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NETWORKING: OPPORTUNITA’, MINACCE E MITI


È ormai risaputo che gli annunci di lavoro su giornali e internet rappresentano solo la punta dell’iceberg. La maggior parte delle reali offerte sono per lo più nascoste e spesso dove meno ci si aspetta si possono trovare delle nicchie veramente interessanti.
Una ricerca condotta da Unioncamere dice che per la ricerca e selezione del personale le aziende si rivolgono per il 42,6% alle conoscenze dirette, il 39,4% alle conoscenze indirette. Il 39,6% attinge alle autocandidature e a tutti gli altri canali (società di ricerca, annunci e altro), che sono al di sotto del 15%.

Ci sono naturalmente aziende che usano più di un canale contemporaneamente ma è evidente che ciò che spesso conta per trovare un lavoro è conoscere le persone giuste, o, come si dice, saper fare network.
E qui devo sfatare un mito: quando parlo di conoscenze non mi riferisco alla squallida pratica della raccomandazione alla prof. dott. Guido Tersilli, ma di una pratica volta a ridurre il più possibile i rischi insiti nel processo di selezione.
Spesso un cv non basta per capire se una persona si rivelerà una vera risorsa per l’azienda, se è affidabile e volenterosa. Questo può dirlo solo chi la conosce e meglio ancora ha apprezzato la sua professionalità.
Quindi il miglior modo per curare la tua campagna di promozione è svolgere al meglio il tuo lavoro, perché “non basta farsi vedere, bisogna farsi vedere preparati!

La capacità di networking è oggi fondamentale non solo per la ricerca di un lavoro, ma anche per chi vuol fare carriera, per chi vende e per chi fa impresa.
Esistono diverse modalità di networking: il passaparola, il networking mirato, il networking online e quello professionale. Per conoscerle meglio ti consigliamo di visitare il sito di “trovare il lavoro che piace” dove trovi un interessante approfondimento.
Qualcuno a questo punto ribatte: “Ma io non ho tempo da perdere con ste cose! Sono troppo occupato a svolgere bene il mio lavoro e quando finisco mi rintano in casa e sto solo con la mia famiglia.
Se la crescita professionale non figura tra i tuoi obiettivi, questa è la cosa migliore che puoi fare, ma se tieni al tuo lavoro forse è bene che dedichi del tempo alle relazioni.
Quanto più sarai capace di coltivare relazioni significative per la tua professione e tanto maggiori saranno le tue probabilità di crescita professionale.
Attenzione: ho parlato di relazioni significative e aggiungerei anche finalizzate.
L’altro giorno un conoscente si vantava di avere un certo numero di contatti su linkedin (un portale dedicato al networking) e di aver riconosciuto questo e quel personaggio a questo e quell’evento, un po’ come fanno i bambini quando mostrano le figurine sul proprio album.
Poi quando gli ho chiesto: “Come vanno gli affari?” La risposta è stata: “Male”.
Ecco questo per me significa perdere di vista l’obiettivo!

E’ come quello che accade a questo personaggio di una vignetta che dice: “Passo il 99% del mio tempo a creare contatti a livello locale, a costruire una forte presenza sul web, a stabilire rapporti utili con dei leader del mio campo, a parlare ad aziende e istituzioni e a partecipare alle attività delle associazioni benefiche. Passo il restante 1% a chiedermi qual è il mio lavoro!

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