Nei miei corsi di self-marketing invito le persone a considerare se stesse come un prodotto.
In alcuni casi la reazione non è molto positiva. C’è chi inorridisce all’idea di essere paragonato ad un prodotto.
Il guaio è che la maggior parte delle persone sceglie come termine di paragone un detersivo o il rotolo da cucina, per non dire di peggio. E se invece ci vedessimo come un diamante prezioso o una scintillante Ferrari? Forse le cose cambierebbero.
Possiamo imparare molto dal marketing per la gestione della nostra carriera. Pensaci bene, al pari dei prodotti anche noi, nel corso della nostra carriera viviamo quello che nel marketing si definisce il ciclo di vita del prodotto scandito dalle fasi introduzione, sviluppo, maturità e declino.
Dopo la scuola si entra nel mercato del lavoro e dopo i primi piccoli traumi si cresce: è la fase della cosiddetta formazione on the job fino al raggiungimento della maturità professionale.
Recentemente la durata dei cicli di vita di molti prodotti si è ridotta. Pensiamo a cellulari, TV, computer, automobili… Per correggere tale tendenza spesso si ricorre alla pratica del restyling. Prima che un prodotto raggiunga la fase del declino subisce alcune modifiche (di design, di funzionamento…) e viene rimesso sul mercato come nuovo, così ricomincia il suo ciclo di vita con una nuova fase di sviluppo… (Vedi nuova 500)
Anche nel corso della nostra carriera è bene prevedere dei momenti di restyling per evitare di trovarci sul precipizio che porta direttamente fuori dal mercato del lavoro.
Non aspettiamo che la nostra azienda ci organizzi un corso di formazione. Il migliore investimento che una persona possa fare è su se stessa per acquisire nuove conoscenze ed abilità .
Investire sulla propria crescita personale e professionale è oggi più che mai necessario perché anche la durata de cicli di carriera si è notevolmente ridotta. Il mercato del lavoro è in continua evoluzione e la fase del declino è sempre in agguato anche per le nuove leve.
Per questo è bene guardarsi intorno in ogni momento della propria carriera per conoscere meglio le tendenze del mercato, per cercare nuove e più entusiasmanti opportunità , ma anche solo per capire che non siamo poi messi così male come pensavamo.
Quando cambiare lavoro? Sembrerà strano, ma il momento migliore è quello immediatamente precedente il raggiungimento della vetta, poco prima della fase di piena maturità . In questo momento il nostro potere contrattuale è più alto e non c’è l’affanno tipico della fase del declino che ci fa prendere la prima occasione che capita, tanto “basta lavorareâ€.
Ricordo che tra le principali cause d’insoddisfazione a lavoro vi è proprio l’accontentarsi di un lavoro qualsiasi, anziché cercare il lavoro che piace. Difficile? Impegnativo, ma decisamente possibile per chi sa dire “Io valgoâ€.
E tu quale percezione hai del tuo valore?
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Essere Leader L’importanza di conoscere se stessi per guidare gli altri. I 4 stili della nuova Leadership situazionale Drea Zigarmi – Kenneth Blanchard – Michael O’Connor – Carl Edeburn |
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Veramente interessante ! Io sto cercando di cambiare lavoro, solo che non mi trovo nella mia posizione appena prima della vetta, credo di essere già da un pò nella fase di declino…, ma non mi scoraggio. Cerco di rivalutarmi come “prodotto” per essere ancora appetibile per il mercato, anche se nn è facile sapersi “vendere” al meglio.
Ciao Francesco, c’è un brano famoso di Richar Bandler che inizia così:
“Se non sapete cosa vendete veramente, state perdendo tempo” e poi proseguendo la lettura scopri che in realtà noi vendiamo EMOZIONI.
Questa prospettiva mi ha aiutato a “vendermi” meglio, così ho pensato di suggerirla anche a te.
Ciao Helga,
grazie per lo spunto di riflessione.