This entry was posted on Sunday, December 9th, 2007 at 10:32 am and is filed under Pnl. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
Il metamodello è uno degli strumenti che ho trovato più interssanti tra le innumerevoli tecniche e strategie che ci offre la PNL.
Cos’è il metamodello? I più lo definiscono “l’arte di fare domande“; è lo strumento volto a creare precisione e chiarezza nella comunicazione.
Il metamodello è anche, potenzialmente, lo strumento migliore per perdere tutti gli amici e risultare antipatici al prossimo. Per chi proprio non ne avesse mai sentito parlare posso azzardare una forzatura e racchiuderlo in un’unica super-domanda così formulata: “Chi/cosa/come specificatamente?”
Espresse in diverse forme, adattate alle diverse situazioni le domande metamodello sono straordinarie (ad esempio) in situazioni di difficoltà, nei conflitti interpersonali e nelle crisi in generale.
Infatti ho riscontrato una caratteristica comune a tutte quelle persone particolarmente efficaci nel “godersi la vita” e nel “prenderla con filosofia“: è come se tutte queste persone, che spesso nulla sanno di pnl e modelli vari, avessero una sorta di metamodello incorporato.
Il risultato è che riescono a circoscrivere e limitare naturalmente tutte le situazioni di disagio/crisi impendendo che si generalizzino intaccando la loro naturale serenità.
All’estremo opposto ci sono gli inquisitori della precisione che sottopongono se stessi e gli altri a micidiali interrogatori per scovare la struttura profonda a tutti i costi con il solo risultato di risultare invadenti e inopportuni.
In mezzo ci mettiamo noi che, appassionati lettori, sperimentatori ed utilizzatori di pnl, osserviamo i primi (quelli che se la godono), li modelliamo e manteniamo giorno per giorno i risultati e lo stato d’animo che desideriamo veramente…. facendoci magari qualche domanda in più.
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December 14th, 2007 at 9:14 am
Bellissima questa prospettiva! Ora che ci penso è proprio così. Io mi metto nel terzo gruppo