Non seguire le procedure

scacchi_strategiaLa mia preferita! Decisamente la mia preferita!!!

I team e i gruppi di persone che lavorano insieme hanno diversi modi per complicarsi la vita e compromettere i risultati che possono ottenere.

Con le mie clienti faccio spesso il gioco del celo/manca per fare una sorta di diagnosi dei malanni del team e di tutti gli ostacoli che ne rallentano la crescita. I sintomi sono diversi, ma il mio preferito è decisamente questo: dopo aver definito gli obiettivi (ovviamente coerenti con i valori, la mission ecc. ecc.) e, di conseguenza, le migliori strategie per raggiungerli….
NON VENGONO SEGUITE LE PROCEDURE STABILITE !!!

Se ci pensi è un vizio comune a molte persone e, ovviamente, i gruppi di persone non fanno eccezione. La maggior parte di noi spesso SA esattamente cosa dovrebbe fare,
ma non lo fa!!!

Un esempio? Stai facendo tutte le cose che ti eri ripromesso di fare
in questo nuovo anno?! ;-)

Ma torniamo alle aziende.

Puoi definire procedure per correggere errori o comportamenti disfunzionali, procedure che aiutano a crescere, procedure che migliorano la qualità, procedure per aumentare le vendite, procedure per fidelizzare i clienti… insomma, procedure che diventino una sorta di binario che parte oggi e arriva ai tuoi obiettivi!

Quindi, nell’ordine:

A. Definisci cosa vuoi
B. Identifica le azioni e le abitudini che, se mantenute, ti avvicineranno ai tuoi obiettivi
C. Applicale costantemente!!

e quindi, come fare per essere costanti?

Ecco alcune indicazioni che potrebbero esserti utili:  Continue reading

Fiducia vs Speranza

Robert Dilts identifica la coerenza come uno dei fattori chiave nella costruzione del rapporto di fiducia tra le persone; ne ha parlato ad un suo corso che ho seguito tre anni fa e da allora ho avuto spesso occasione di riflettere su questo aspetto che ho sempre condiviso ma mai approfondito particolarmente.
Da alcuni mesi sono alle prese con le attività tipiche in fase di start-up tra cui, ovviamente, l’inserimento di nuove figure professionali. E’ un momento stimolante, appassionante, difficile ( ;-) ) e interessante in cui conoscere, valutare e “misurare” nuove persone.

Persone di cui potermi fidare, ovviamente!

Patrik Lencioni indica infatti la mancanza di fiducia come una dalle cinque disfunzioni che possono portare alla rovina un team aziendale, quindi, perchè rischiare?

Inoltre nella mia esperienza come formatore ho toccato con mano gli effetti in azienda causati da team di lavoro caratterizzati da una scarsa fiducia interna (per usare un eufemismo…).
Ma torniamo ai miei candidati: sulla carta (e di persona) si prensentano tutti bene, molto bene: grandi promesse, obiettivi ambiziosi, impegno e volontà … e poi?

E poi l’indicatore numero uno è proprio la coerenza: questa persona che mi dice di essere molto motivata… si comporta da persona motivata? questa persona che dice e scrive di essere un esperto di xy, è effettivamente competente? si comporta in quell’ambito da vero esperto?

E infine ancora un aspetto ancora pià delicato: i valori!

Chi si professa affidabile, onesto, puntuale ecc. ecc. (fate voi, la lista delle virtà è infinita) è veramente così?
Non parlo di manifestazioni plateali, ma dei piccoli comportamenti quotidiani, di quello che è il modo di fare o lo stile di una persona.
Sembrerebbero considerazioni scontate, ma c’è un elemento che a volte ci rende poco oggettivi nel valutare le persone che ci stanno accanto: la prima impressione, il colpo di fulmine iniziale che condizionerà il nostro giudizio per giorni o mese (anni… secoli, millenni…. ;-)).

Diventiamo ancora meno oggettivi nella valutazione delle persone quando ci troviamo in momenti di necessità : il fatto di aver bisogno di questa o quell’altra risorsa ci porta a chiudere un occhio, poi due… fino a creare una realtà immaginaria in cui questa persona, sbagliata, ci sembra proprio quella che fa al caso nostro. (c’è chi lo fa perfino nelle relazioni di coppia, ma questo è un altro capitolo… lunghissimo).
E così succede che si continua ad investire tempo (e risorse) in un collaboratore spinti dalle migliori intenzioni e aspettative, con il solo risultato di perdere tutti e tre (tempo, soldi e lo stesso collaboratore).

Alcuni sostengono che “le persone non sono il loro comportamento” che, detto in soldoni, significa che anche la persona miglire del mondo a volte fa qualche caz..ta ;-)

Vero! Ma fino a che punto? Comportamenti ricorrenti, abitudinari (recidivi?) non possono non essere considerati che la manifestazione dell’identità di una persona.

Volersi fidare a tutti i costi, per sempre, per scelta, di una persona che si comporta costantemente in modo inaffidabile è ingenuo (o diabolica perseveranza); in questo caso la fiducia non centra nulla.

Quindi, se stai inserendo dei collaboratori nella tua struttura (o nella tua vita):

1. definisci perchè li vuoi inserire (scopo) e, di conseguenza, cosa devono saper fare/essere (identificando almeno 3 condicio sine qua nonè irrinunciabili)

2. mettili alla prova per un tempo limitato: con il massimo della fiducia possibile nei loro confronti falli lavorare con te e osservali

3. prendi una decisione chiara (non nel senso di berci su): se sono le persone giuste investi su di loro e falle crescere con te, altrimenti chiudi il rapporto e continua a cercare!

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Oggi soddisfo il bisogno n6: contribuire!

E anche varietà, importanza, sicurezza.. insomma, quasi e tutti e sei i bisogni fondamentali secondo la classificazione robbinsiana. Quale attività può dare tanto? Fare del volontariato, ad esempio ;-)

Torno ora da una mattinata dedicata a raccogliere fondi per un’associazione, credo sconosciuta ai più, che si dedica alla sensibilizzazione e alla ricerca per una malattia rara, la Sindrome di Cornelia de Lange (mai sentita, vero?… capita con le malattie rare).

Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento trova maggiori informazioni direttamente sul loro sito (è inoltre possibile contribuire a sostenere l’associazione).

Per il resto la mattinata è stata per me un interessante laboratorio pratico dove osservare il funzionamento delle leve descritte da Cialdini nel suo famoso libro “Le armi della persuasione“. Un esempio? Raccoglie una donazione dando solo qualche informazione può incontrare qualche resistenza da parte del passante di turno, ma basta offrire un qualsiasi oggetto in cambio (anche il classico portachiavi) per ricevere donazioni molto generose.
Personalmente ho poi trovato particolarmente bello vendere magliette da bambini, canottierine e borse da spiaggia (non chiedetemi perchè) e, ancora meglio, proporre la seconda maglietta/borsa/gadeget a chi già stava acquistando qualcosa o lasciando un contributo.

Sarà anche che erano tutti fondi raccolti per beneficenza e questo già predispone la maggior parte delle persone incontrate (oppure era grazie ai dolcetti al cocco che offrivamo ai passanti?) ma devo dire che è stata una raccolta molto proficua.
Comunque, dovesse andare male con la formazione, posso sempre riciclarmi in un negozio di abbigliamento ;-)

Scherzi a parte è stata un’esperienza molto molto piacevole! Ora sono nuovamente alle prese con i numeri e i risultati di un cliente BYY/TTR che vedrò domani; poi ancora qualche giorno e…

Le Armi della Persuasione Le Armi della Persuasione
Come e perchè si finisce col dire di sì
Robert B. Cialdini

Compralo ora!

La mente collettiva e il teamwork

brainUn elemento comune ai team di successo é la condivisione delle informazioni e della mentalità  del gruppo.
Le informazioni condivise vanno dalla comprensione delle problematiche, agli obiettivi da raggiungere passando dalle abilità  pratiche e dalle capacità  tecniche più specifiche. L’abilità  di accedere a questa centrale di sapere e saperla sfruttare in modo efficace garantisce i risultati migliori alla squadra.
Nel 1995 un esperimento condotto da Diane Wei Liang (University of Minnesota), Richard L. Moreland (University of Pittsburgh) e da Linda Argote (Carnegie Mellon University) ha dimostrato come i membri di una squadra traggano vantaggio dalla conoscenza collettiva quando imparano insieme.
I ricercatori hanno insegnato ad alcuni studenti universitari come assemblare i componenti di una radio attraverso lezioni individuali oppure formando gruppi di tre studenti.

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