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Archive for the 'Varie' Category

The business must go on

Author: claudio
09 28th, 2007

Sono in viaggio verso casa dopo un corso nella lontana Campobasso.
Nove ore di viaggio, un pullman e tre treni sono un’ottima occasione per riposare, leggere, e aggiornare il blog (anche se in questo momento l’imbecille di turno si è acceso una sigaretta, nemmeno la prima classe dell’Eurostar è immune da questi elementi al di sopra di ogni regola…).

Settembre si chiude, lavorativamente parlando, con una settimana piuttosto impegnativa.
Ho avuto l’opportunità di tornare a Milano per un paio di giorni, rivedere qualche amico e, soprattutto, rivivere il caos della grande città. Sento spesso tanti luoghi comuni su noi milanesi: andiamo, (dove?) sempre di fretta; camminiamo anche sulle scale mobili, lavoriamo tantissimo, abbiamo la nebbia e il traffico… che dire, tutto vero no?
Il corso tenuto a Milano, un public speaking per una ventina di persone di una grossa società di distribuzione, è stato molto in linea con lo stile della città.
Contesto tipicamente aziendale: badge magnetici per aprire ogni porta, lunghissimi open-space; sale e salette riunioni, una grande sala iper-attrezzata per il nostro seminario, rumore dei tacchi attutito dalla moquettina; tailleur, abitini e moltissime cravatte (soprattutto cravatte).
Qualche corsista mi ha chiesto subito chiarimenti sugli orari “sai, preferirei non finissimo troppo tardi oggi…” fin qui tutto regolare (anche se di fatto gli orari del corso poi non cambiano:-D). Solitamente mi informano che “ho la figlia che esce da scuola” oppure “inizia un corso nuovo in palestra” oppure ancora “ho invitato alcuni a mici a cena”.
In questo caso la motivazione è stata un po’ diversa: “ci tengo molto al corso, ma poi continuo a lavorare” e così è stato!

Non solo a fine giornata, ma ad ogni pausa i laptop (necessari per le simulazioni durante il corso) si aprivano per permettere a queste persone straordinarie di ottimizzare ogni minuto della giornata lavorativa. Da una torretta posto al centro del ferro di cavallo si diramavano in tutte le direzioni i cavi per l’alimentazione e i cavi di rete (minacciando l’incedere degli speaker durante le esercitazioni).
The business must go on!.. mi verrebbe da dire parafrasando una celebre canzone!
Inutile negarlo, mi sono sentito veramente a casa ;-)

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In viaggio insieme

Author: claudio
08 29th, 2007

Anche sel’argomento è un po’ di nicchia segnalo volentieri l’iniziativa di due amiche psicologhe (con specializzazione alla scuola di Palo Alto in California).

In viaggio insieme
Incontri di sostegno alla gravidanza e preparazione al parto

Il programma, già sperimentato con successo lo scorso anno, prevede cinque incontri durante la gravidanza e due successivi al parto.

Temi affrontati:

Pre partum:

- la gravidanza tra evento e significato: vissuti personali delle gestanti
- padri in attesa: comunicazione di coppia e partecipazione del partner
- dimensioni psicologiche implicate nella gravidanza: ansie, paure, sogni e rappresentazioni
- identità della futura mamma: donna, figlia, moglie e lavoratrice
- tecniche e strategie per vivere al meglio la gravidanza.

Post partum:

- depressione post partum e maternity blues
- cosa cambia?: riorganizzare la propria vita
- la nuova famiglia: rapporto con il partner e con altri figli.

Gli incontri si svolgeranno in gruppi da un minimo di quattro a un massimo di dodici partecipanti con cadenza quindicinale, e avranno durata di un’ora e mezza ciascuno.

I gruppi saranno condotti da psicologhe cliniche, specializzande in psicoterapia, e avranno inizio a settembre 2007.

Il luogo degli incontri verrà comunicato all’atto dell’iscrizione.

Per ricevere ulteriori informazioni potete compilare il form alla pagina contatti

Baby Massaggio Baby Massaggio
I benefici di un contatto tenero e rassicurante
Alan Heath - Nicki Bainbridge Compralo ora!
Baby Music Baby Music
Brazilian Folk Tunes Played by a Music Box
Marcus Viana
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Sì, decisamente un gioco facile: sparando in un mucchio così ampio e vasto (sono veramente tanti ;-) ) può capitare di trovare conferme quando si ha un’opinione poco lusinghiera della categoria. Ma sarà poi un’idea corretta? Non credo…

Inoltre ho l’impressione che chi ama raccontare quanto inutili siano gli psicologi (o i medici, ecc.. ecc.. mettete la categoria che volete) spesso conosca ben poco del lavoro che svolgono.

Chi fosse interessato a saperne un po’ di più può leggere questo articolo.

Buon Ferragosto!

Author: claudio
08 15th, 2007
workstation
E’ vero, ci sono un alcuni limiti nel lavorare da casa, anzitutto LE DISTRAZIONI!
Frigorifero, televisione, letto/divano/poltrona sempre pronte a tentare il mio io pigro; il cane che si intromette tra me e la tastiera del pc in cerca di attenzioni…
Ma come rinunciare alla fantastica mini-postazione esterna quando ci sono giornate come queste?
Ventilazione assicurata; silenzio e pace quasi ininterrotti per ore, luce naturale e solarium nelle pause!
BUON FERRAGOSTO!!!
Lo Zen e il Lavoro Lo Zen e il Lavoro
130 perle di saggezza
per lavorare meglio.
Flavia Mazelin Salvi
Compralo ora!
07 24th, 2007

E’ noto ai più che non sfruttiamo completamente le potenzialità di quella massa grigia che abbiamo tra le orecchie.

Ma cosa accadrebbe se avessimo direttamente un cervello molto più piccolo, visto che comunque tutto non lo usiamo?

Magari ci comporteremmo come questo signore che, nonostante abbia un cervello grosso un decimo rispetto alla norma, non lo ha mai saputo e, di conseguenza, non ha mai vissuto la cosa come un problema!
(come quando si diceva che il calabrone vola solo perché ignora che, stando alla fisica, non sarebbe in grado di farlo)

07 5th, 2007

Si avvicina la data del mio matrimonio: da alcuni giorni mi sto dedicando a tempo pieno agli ultimi dettagli da definire per il gran giorno.
Se penso a quali emozioni mi hanno accompagnato dal momento in cui abbiamo preso la fatidica decisione, mi vengono in mente prima di tutto gioia e felicità e poi, via via, l’eccitazione dell’attesa che spesso precede gli eventi importanti.
Eppure, in maniera direttamente proporzionale all’avvicinarsi del matrimonio, c’è una domanda che mi viene posta in modo sempre più insistente dalle persone con cui parlo: “Allora, sei preoccupato?
Inizialmente non le ho dato molto peso, semplicemente rispondevo di no.
Poi la frequenza della domanda è aumentata. Sempre più persone e sempre più spesso si interessano del mio livello di preoccupazione o ansia.
Lo stesso succede alla futura sposa quasi tutte le volte che si parla del matrimonio. Il contenuto della domanda è sempre lo stesso, anche se a volte cambia la forma; a Paola, ad esempio, hanno chiesto: “Sei preoccupata, stressata, oppure in ansia?”, come se almeno uno di questi tre stati fosse inevitabile!

Ho fatto un rapido sondaggio tra gli amici (altre 3 coppie si sposano lo stesso mese) e pare che questo interesse per la preoccupazione dei futuri sposi sia generalizzato.
Ammetto che, a furia di sentirmi chiedere se fossi preoccupato, ad un certo punto ho pensato io stesso “Perché, dovrei? Forse sì… se tutti me lo chiedono ci sarà qualcosa di cui preoccuparsi”.

E invece no!!! Ovviamente! E conosco benissimo questi meccanismi; eppure è inevitabile: qualsiasi domanda posta con la dovuta insistenza ottiene, prima o poi, una risposta o genera almeno un dubbio.

Spesso, durante i miei corsi, dedico del tempo per spiegare come il nostro dialogo interno e le domande che ci facciamo orientino il nostro focus mentale e, di conseguenza, gli stati d’animo che proviamo (ad esempio, se mi faccio domande del tipo: “Perché sono così sfigato?”, nel momento in cui comincio a rispondermi il morale va sotto le scarpe).

A volte, a quanto pare, la minaccia maggiore è esterna: le domande mal poste delle persone che ci circondano!
Intendiamoci: non credo che venga fatto in mala fede o con cattiveria; sicuramente non con l’obiettivo di indurre uno stato di preoccupazione. Nel chiedere se sono preoccupato semplicemente si vuole manifestare interesse e partecipazione per un evento così importante, purtroppo si ottiene un effetto collaterale non di poco conto!!!

Però mi chiedo, a questo punto, quali sono le domande che ci rivolgono quotidianamente le persone che frequentiamo? Quale stato d’animo ci suggeriscono? E, soprattutto, in che modo rispondiamo noi a queste domande?

PNL è libertà PNL è libertà

Questo libro contiene idee che possono trasformare la tua vita
Richard Bandler
Compralo ora!
06 7th, 2007

Se vi siete persi il tour teatrale che ha accompagnato il lancio del libro ora avete una seconda possibilità.

A Milano si replica il prossimo lunedì 11 Giugno alle 21.00 presso il Teatro Carcano in C.so di Porta Romana. Con 25€ avrete due ore di formazione-spettacolo e in più una copia del libro.

Chi volesse partecipare può ancora prenotare il suo posto registrandosi sul sito.

Smettila di Incasinarti! Smettila di Incasinarti!
Come rendersi la vita
meno complicata
ed essere più felici

Roberto ReCompralo ora su il Giardino dei Libri
04 19th, 2007

Testo ancora amato in alcune aziende e reti commerciali è l’antichissimo (IV secolo a.C.) manuale di Sun Tzu “L’arte della guerra“.

Offre strategie (dicono), spunti e riflessioni applicabili al mercato, alla concorrenza e al business in generale; probabilmente è anche vero.

Sono il primo a sostenere l’efficacia delle metafore, ma cosa succede quando la metafora del tuo lavoro è una guerra? succede che il tuo linguaggio cambia e con esso le tue rappresentazioni interne e le tue sensazioni.
Un esempio? la concorrenza non esiste più, meglio parlare di nemici. Le partneship cedono il posto alle alleanze strategiche. Il tuo capo è il tuo superiore, a lui devi ubbidire se non vuoi incorrere in punizioni (solo due giorni fa ho assistito ad un’interessante discussione sull’opportunità di un forte sistema di punizioni, questa la parola usata, per correggere comportamenti improduttuvi per l’azienda).
Se sei giovane e inesperto o non sai come muoverti ricordati che il guerriero più forte è colui che è già in sé morto.

03 30th, 2007

In questi giorni sono a Jesi a tenere un seminario sulle strategie di apprendimento per la banca della regione.
Questa mattina, all’ingresso, mentre cedevo alla guardia un documento in cambio dell’immancabile badge magnetico, ho assistito ai primi passi di un’aspirante bancaria venuta a sostenere il suo primo colloquio di selezione.
Va detto che era accompagnata dal padre. Le avrà dato un passaggio in macchina, direte voi. Invece no! Il premuroso accompagnatore insisteva per accompagnarla fin sulla porta del suo esaminatore…
Ma il vero ostacolo per la poveretta è risultato essere il mitico badge che non trovava la giusta collocazione sul suo lettore. Superato questo primo ostacolo (è stato necessario mostrale come fare, a volte una spiegazione non conta nulla senza un esempio pratico ;- ) rimaneva da superare questa misteriosa porta chiusa e temporizzata che restava aperta per un tempo non sufficiente da permettere alla mal capitata di 1) togliere il badge dal lettore, 2) capire cosa stava accadendo, 3) spingere la porta (e non tirarla) come indicava il cartellone messo davanti alla sua faccia, affianco alla maniglia.

A volte entrare nel mondo del lavoro è veramente difficile, le cause possono essere molteplici ;-)

PS Senza nessun riferimeto: BUON OTTO MARZO A TUTTE LE LETTRICI!

Producing Results Online

Author: claudio
03 30th, 2007

Tra un corso e l’altro, sto collaborando alla traduzione in italiano di PRO. PRO è il software di supporto al programma Best Year Yet® (l’acronimo PRO sta per Producing Results Online®). Come spesso accede in questi casi la difficoltà maggiore è trovare i vocabili italiani che corrispondano meglio alle parole inglesi originali. Spesso non è proprio possibile trovare una traduzione efficace oppure, anche se esiste una traduzione esatta, la parola italiana si presta a fraintendimenti ed è preferibile lasciare il vocabolo originale. Comunque, al di là delle difficoltà tecniche ;-) I gruppi che sto seguendo con un programma BYY hanno tutti iniziato il 2007 con risultati ottimi, raggiungendo e superando gli obiettivi di vendita/fatturato prefissati per il primo mese dell’anno. Il Best Year Yet è semplice quanto efficace. Non presenta contenuti particolarmente innovativi o rivoluzionari dal punto di vista della formazione, ma è strutturato in modo da correggere subito eventuali errori di percorso e “obbligare” così i partecipanti a produrre i risultati che si sono prefissati. C’è ancora un motivo (l’ennesimo) per cui adoro questo strumento: le revisioni mensili, gli obiettivi annuali e la costante misurazione dei risultati permettono al cliente di misurare esattamente il ROI del corso di formazione. E non parlo di stime o calcoli indicativi, ma di incrementi nel fatturato tangibili, come descritto poco sopra. PRO e il Best Year Yet possono essere anche utilizzati come strumento di coaching individuale. Se escludo me stesso e qualche amico/collega devo ammettere di non aver ancora avuto il piacere di utilizzarlo spesso in questo senso. Ma in un futuro prossimo, per chi volesse…

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