuare le tue vere priorità e agire per quelle. Scopri quali sono le attività che ti fanno stare veramente bene, quelle per te veramente importanti…
3. FAI ALMENO UNA COSA IMPORTANTE
Cosa puoi/devi fare che porterà un concreto e tangibile miglioramento nella qualità della tua vita? Quali attività ti portano verso la tua massima realizzazione personale? E infine, cosa puoi fare oggi per muoverti nella direzione dei tuoi sogni e dei tuoi scopi più profondi?
4. PIANIFICA LA TUA VITA PERFETTA
Che cosa faresti se avessi a tua disposizione infinite possibilità ed infinite risorse? Sì, lo so, escludendo le vacanze con Pamela Anderson, la Ferrari e la villa a Montecarlo (oppure includile pure, alla fine la vita è la tua
).
Quindi, che cosa è veramente importante per te? Individua 4 o 5 risposte, immaginati per un istante a 20 o 30 da oggi, come sei? cosa vuoi? Prendi un foglio e scrivi alcuni appunti su come sarà il tuo futuro migliore possibile (ancora un’inidcaziona: piuttosto che sulle cose e gli oggetti che vuoi possedere concentrati piuttosto su ciò che farai).
5. FAI ORDINE
Dedica qualche minuto a mettere ordine. Riordina la tua scrivania, un cassetto o la macchina. Metti ordine tra le tue cose e troverai oggetti che cercavi da tempo, altri oggetti ormai diventati inutili (buttali o dalli a chi ne ha bisogno) e sopratutto farai spazio al nuovo.
6. FAI UNA PASSEGGIATA
Tieni il tuo corpo in movimento. Anche se non sei un grande amante delle attività sportive puoi decidere di fare almeno una lunga passeggiata. Scegli un posto immerso nella natura, o almeno con un po’ di verde: se non abiti in campagna o in un bosco cerca di camminare in un parco. Personalmente adoro camminare la mattina presto, con la piccola Morgana, rimanedo una mezz’oretta con la mente libera di vagare sugli argomenti più svariati.
7. FOCALIZZATI SU 3 PROGETTI
Ok, dopo alcuni suggerimenti più visionari/meditativi è utile pensare anche al quotidiano: di tutte le cose che stai facendo in questi giorni, quali sono i tre progetti più importanti?
Ti chiedo nuovamente di individuare i tre più importanti e di dedicarti solo a quelli. Cosa puoi fare oggi per completarli al meglio? Ricordati di non occuparti di altro fino a quando non avrai completato le tue 3 priorità per questo mese/giorno.
8. ASCOLTA DELLA BUONA MUSICA
Scegli tu il genere, qulla che più ti piace, la musica che ti da le emozioni migliori. Alza il volume, canta se vuoi, balla (ancora meglio). La musica è un canale potentissimo per attivare gli stati d’animo che vuoi provare.
9. GUARDA UN’ALBA O UN TRAMONTO
Banale? può darsi, resta il fatto che avere l’opportunità di vedere un’alba o un tramonto è per molti un’esperienza straordinaria, intensa e mistica.
10. TRASCORRI IL TEMPO CON QUALCUNO CHE AMI
La maggior parte delle persone che conosco trascorre la maggior parte del tempo (in una giornata tipo) lavorando. Quindi le persone che vede e sente più spesso sono colleghi, clienti, fornitori ecc. ecc. Ora, se non sei tra i rarissimi fortunati che amano alla follia i propri colleghi tanto da voler stare sempre con loro
l’invito, per vivere la giornata migliore di sempre, è quello di stare con le persone che più ami. Alcune probabilmente le vedi già tutti i giorni, altre dovrai andarle a trovare. Parla con loro, toccale, fate qualcosa insieme, goditi le persone che fanno parte della tua vita!
Difficile avere tutte queste cose in una giornata sola? forse… o forse no! ![]()
Approfitta del periodo natalizio; segna questi 10 piccoli suggerimenti su un foglio e a fine giornata segui la lista e spunta quelli che hai già o che hai aggiunto: “cèlo, non célo”…
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Brodo Caldo per l’Anima 1° Storie che scaldano il cuore e confortano lo spirito Jack Canfield & Mark V. Hansen |
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Alla scuola di Anthony De Mello Vademecum del pensiero positivo Elsy Franco |

In questi giorni ho vinto una piccola sfida personale: socializzare Morgana (nella foto, mentre dorme) con il Kennel, la “gabbietta” per il trasporto in auto o in aereo. In pratica l’obiettivo era che Morgana entrasse spontaneamente nel contenitore e vi rimanesse anche con il cancelletto chiuso. Perchè questo avvenisse era necessario che il cane, a cui non è proprio possibile spiegare a parole l’utilità del Kennel in auto, provasse emozioni piacevoli e positive nella gabbia tanto da volerci stare di sua iniziativa. Obiettivo raggiunto, e pure in poco tempo!
Come ho avuto modo di imparare negli ultimi due anni insegnare nuovi comportamenti ad un cane è relativamente semplice (almeno in teoria). Le leve emozionali sono sempre quelle: piacere e dolore.
Bisogna quindi associare piacere ai comportamenti positivi e dolore a quelli negativi. Con i cani c’è chi preferisce punirli (dolore) ogni volta che sbagliano; non credo sia un metodo molto ecologico, inoltre non avrebbe avuto molto senso percuotere Morgana tutte le volte che era fuori dal Kennel e smettere solo quando ci entrava
.
Molto meglio motivare sul piacere, premiandola con sfiziosi bocconcini ogni volta che si avvicinava, entrava o rimaneva nel Kennel. Nello specifico dei pezzettini di grana hanno fornito tutto il piacere necessario!
La tecnica non è affatto nuova e il meccanismo ce lo hanno spiegato bene i noti Pavlov e Skinner.
Ogni volta che dai un premio al cane (carezze, bocconcini ecc. ecc.) lo fai per fargli provare una sensazione positiva e piacevole legata ad un comportamento e/o a un risultato. Questa associazione incentiva il cane a ripetere quel comportamento per rivivere la sensazione positiva (con la sola eccezione dei cani masochisti, ma sono una netta minoranza).
E con le persone? Con le persone funziona esattamente allo stesso modo!
Quindi devo tenermi dei pezzettini di formaggio da dare ai miei collaboratori ogni volta che lavorano bene? Non proprio… ma quasi!
Una definizione molto romantica definisce gli obiettivi dei sogni con una scadenza.
Bello… tuttavia pare che, è notizia di oggi, nemmeno nei sogni siamo più in grado di spaziare con la mente e dare sfogo alla fantasia (e all’ambizione).
Una ricerca afferma che ben il 78% degli intervistati non è più in grado di far volare la fantasia; ancora più interessanti sono i motivi e le cause che giustificherebbero tanta aridità: timore di rimanere delusi (38% del campione) e, questo è veramente forte, timore di non poterselo permettere (23%)…
“l’elemento più evidente, sottolinea il 58% degli psicologi che hanno partecipato allo studio, è una grande sfiducia nel futuro, ma un appiattimento nella capacità di sognare è anche sintomo di grave crisi e depressione (49%)”
Andiamo bene! Non ci bastava sapere che non saremmo più in grado di sognare, dobbiamo anche interpretarlo come un sintomo grave di depressione!!!
Battute a parte questi dati non mi stupiscono granché. Spesso durante corsi e coachig individuali guido i partecipanti a porsi degli obiettivi.
I programmi Best Year Yet, in particolare, iniziano proprio immaginando come saranno i 12 mesi futuri ipotizzando di poter vivere il miglior anno di sempre.
Le prime risposte sono sempre mediate e inibite dalla parte più razionale di noi che ci vuole con i piedi ben piantati per terra perchè bisogna fare i conti con la realtà.
Giustissimo; ma siamo proprio sicuri di conoscere così bene la realtà con cui stiamo facendo i conti? Conosciamo veramente i nostri limiti o più semplicemente continuiamo a costruire il nostro futuro all’interno di schemi noti e, a volte, limitanti?
La capacità di sognare ci permette di uscire da questi schemi. Grazie alla fantasia possiamo sperimetare nuovi scenari possibili, allargare il nostro campo di azione e di scelta.
Per fare questo dobbiamo però accedere a tutte le nostre risorse, incluse quelle meno razionali.
Abituarsi a farsi le domande giuste può essere di grande aiuto anche in questo caso.
La prossima volta che vorrai esprimere un desiderio, magari per una stella cadente, oppure davanti alle candeline della tua torta di compleanno (se hai smesso di soffiare sulle candeline per il tuo compleanno ricomincia subito!!) o nella prima fase di pianificazione dei tuoi obiettivi, abituati a farti domande come:
- se avessi una bacchetta magica in questo momento, oppure una lampada con un genio in grado di esaudire qualsiasi mio desiderio, cosa vorrei veramente per me?
- se disponessi di illimitate risorse (salute, tempo, soldi…) chi vorrei essere, fare, diventare?
- se fossi certo di non fallire, quali risultati vorrei ottenere?
Non limitarti a pensare alle risposte: scrivile! Lascia vagare la tua mente, più scrivi più verranno altre risposte. Fai un brain-storming, privilegia la quantità delle idee piuttosto della qualità; c’è sempre tempo per un’analisi critica e razionale.
Dice il saggio: “Punta sempre alla Luna… Male che vada avrai vagabondato tra le stelle…“
Tra un corso e l’altro, sto collaborando alla traduzione in italiano di PRO. PRO è il software di supporto al programma Best Year Yet® (l’acronimo PRO sta per Producing Results Online®). Come spesso accede in questi casi la difficoltà maggiore è trovare i vocabili italiani che corrispondano meglio alle parole inglesi originali. Spesso non è proprio possibile trovare una traduzione efficace oppure, anche se esiste una traduzione esatta, la parola italiana si presta a fraintendimenti ed è preferibile lasciare il vocabolo originale. Comunque, al di là delle difficoltà tecniche
I gruppi che sto seguendo con un programma BYY hanno tutti iniziato il 2007 con risultati ottimi, raggiungendo e superando gli obiettivi di vendita/fatturato prefissati per il primo mese dell’anno. Il Best Year Yet è semplice quanto efficace. Non presenta contenuti particolarmente innovativi o rivoluzionari dal punto di vista della formazione, ma è strutturato in modo da correggere subito eventuali errori di percorso e “obbligare” così i partecipanti a produrre i risultati che si sono prefissati. C’è ancora un motivo (l’ennesimo) per cui adoro questo strumento: le revisioni mensili, gli obiettivi annuali e la costante misurazione dei risultati permettono al cliente di misurare esattamente il ROI del corso di formazione. E non parlo di stime o calcoli indicativi, ma di incrementi nel fatturato tangibili, come descritto poco sopra. PRO e il Best Year Yet possono essere anche utilizzati come strumento di coaching individuale. Se escludo me stesso e qualche amico/collega devo ammettere di non aver ancora avuto il piacere di utilizzarlo spesso in questo senso. Ma in un futuro prossimo, per chi volesse…
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Trattandosi di un articolo sulla gestione del tempo è facile che tu stia già pensando a metodi per utilizzare l’agenda, pianificare ogni singola giornata nel dettaglio, sfruttare computer palmari e allarmi di ogni tipo.
Tuttavia, se anche tu identifichi la gestione del tempo con la pianificazione, sei caduto nell’errore più comune che impedisce alle persone di trovare il tempo per tutte le cose che vogliono fare. In questo articolo voglio affrontare l’argomento da un punto di vista differente andando direttamente al cuore del problema.
La gestione del tempo, infatti, non è qualcosa che ha che fare col tempo (a dispetto del nome): un buon impiego del nostro tempo dipende dalle nostre scelte. Ciascuno di noi sceglie come utilizzare le proprie risorse, sceglie come impiegare il proprio tempo, indirizzare la propria energia e il proprio entusiasmo. E’ sulla base di queste scelte che agiamo (comportamenti) ed è solo quando i nostri comportamenti sono allineati con gli obiettivi che ci siamo posti che riusciamo a vivere una vita equilibrata e senza stress da scadenze e urgenze.
S.m.a.r.t. (intelligente) è un acronimo molto noto che definisce le caratteristiche che deve avere un buon obiettivo per essere considerato tale. L’acronimo è una semplice tecnica di memorizzazione che permette di ricordare facilmente una piccola sequenza di parole.
La parola smart, in questo caso, è formato dalle iniziali delle parole da ricordare.
Nello specifico:
S = Specific
M = Measurable
A = Attainable
R = Realistic
T = Timely
Per comodità ho preferito “italianizzarlo” in:
S = Specifico
M = Measurabile
A = Accattivante
R = Realistico
T = Tempificato Read the rest of this entry »