Come già successo in passato il mio piccolo coach a quattro zampe mi offre lo spunto per alcune considerazioni su come gestire un aspetto interessante delle interazioni tra le persone: i conflitti.
Ciascuno di noi ha diversi modo di relazionarsi nei confronti dei conflitti: c’è chi li provoca, chi fa di tutto per evitarli, chi li teme, chi li subisce, chi li vive come un’occasione per imporsi su altri, chi se ne pente, chi si mostra realmente per come è solo quando scatena la propria aggressività , c’è chi trema, chi piange, chi urla, chi lancia frecciate, chi invece colpi bassi, chi sfrutta l’ironia, chi punta i piedi, chi media, chi urla, chi sibila ecc. ecc. ecc..
e potremmo continuarea all’infinito
E Morgana?
Morgana anzittutto se ne frega di tutte le opzioni sopra elencate! (è un cane, nemmeno si sogna che esistano certe possibilità ! oppure ti aspetti che un cane faccia una delle cose descritte?!?)
In secondo luogo quando vuole/sente che questo nuovo simile (cane) che ha incontrato proprio non le va a genio scatena tutta la sua aggressività : ringhia, abbaia ferocemente, schiuma, solleva il pelo… massima esplosione di energia, un gran baccano, tensione alle stelle… e dopo una sfuriata di pochi secondi ridiventa la solita giuggiolona e inizia ad interagire civilmente con l’altro (ex) litigante.
E’ un comportamente piuttosto comune; spesso altri padroni di cani vivono questo genere di confronti con molta apprensione ma la verità è che, per quanto aggressivi, due cani equilibrati possono ingaggiare discussioni molto violente senza mai procurarsi danni fisici. Inoltre la parapiglia non dura mai troppo a lungo e non lascia postumi emozionali (non ho mai visto la Morgana lamentarsi o portare rancore verso alcuno dei suoi “oppositori”).
Ma veniamo a noi: immagina (ragioniamo per assurdo, è solo qualcosa di ipotetico e fantasioso
) che la prossima volta che (ahimè) sei a rischio conflitto con qualcuno lo affrontiate entrambi in modo bestiale (Morgana Style):
1. vi dite tutto, ma proprio tutto, quello che dovete dirvi e con tutta l’energia che ritenete necessaria
2. non esistono paranoie su eventuali conseguenze derivanti dai modi utilizzati
3. non ci si tocca (quindi niente morsi
)
4. finita la discussione l’energia scende velocemente e non lascia tracce di quanto appena accaduto
Ovviamente ciò non significa “amici come prima” e avanti come se nulla fosse successo. Alcuni conflitti possono rendere chiaro ed evidente ai due interlocutori che è arrivato il momento che le loro strade si dividano.
Non male eh? Quasi un’utopia per molti.
Eppure immagina se i conflitti fossero solo un’occasione di crescita, immagina di poter litigare avendo solo gli aspetti produttivi del confronto: scarico di tensione, chiarimenti veloci, conseguenze pratiche immediate, strascichi emozionali nulli.
Morgana ci riesce benissimo, e tu?
PS
Mi piacerebbe raccogliere un po’ di opinioni in merito: pensa a come solitamente tu affronti i conflitti (ho fatto un po’ di esempi sopra) e scrivilo nei commenti.
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Negoziare in situazioni difficili Dal conflitto alla cooperazione William Ury |
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Io sono un tipo molto pacifico e odio litigare,cerco in tutti i modi di evitare i conflitti e sopporto anche situazioni poco piacevoli.Però effettivamente tenersi tutto dentro fa star male quindi sono d’accordo con l’ultima parte dell’articolo.Una volta ho avuto una sfuriata con un amico e così sono uscite fuori tante cose non dette.