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Archive for the 'Marte e Venere' Category

In viaggio insieme

Author: claudio
08 29th, 2007

Anche sel’argomento è un po’ di nicchia segnalo volentieri l’iniziativa di due amiche psicologhe (con specializzazione alla scuola di Palo Alto in California).

In viaggio insieme
Incontri di sostegno alla gravidanza e preparazione al parto

Il programma, già sperimentato con successo lo scorso anno, prevede cinque incontri durante la gravidanza e due successivi al parto.

Temi affrontati:

Pre partum:

- la gravidanza tra evento e significato: vissuti personali delle gestanti
- padri in attesa: comunicazione di coppia e partecipazione del partner
- dimensioni psicologiche implicate nella gravidanza: ansie, paure, sogni e rappresentazioni
- identità della futura mamma: donna, figlia, moglie e lavoratrice
- tecniche e strategie per vivere al meglio la gravidanza.

Post partum:

- depressione post partum e maternity blues
- cosa cambia?: riorganizzare la propria vita
- la nuova famiglia: rapporto con il partner e con altri figli.

Gli incontri si svolgeranno in gruppi da un minimo di quattro a un massimo di dodici partecipanti con cadenza quindicinale, e avranno durata di un’ora e mezza ciascuno.

I gruppi saranno condotti da psicologhe cliniche, specializzande in psicoterapia, e avranno inizio a settembre 2007.

Il luogo degli incontri verrà comunicato all’atto dell’iscrizione.

Per ricevere ulteriori informazioni potete compilare il form alla pagina contatti

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08 9th, 2007

Modellamento! L’arte di replicare l’eccellenza umana, per dirla in paroloni.

Più semplicemente la capacità di conoscere e copiare le strategie che rendono vincente e di successo qualcuno che ammiriamo per i risultati che ottiene, per poi adottarle a nostra volta e, possibilmente, ottenere gli stessi risultati.

E così, passato poco più di un mese dal ” più importante, trovo i risultati di alcune interviste fatte a “Maestri del Matrimonio” (Marriage Masters), coppie felicemente sposate da almeno 40 anni che hanno rivelato i segreti del loro successo. Sono coppie americane, ma condivido molte delle indicazioni e credo siano valide anche qui da noi. Quindi prendo appunti e posto! :-D
1. Il divorzio non è un’opzione possibile.
Non essendo un’opzione possibile non viene mai preso in considerazione come soluzione. In questo modo è necessario cercare (e trovare) altrove soluzioni ad eventuali “problemi”.
I Marriage Masters, inoltre, identificano nell’impegno l’ingrediente chiave per una relazione lunga e felice.
Tre sono invece i nemici peggiori che possono minacciare la salute del matrimonio negli anni: dipendenza, abuso e tradimento.

2. Non esiste il matrimonio perfetto, esistono solo momenti perfetti.
Boggs e Miller, gli autori di questa ricerca, affermano di essere rimasti sorpresi da quanto lavoro richieda creare un grande matrimonio. Situazioni frustranti o irritanti si ripropongono continuamente. “Basta accettare le meravigliose differenze dell’altro” sentenzia uno degli intervistati “Il matrimonio è un letto di rose… con le spine e tutto il resto!

3. Giocare ad armi scoperte
Non serbare rancore, dirsi tutto e subito, anche le cose spiacevoli. Fare in modo di avere frequenti situazioni di scambio e condivisione.
E’ necessario creare e mantenere un ambiente in cui comunicare in modo aperto, onesto e trasparente. Ma come sono riuscite le coppie intervistate a creare e mantenere questo clima di scambio? Semplice: week-end di ritiro matrimoniale!
Pare siano una costante immancabile nelle coppie intervistate.

4. Non smettere mai di corteggiarsi.
Si sente spesso dire che non è importante la quantità del tempo speso insieme, ma la qualità.
I Maestri del Matrimonio precisano che quello che veramente importa è la quantità del tempo di qualità speso insieme.
Non importa che sia una vacanza in un luogo esotico o una notte nell’alberghetto fuori porta, l’importante è mantenere accesa la fiamma, poi basta aggiungere un po’ di legna di tanto in tanto.

5. AMORE si scrive DARE
L’altro è sempre al primo posto e questo vale per entrambi. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi; tuttavia è la filosofia che ha accompagnato in modo trasversale tutte le coppie intervistate. “L’aspetto interessante è che la parte me è totalmente soddisfatta e appagata se metto noi al primo posto“.

6. Carpe diem
E’ fin troppo facile rimanere assorbiti dalla follia delle attività quotidiane e dare per scontato il proprio partner.
Una donna rimasta vedova dopo 54 anni di matrimonio ha affermato “Ora che lui non è più qui con me vorrei non aver avuto così tanti mal di testa“.
I Marriage Masters ci ricordano quando sia breve la nostra vita terrena, apprezziamo e valorizziamo la presenza del nostro compagno/a finché è ancora con noi.

7. Disciplina del rispetto
Puoi avere rispetto senza amore, ma non può esserci amore senza rispetto“.
Quasi tutte le coppie citano il rispetto come un ingrediente fondamentale per un matrimonio lungo e felice.
E’ il catalizzatore di tutte le cose belle di una relazione: fiducia, autenticità, connection e amore.
Sfortunatamente il rispetto, in tutta la sua semplicità, viene troppo spesso dimenticato lasciando il posto alle critiche e a tutte le cattiverie che, prima o poi, spingono uno dei due a chiedersi: ma come cavolo ho fatto ad innamorarmi di questa persona?
Tu sei padrone delle parole che pronunci fino a quando non le hai pronunciate, poi saranno le tue parole ad essere i tuoi padroni… quindi scegli le parole con attenzione

E per chi volesse approfondire l’argomento può visitare il sito dedicato al progetto.


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07 5th, 2007

Si avvicina la data del mio matrimonio: da alcuni giorni mi sto dedicando a tempo pieno agli ultimi dettagli da definire per il gran giorno.
Se penso a quali emozioni mi hanno accompagnato dal momento in cui abbiamo preso la fatidica decisione, mi vengono in mente prima di tutto gioia e felicità e poi, via via, l’eccitazione dell’attesa che spesso precede gli eventi importanti.
Eppure, in maniera direttamente proporzionale all’avvicinarsi del matrimonio, c’è una domanda che mi viene posta in modo sempre più insistente dalle persone con cui parlo: “Allora, sei preoccupato?
Inizialmente non le ho dato molto peso, semplicemente rispondevo di no.
Poi la frequenza della domanda è aumentata. Sempre più persone e sempre più spesso si interessano del mio livello di preoccupazione o ansia.
Lo stesso succede alla futura sposa quasi tutte le volte che si parla del matrimonio. Il contenuto della domanda è sempre lo stesso, anche se a volte cambia la forma; a Paola, ad esempio, hanno chiesto: “Sei preoccupata, stressata, oppure in ansia?”, come se almeno uno di questi tre stati fosse inevitabile!

Ho fatto un rapido sondaggio tra gli amici (altre 3 coppie si sposano lo stesso mese) e pare che questo interesse per la preoccupazione dei futuri sposi sia generalizzato.
Ammetto che, a furia di sentirmi chiedere se fossi preoccupato, ad un certo punto ho pensato io stesso “Perché, dovrei? Forse sì… se tutti me lo chiedono ci sarà qualcosa di cui preoccuparsi”.

E invece no!!! Ovviamente! E conosco benissimo questi meccanismi; eppure è inevitabile: qualsiasi domanda posta con la dovuta insistenza ottiene, prima o poi, una risposta o genera almeno un dubbio.

Spesso, durante i miei corsi, dedico del tempo per spiegare come il nostro dialogo interno e le domande che ci facciamo orientino il nostro focus mentale e, di conseguenza, gli stati d’animo che proviamo (ad esempio, se mi faccio domande del tipo: “Perché sono così sfigato?”, nel momento in cui comincio a rispondermi il morale va sotto le scarpe).

A volte, a quanto pare, la minaccia maggiore è esterna: le domande mal poste delle persone che ci circondano!
Intendiamoci: non credo che venga fatto in mala fede o con cattiveria; sicuramente non con l’obiettivo di indurre uno stato di preoccupazione. Nel chiedere se sono preoccupato semplicemente si vuole manifestare interesse e partecipazione per un evento così importante, purtroppo si ottiene un effetto collaterale non di poco conto!!!

Però mi chiedo, a questo punto, quali sono le domande che ci rivolgono quotidianamente le persone che frequentiamo? Quale stato d’animo ci suggeriscono? E, soprattutto, in che modo rispondiamo noi a queste domande?

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