In questi giorni ho vinto una piccola sfida personale: socializzare Morgana (nella foto, mentre dorme) con il Kennel, la “gabbietta” per il trasporto in auto o in aereo. In pratica l’obiettivo era che Morgana entrasse spontaneamente nel contenitore e vi rimanesse anche con il cancelletto chiuso. Perchè questo avvenisse era necessario che il cane, a cui non è proprio possibile spiegare a parole l’utilità del Kennel in auto, provasse emozioni piacevoli e positive nella gabbia tanto da volerci stare di sua iniziativa. Obiettivo raggiunto, e pure in poco tempo!
Come ho avuto modo di imparare negli ultimi due anni insegnare nuovi comportamenti ad un cane è relativamente semplice (almeno in teoria). Le leve emozionali sono sempre quelle: piacere e dolore.
Bisogna quindi associare piacere ai comportamenti positivi e dolore a quelli negativi. Con i cani c’è chi preferisce punirli (dolore) ogni volta che sbagliano; non credo sia un metodo molto ecologico, inoltre non avrebbe avuto molto senso percuotere Morgana tutte le volte che era fuori dal Kennel e smettere solo quando ci entrava
.
Molto meglio motivare sul piacere, premiandola con sfiziosi bocconcini ogni volta che si avvicinava, entrava o rimaneva nel Kennel. Nello specifico dei pezzettini di grana hanno fornito tutto il piacere necessario!
La tecnica non è affatto nuova e il meccanismo ce lo hanno spiegato bene i noti Pavlov e Skinner.
Ogni volta che dai un premio al cane (carezze, bocconcini ecc. ecc.) lo fai per fargli provare una sensazione positiva e piacevole legata ad un comportamento e/o a un risultato. Questa associazione incentiva il cane a ripetere quel comportamento per rivivere la sensazione positiva (con la sola eccezione dei cani masochisti, ma sono una netta minoranza).
E con le persone? Con le persone funziona esattamente allo stesso modo!
Quindi devo tenermi dei pezzettini di formaggio da dare ai miei collaboratori ogni volta che lavorano bene? Non proprio… ma quasi!
Pensiamo anzitutto alla nostra di motivazione. Ci sono persone che ogni volta che ottengono un qualsiasi risultato festeggiano come se l’Italia avesse vinto ai mondiali. Anzi, proprio i calciatori ci forniscono un ottimo esempio: tutti i riti che seguono e celebrano ogni goal sono un ottimo sistema per amplificare, rinforzare e ancorare l’emozione di quel momento.
Altre persone tendono invece a sminuire in qualche modo i propri risultati; spesso utilizzano frasi tipo “ho fatto solo il mio dovere” “chiunque saprebbe fare altrettanto” ecc. ecc.
Non importa se hai ottenuto una promozione, segnato un goal o semplicemente passato un esame: quante più emozioni positive associ a quel risultato tanto più semplice e naturale sarà ripetere il successo ottenuto.
Le persone tendono naturalmente a fare le cose che danno loro piacere.
Chi invece toglie emozioni e non celebra i risultati che ottiene li rende un’esperienza emozionalmente povera e quindi poco interessante da ripetere.
Quindi, d’ora in avanti, per cosa vuoi premiarti? quali sono i premi in palio per i tuoi risultati?
Possono essere anche cose semplici, l’importante è che ti diano emozioni positive da associare all’evento e che siano ecologici (celebrare una vittoria con un festino con coca e squillo solitamente non è ecologico
).
L’argomento è ampio e ci torneremo (se invece dovete addestrare un cane cliccate qui)
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on Wednesday, August 22nd, 2007 at 8:21 am and is filed under Formazione, Obiettivi e gestione del tempo.
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December 23rd, 2007 at 11:06 pm
[…] 6. FAI UNA PASSEGGIATA Tieni il tuo corpo in movimento. Anche se non sei un grande amante delle attività sportive puoi decidere di fare almeno una lunga passeggiata. Scegli un posto immerso nella natura, o almeno con un po’ di verde: se non abiti in campagna o in un bosco cerca di camminare in un parco. Personalmente adoro camminare la mattina presto, con la piccola Morgana, rimanedo una mezz’oretta con la mente libera di vagare sugli argomenti più svariati. […]