“La cosa mi puzza” non è solo un predicato cinestesico

Espressioni come questa, che fanno riferimento ad olfatto, tasto e gusto, sono solitamente considerate indicative del sistema rappresentazionale (VAK) prevalente in una persona.

Uno studio recente ha evidenziato che questa affermazione, riferita alle cose che crediamo o non crediamo essere vere; ha una corrispondenza a livello neurologico.

In pratica quando ci riferiamo a qualcosa che “ci puzza” e non crediamo vera nel nostro cervello si attivano le stesse aree che sono coinvolte quando sentiamo un odore sgradevole.

Viceversa esiste una corrispondenza tra le nostre convinzioni e le aree del cervello stimolate da un profumo gradevole.

Inoltre sembrano essere nette le differenze, a livello neurologico, tra ciò che crediamo e ciò che riteniamo falso:”Il contrasto fra credenza e non credenza è dato da un aumento del segnale nell’insula anteriore, una regione coinvolta nella percezione del gusto, e in particolare nella sensazione di disgusto, e del dolore. Ciò indica che le frasi false possono realmente disgustarci“.

Che dire, forse ce n’eravamo già accorti, ma è sempre interessante trovare il riscontro scientifico e biologico della nostra esperienza quotidiana.

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