This entry was posted on Friday, June 27th, 2008 at 10:15 am and is filed under Formazione. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
In questi giorni in ufficio da Paola è tutto un gran fervore di tesine, simulazioni e prove di esposizione.
In vista degli esami di terza media e maturità (e magari qualche credito da recuperare) molti ragazzini approfittano di qualche suggerimento strategico su come gestire il colloquio, quale successione degli argomenti seguire e come presentarsi al meglio (emozionalmente e mentalmente) per sostenere questa prova (non manca anche qualche dritta sull’abbigliamento…). Una parte di me li guarda con un po’ di invidia mentre penso alle tre grandi prove canoniche che ho affrontato nel percorso standard da studente: esami di quinta elementare, terza media e maturità.
Il primo è andato molto bene, il secondo piuttosto bene mentre il terzo… è andato ![]()
Ma non è tanto questo che mi fa riflettere quanto ricordare la percezione che ne avevo. Tutti e tre gli esami mi hanno procurato una serie di mal di stomaco e notti insonni.
Strano a dirsi ma è stato quello delle elementari l’esame che più mi ha messo in difficoltà in termini emozionali. Pensandoci adesso, a distanza di anni e con il noto senno di poi non posso che sorridere per tutta l’ansia e lo stress
causata da una prova tutto sommato abbastanza semplice.
Già… il senno di poi. Tutto molto più semplice… dopo!
Eppure è sempre così, quante volte ti sarà capitato, a distanza di anni, di guardare ad episodi e situazioni che ti hanno messo in difficoltà in passato e considerali molto meno difficili e impegnativi di come ti sembravano allora?
Gli eventi non sono cambiati, l’unica cosa che si modifica è la percezione che ne hai. La percezione cambia grazie al tempo che è passato, ad una maggior consapevolezza delle conseguenze e delle implicazioni che magari non vedevi chiaramente in quel momento. Quindi, trattandosi di una percezione, perchè non cambiarla subito?
Quando ci troviamo in una situazione che ci mette in difficoltà e vogliamo trovare delle soluzioni la prima cosa da fare è assicurarci di essere nello stato giusto per farlo. Come?
Rispondendo ad alcune domande che ci facciano cambiare il punto di vista, assumendo una posizione rispetto alla situazione più neutrale e distaccata.
Cosa penserò di questa situazione tra 10 (20 o 50) anni?
Di cosa sarò grato? Cosa mi ha insegnato?
Che cosa c’è di perfetto in questa situazione?
In che modo mi sarà utile in futuro?
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