Recentemente ho partecipato alla conversazione tra un funzionario di una banca dove tengo alcuni corsi e un giovane impiegato dello stesso istituto.
Il dirigente ad un certo punto se ne esce con una frase tipo “30 anni di carriera direttiva mi hanno rovinato il cuore. Ho 5 bypass e sono tutti dovuti al mio lavoro”
poi, con incredibile tempismo, si rivolge al giovane impiegato e aggiunge “e tu cosa aspetti a fare carriera?”
Potete immaginarvi l’imbarazzo (o era vera paura?) dell’impiegato nel rispondere che preferiva lasciare queste cose ad altri.
E ci mancherebbe! Chi pagherebbe un prezzo di 5 bypass per una carriera?
Probabilmente qualcuno disposto a mettere la propria salute in gioco per salire qualche gradino dell’arrampicata verso gli alti vertici c’è.
Ma il punto qui è un altro.
Il giovane impiegato, e forse anche qualche lettore, ha risposto all’interno di un presupposto falso (non necessariamente vero) e limitante.
L’intera conversazione ha senso solo all’interno della logica stretta e vincolante della vecchia dicotomia “o un lavoro che mi piace o i soldi e la carriera”.
Quando subordiniamo il raggiungimento di un obiettivo (o di un sogno) a condizioni limitanti e/o negative (ad esempio tutti i sacrifici necessari per ottenere un certo guadagno, o una determinate forma fisica) ci immaginiamo una strada molto disagevole e disincentivante tra noi e ciò che vogliamo raggiungere.
A questo punto ci sarà chi decide ugualmente di affrontare l’impresa e chi ritiene troppo alto il prezzo da pagare.
Peccato che a volte il prezzo lo fissiamo direttamente noi, ma è del tutto irragionevole e sovrastimato.
Tornando all’esempio iniziale e mantenendo i presupposti dettati dall’anziano dirigente.
Il povero impiegato ha solo due scelte: rimanere a fare il suo lavoro in splendida forma fisica oppure puntare a posizioni di maggiore responsabilità a rischio di compromettere la propria salute.
E se invece non fosse così? Se potesse fare carriera e godersi talmente tanto il processo da guadagnarne anche in salute?
Può capitare a tutti di sabotarsi in questo modo, rinunciando a mete raggiungibili perchè spaventati da condizioni necessarie, inevitabili e sopratutto molto poco allettanti. Eppure si tratta spesso solo di autosabotaggi che possiamo ridimensionare con alcune domande:
- come posso ottenere ugualmente il risultato “x” in modo divertente/facile/ecologico?
- quanto tempo ho realmente a disposizione?
- quali risorse ho già e quali posso acquisire per ottenere ciò che voglio in modo divertente/facile/ecologico ecc. ecc.?
read comments (5)Ipotizziamo che tu abbia dei collaboratori… (o dei familiari/amici/conoscenti ecc. ecc.)
Immagina di voler ottenere qualcosa da loro, magari vuoi che siano più produttivi mentre lavorano, oppure desideri che arrivino puntuali alle riunioni, oppure ancora vorresti che fossero completamente sinceri e trasparenti nei tuoi confronti.
Adesso immagina di non poter parlare con loro, non puoi nemmeno scrivere, borbottare, fare allusioni o lanciare occhiatacce
cosa ti resta?
Il tuo comportamento.
Tutto quello che puoi fare per ottenere da loro un comportamento diverso è adottarlo tu stesso; mostrarlo, mantenerlo nel tempo e quindi pretenderlo.
Vuoi collaboratori più efficaci? Diventa più efficace!
Pretendi la puntualità? Sii sempre puntuale!
Apprezzi la sincerità? Va da loro racconta qualcosa di te, qualcosa di personale.
Quando le cose non vanno come vorremmo si sprecano energie in lamentele alla macchina del caffè; i comportamenti altrui diventano alibì per giustificare i propri peccatucci; fiumi di parole vengono, scritte, urlate, masticate o sibilate per ottenere comportamenti differenti.
Eppure nulla vale quanto una coerente, palese ed evidente dimostrazione di ciò che vuoi ottenere. Hai a disposizione uno tra gli strumenti educativi più efficaci: il tuo comportamento.
Le persone si educano; puoi ottenere risposte (verbali, emozionali, comportamentali) diverse da chi ti sta attorno.
Decidi cosa vuoi ottenere e inizia a comportarti tu in quel modo.
Se vuoi essere efficace “esempio” e “coerenza” devono diventare le tue parole chiave; poi il resto vien da sé: ciascuno di noi tende a stare con le persone che stima/apprezza e, in un modo o nell’altro, ad imitarne i comportamenti (e poi le convinzioni, i valori ecc. ecc.).
Quindi, la prossima volta che vuoi ottenere qualcosa da qualcuno parti subito da ciò che funziona prima: il tuo comportamento.
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Sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda, ma è di oggi la notizia (o sarà più una conferma?) che quando corriamo per un periodo di tempo abbastanza lungo il cervello genera endorfine con conseguenza dirette sul nostro umore.
La novità è nella ricerca effettuata: “i ricercatori dell’universita’ di Monaco e di quella di Bonn hanno ‘fotografato’ il cervello di dieci atleti professionisti prima e dopo due ore di corsa con la tomografia ad emissione di positroni (Pet)” e hanno rilevato quali aree del cervello sono interessate dalla produzione di endorfine. In pratica il sospetto c’era, ma è la prima volta che viene dimostrato sperimentalmente.
L’euforia prodotta dalla corsa ha persino un proprio nome specifico, viene infatti definita “runners high“.
La speranza dei ricercatori è anche quella di poter dare qualche motivazioni in più ai pigri cronici, sempre restii a muoversi.
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Oggi pubblico volentieri l’iniziativa di Cristina che mi ha mandato del materiale interessante.
Cristina lavora presso un’agenzia formativa toscana, Lvingston, dove sto tenendo un Best Year Yet.
Tra i numerosi corsi che propongo, da quelli più tecnico-professionali fino ai corsi di fumetto o quelli di cucina, Cristina ha ideato e organizzato 4 incontri rivolti a chi ha un cane (o anche due, tre…) e vuole saperne di più sul nostro miglior amico.
In breve i contenuti degli incontri:
CANE CHE GIOCA
Il gioco costituisce un modo ludico di liberare energia e mantenersi in forma, uno strumento per esprimersi, sperimentare le proprie capacità, manifestare comportamenti innati.
Il gioco è’ anche molto di più! E’ uno strumento fondamentale per stabilire una legame unico tra l’uomo e il cane.
Esso costituisce un modo per sperimentare modalità relazionali e per definire le regole del branco, per individuare la propria posizione all’interno di esso: capire cioè qual è il proprio ruolo, la propria posizione gerarchica.
CANE CHE PARLA
Il cane comunica in una varietà di forme: per comunicare utilizza i movimenti del corpo (occhi, orecchi, bocca, testa, coda,…), gli odori (il cane vive in un mondo di odori per noi inimmaginabile) e le vocalizzazioni. A sua volta cerca il significato della nostra comunicazione nel tono della nostra voce, nelle espressioni, nei movimenti, negli odori che inconsapevolmente emettiamo. Sapere come il cane comunica, come si comunica con il cane è fondamentale per instaurare una relazione di fiducia e di rispetto reciproci.
CANE CHE ABBAIA NON MORDE…
E’ da mesi che sono sempre più incuriosito dall’uso delle voce, come potenziarla e valorizzarla.
Ero anche già pronto ad iniziare un breve percorso con una vocal trainer a Vicenza (sembrava tanto comodo averla “in casa” ma alla fine non ci siamo mai stati entrambi contemporaneamente).
Poi ho scoperto che Pier aveva organizzato un webinar con uno speaker professionista, Marco De Domenico: “fantastico! finalmente riuscirò ad approfondire questo argomento” ho pensato.
Mi sono segnato in agenda orario e data del webinar, mi sono chiuso in una stanza davanti al mio portatile, ho persino ordinato la cena in camera per non fare tardi all’appuntamento e quando tutto sembrava pronto… mi sono giocato il corso a causa di un problema tecnico
Fortunatamente il giorno dopo, cioè oggi, c’è già online la registrazione audio dell’evento.
Molto molto interessante, come previsto.
Marco risponde puntuale alle domande di Pier e dei corsisti; suggerisce esercizi di respirazione, cibi e bevande pro-voce (e quelli non adatti), matite, sputacchi, voce per vendere, uso del diaframma ecc. ecc.
Vi segnalo quindi i siti:
www.miglioralavoce.com e www.usalavoce.it
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Il libro del Rebirthing L’arte del respiro consapevole Leonard Orr - Konrad Halbig |
A pochi giorni dal prossimo corso di apprendimento di Milano pubblico la mail di una corsista, Elisa, che ha partecipato all’edizione precedente.
E’ uno dei (molti) esempi di vantaggi e risultati che si possono ottenere.
“Nel giro di 10 giorni ho dato 3 esami (ho preso un 30,un 27 e l’altro voto lo sto aspettando), tutto grazie alle mitiche mappe mentali!
Ora ne sto preparando altri due, speriamo bene!!!
Non ti ringrazierò mai abbastanza per avermi inseganato a costruire le mappe… qnd sono in biblioteca la gente mi guarda con facce strane ma non sanno cosa si perdono!!!”
Per approfondire argomenti e contenuti del corso ti rimando a questo sito .
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L’Eccezionale Tecnica degli Schemi Mentali Il sistema per stimolare la creatività, alimentare la memoria e migliorare l’apprendimento - Pnl Eric De La Parra Paz - Maria del Carmen Madero Vega |
Chi l’ha detto che per fare carriera bisogna essere uno squalo arrivista senza scrupoli?!
Per chi vuole scoprire, conoscere e sperimentare il lato sano ed ecologico della carriera professionale, in azienda o in proprio, è nato un nuovo blog: lamiacarriera.it.
E’ il blog di Helga Ogliari (autrice di alcuni post anche su iltuocoach.com) che, oltre ad essere una persona splendida e una cara amica, è uno straordinario career coach.
Già dai primi articoli viene voglia di aggiungere il suo blog ai preferiti! Quindi, vai subito a leggere questa succosa new entry del mondo dei blog e, se sei tra quelle persone che ancora sognano il lavoro che avrebbero sempre voluto fare ma non lo stai ancora facendo, sappi che sei sempre in tempo!
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Come trattare gli altri e farseli amici
Dale Carnegie |
A febbraio riprendono anche i corsi di apprendimento aperti al pubblico.
Sarò a Milano l’ultimo week-end del mese (23 e 24 febbraio) e quello successivo (1 e 2 marzo) per il primo Easy Learning del 2008.
Quello di apprendimento è stato definito, da alcuni miei corsisti, il corso dei corsi: il corso da fare per primo per imparare come memorizzare tutto quello che imparerai nei corsi successivi.
Ottimo anche il periodo dell’anno, in questo senso.
Quindi, se è da un po’ che pensi di frequentare un corso del genere, se vuoi migliorare le tue capacità di concentrazione, se vuoi ricordare più facilmente, se sei semplicemente incuriosito dalla cosa tienti libero in quei giorni.
Se invece vuoi qualche informazione in più scrivimi.
Sempre a febbraio ci sarà, qui a Vicenza, LiberaMente Imparo, il corso di apprendimento per ragazzi e ragazze fino a 12 anni.
Se gli obiettivi del seminario sono simili a quelli del programma per adulti le modalità e i contenuti si assomigliano molto poco. LiberaMente Imparo è un corso unico e innovativo, sviluppato in anni di ricerca e costantemente migliorato vanta oggi docenti molto preparati e altamente qualificati per lavorare con un pubblico così speciale.
Per avere maggiori informazioni puoi vedere direttamente il sito del programma LiberaMente Imparo oppure, come prima, scrivimi. .
Come reagiresti se ti dicessi che pui avere a tua disposizione le menti più brillanti, innovative e carismatiche del mondo (beh, quasi
) ora, sul tuo computer?
Puoi cercare i loro interventi in base all’argomento o direttamente scegliendo il relatore che vuoi ascoltare.
Dove? Ma su TED, ovviamente!
TED è un congresso annuale che raccoglie le menti più brillanti della tecnologia, dell’intrattenimento e del design. Sul sito ted.com è possibile rivedere alcuni di questi interventi gratuitamente con lo scopo preciso di diffondere idee e pensieri in grado di cambiare atteggiamenti, intere vite e persino il mondo!
Nella mia prima esplorazione ho trovato subito i video di alcuni nomi noti come Seth Godin, Daniel Goleman e Anthony Robbins.
La lista è lunga e vengono regolarmente aggiunti nuovi video. Che dire, sicuramente un sito da aggiungere ai preferiti e al tuo feedreader. .
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Il Ruggito della Mucca Viola Ci vuol coraggio per farsi notare Seth Godin e il Gruppo dei 33 |
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Essere LeaderDaniel Goleman - Richard Boyatzis - Annie McKee |
Il post di oggi, in realtà, è rimasto tra le bozze dei miei articoli per alcuni mesi.
Ho inziato a scriverlo la scorsa estate, ma poi ho preferito andare a fare una passeggiata
; come suggerisce anche Pier nel suo post di ieri.
La domanda è questa: se è vero che quando ci arrabbiamo diventiamo più stupidi e straparliamo, possiamo addirittura dire cose che non pensiamo veramente?
Oppure, sconfitta ogni briciola di razionalità, buttiamo fuori tutto quello che abbiamo in testa, senza freni né filtri, e siamo finalmente sinceri al 100%??
Personalmente tendo a preferire la seconda ipotesi… ho sentito dire le peggio cose a fidanzate, dipendenti, collaboratori e parenti durante discussioni animate spesso seguite dalla solita giustificazione (debole e tardiva) “beh, lo sai che non lo penso veramente…“.
Che spreco!
Per una volta che riesci a dire ad una persona cosa pensi veramente di lei poi ti tiri indietro così?
Invece di correre ai ripari con giustificazioni e arrampicate sugli specchi sarebbe tanto più semplice prendere coscienza delle reali convinzioni che abbiamo su una persona/situazione e decidere se vogliamo cambiarle (le convinzioni o direttamente le persone , fai tu…) oppure negarle.
La scelta è soggettiva (dipende se vuoi vivere nella realtà o nella sua negazione).
Quindi la prossima volta che sentirai la fatidica frase “non lo pensavo veramente…“, puoi tradurla così: “ti ho detto esattamente quello che penso in questo momento e non ho il coraggio per dirtelo!”
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Il Potere delle Parole e della PNL I modelli linguistici delle persone che hanno influenzato la storia dell’umanità Robert Dilts |
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