Perché il farmacista vende più cosmetici di un’estetista

crema-viso-fai-da-teMale i centri estetici (in generale, non i nostri, ovviamente ;-)) e le profumerie. Riprendono invece farmacie ed erboristerie.

E’ quanto emerge dalle rilevazioni di Cosmestica Italia, nel secondo semestre del 2013. La previsione per il 2014, per i centri estetici, è ancora negativa e prevede un -5%.

Ho già scritto qui che esistono parecchie eccezioni. Ma, se in molti centro estetici non hanno ancora capito come si fa a vendere cosmetici anche in periodi di crisi, farmacisti ed erboristi sono invece riusciti ad invertire la tendenza negativa, raggiungendo rispettivamente un +1% e un +2%.
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Vuoi Pagare meno Tasse?

Programma le tue spese, gestisci tu il carico fiscale.tasse centro estetico
La pressione fiscale è in continuo aumento e le spese di gestione di un centro estetico sono tante, anzi, tantissime!
Spesso chi sta al timone di un centro cerca di navigare a vista nei mesi più difficili dell’anno.
Settembre, ottobre e novembre sono caratterizzati da un fisiologico calo degli appuntamenti e delle entrate.
L’ultimo quadrimestre dell’anno, inoltre, vede concentrarsi alcuni fattori che, sommandosi, creano la “tempesta perfetta“.
A novembre, infatti, cadono importanti scadenze fiscali che aumentano il volume delle spese del centro proprio in un periodo in cui, solitamente, è più difficile realizzare incassi importanti.

Le tasse che paghi oggi sono il risultato dei redditi dello scorso anno!

Avevi previsto queste uscite? e, soprattutto, stai programmando le tasse che pagherai nel 2014?
Questo è il periodo dell’anno in cui, col supporto del tuo commercialista, è necessario fare una valutazione precisa dei redditi maturati fino ad oggi; fai una previsione della chiusura di questo anno e, di conseguenza, una stima del carico fiscale del prossimo anno.

Se vuoi pagare meno tasse puoi anticipare, entro la fine di dicembre, alcuni investimenti.

Se investi in formazione, ad esempio, scarichi L’INTERO IMPORTO SPESO e abbatti il reddito imponibile.

Inoltre una formazione specializzata ti permette di rendere più produttivo il tuo staff, la tua azienda e te stessa. In questo modo ottieni due grandi vantaggi:
- paghi meno tasse
- aumenti gli incassi del tuo centro estetico.

Certificati, diplomi e altre cose inutili

BUSINESS_ADMINISTRATIONHo visto pareti interamente ricoperte da cornici e cornicette fare bella mostra del loro contenuto, quasi fosse una galleria d’arte.

Molte estetiste, infatti, hanno una (o più) pareti su cui attaccano i diplomi e gli attestati che certificano  la partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento professionale, frequentati negli anni.

Il numero aumenta poi esponenzialmente in base agli anni di attività della titolare e al numero delle operatrici presenti nell’istituto.

L’estetista, cacciatrice di diplomi, li espone, come veri e propri trofei, a conferma e testimonianza delle innumerevoli abilità acquisite negli anni.

Diciamoci la verità: non si usa più!
Una parete carica di diplomi, soprattutto in reception, dà subito un’immagine retrò e decisamente poco attuale.

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Non c’è crisi per chi vende cosmetici

Una nuova ricerca conferma che le italiane, anche in periodi di crisi,
non rinunciano ai Shoppingcosmetici:

Dalle risposte di oltre 2 mila donne a un questionario online emerge  che il 68% delle italiane spende ogni mese fino a 99 euro, mentre il 15% arriva fino a 200 euro.

Molto interessante anche il profilo dell’acquirente tipo e il processo di acquisto che compie per decidere quali cosmetici comprare:

ha tra i 25 e i 34 anni, ha un reddito medio inferiore ai
15 mila euro e si informa soprattutto grazie al web.
È grazie alla rete infatti che può confrontarsi sui prodotti con altre acquirenti, capire i benefici o i difetti di un mascara o di una crema prima di comprarla e riportare la propria esperienza diretta. E il territorio preferito sono i social network: il 20% condivide le proprie opinioni su Facebook.

Questi dati ci confermano alcune informazioni note ma, purtroppo, ancora poco comprese ed utilizzate da molte estetiste.
Le riassumo schematicamente:

  • la scelta di acquistare cosmetici NON è particolarmente influenzata da una minore disponibilità economica
  • esiste una fascia molto interessante di potenziali acquirenti
    di età inferiore ai 35 anni
  • è fondamentale saper incontrare l’interesse di queste clienti e, per farlo, è indispensabile avere una buona visibilità on-line e strumenti efficaci di web-marketing.

Se in questo momento, nel tuo centro estetico, non raggiungi un volume di vendite soddisfacente, quasi certamente è dovuto ad una di queste due cause:

  1. non stai promuovendo la tua attività nel modo giusto
  2. non sei ancora in grado di proporre i prodotti cosmetici
    in modo professionale e convincente.

Questo ci porta a due conclusioni, entrambe positive:

  • la crisi non c’entra! ;-)
  • puoi imparare a fare entrambe le cose!

Perché c’è chi cresce del +30% quando il mercato scende -40%?

Leggo su un articolo de “Il Mattino” di Padova un articolo molto interessante sul settore dell’estetica professionale.

l’invasione degli apparecchi estetici a uso privato in commercio entra a pieno titolo tra le cause del calo di lavoro nei centri estetici.

I dati sono allarmanti: nel mese di aprile-maggio la flessione si aggirava intorno al 40% del fatturato e nei mesi estivi, solitamente di super lavoro, è scesa al 20%.

 

Questi dati sono, effettivamente, molto allarmanti.

Ma il contenuto dell’articolo mi ha colpito molto per un altro motivo: con la nostra azienda monitoriamo costantemente i dati di fatturato dei centri estetici, nostri clienti, e riscontriamo, da inizio anno, un incremento medio del +30%.

La differenza è macroscopica.  Continue reading

Meno fai meglio è

Meno sai meglio è” è un adagio che alcuni miei colleghi che tengono corsi di apprendimento tendono a ripetere per liberare gli studenti dalla sindrome del “devo sapere assolutamente tutto altrimenti mi bocciano“.

Per quanto riguarda il miglioramento personale penso sia un po’ la stessa cosa: non solo meno sai meglio è, ma anche meno fai meglio è.

In questi anni ho incontrato spesso persone molto preparate, appassionati di tecniche di sviluppo personale che hanno sviluppato un bagaglio di competenze molto ricco e variegato. Quando si tratta di ottenere un risultato diverso (in termini pratici e/o emozionali) possono scegliere tra molteplici tecniche per potenziare azioni e intenti in funzione del risultato voluto: sfruttare la fisiologia, picchiettare punti vari, ristrutturare convinzioni e alterare sottomodalità , persino autoipnotizzarsi! C’è una frase emblematica che esprime chiaramente a cosa mi sto riferendo: quando queste persone identificano una propria area di miglioramento le sentirete dire “ci devo lavorare su

Per alcuni tante più tecniche conoscono tanto più complicata è la soluzione ad ogni sfida che affrontano (tanta fatica per studiare dovrà  poi servire a qualcosa no? ;-))

Ora, a me pare piuttosto evidente che, per esempio, se per essere ok
devi prima aumentare le tue conoscenze per sapere cosa non ti fa sentire ok
e poi continuare ad apprendere per scoprire quali tecniche ti permettono di sentirti ok
e infine lavorarci su per sentirti ok, c’è qualcosa che non va, o no?!?!

(se ti ho incasinato abbastanza rileggi pure l’ultimo paragrafo ;-))

Considerato che il nostro stato naturale è ok (o di gioia, equilibrio, sereno, in poche parole figo) se per sentirti veramente bene devi fare troppe cose probabilmente hai scelto la strada sbagliata.

Una volta compreso, interiorizzato e applicato quanto descritto (sembra semplice, in realtà è un salto quantico) ottenere risultati è facile, divertente, armonico.

 

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Il metamodello e l’arte di godersela

Il metamodello è uno degli strumenti che ho trovato più interessanti tra le innumerevoli tecniche e strategie che ci offre la PNL

Cos’è il metamodello? I più lo definiscono “l’arte di fare domande“; è lo strumento volto a creare precisione e chiarezza nella comunicazione. Il metamodello è anche, potenzialmente, lo strumento migliore per perdere tutti gli amici e risultare antipatici al prossimo. Per chi proprio non ne avesse mai sentito parlare posso azzardare una forzatura e racchiuderlo in un’unica super-domanda così formulata:

Chi/cosa/come specificatamente?

Espresse in diverse forme, adattate alle diverse situazioni le domande metamodello sono straordinarie (ad esempio) in situazioni di difficoltà , nei conflitti interpersonali e nelle crisi in generale.

Infatti ho riscontrato una caratteristica comune a tutte quelle persone particolarmente efficaci nel “godersi la vita” e nel “prenderla con filosofia“: è come se tutte queste persone, che spesso nulla sanno di pnl e modelli vari, avessero una sorta di metamodello incorporato.

Il risultato è che riescono a circoscrivere e limitare naturalmente tutte le situazioni di disagio/crisi impendendo che si generalizzino intaccando la loro naturale serenità .

All’estremo opposto ci sono gli inquisitori della precisione che sottopongono se stessi e gli altri a micidiali interrogatori per scovare la struttura profonda a tutti i costi con il solo risultato di risultare invadenti e inopportuni.

In mezzo ci siamo noi: appassionati lettori, sperimentatori ed utilizzatori di pnl; osserviamo i primi (quelli che se la godono), li modelliamo e manteniamo giorno per giorno i risultati e lo stato d’animo che desideriamo veramente…. facendoci magari qualche domanda in più.

Morgana e il kennel, tecniche di automotivazione al formaggio

In questi giorni ho vinto una piccola sfida personale: socializzare Morgana (nella foto, mentre dorme) con il Kennel, la “gabbietta” per il trasporto in auto o in aereo. In pratica l’obiettivo era che Morgana entrasse spontaneamente nel contenitore e vi rimanesse anche con il cancelletto chiuso. Perchè questo avvenisse era necessario che il cane, a cui non è proprio possibile spiegare a parole l’utilità  del Kennel in auto, provasse emozioni piacevoli e positive nella gabbia tanto da volerci stare di sua iniziativa. Obiettivo raggiunto, e pure in poco tempo!

Come ho avuto modo di imparare negli ultimi due anni insegnare nuovi comportamenti ad un cane è relativamente semplice (almeno in teoria). Le leve emozionali sono sempre quelle: piacere e dolore.
Bisogna quindi associare piacere ai comportamenti positivi e dolore a quelli negativi. Con i cani c’è chi preferisce punirli (dolore) ogni volta che sbagliano; non credo sia un metodo molto ecologico, inoltre non avrebbe avuto molto senso percuotere Morgana tutte le volte che era fuori dal Kennel e smettere solo quando ci entrava ;-).
Molto meglio motivare sul piacere, premiandola con sfiziosi bocconcini ogni volta che si avvicinava, entrava o rimaneva nel Kennel. Nello specifico dei pezzettini di grana hanno fornito tutto il piacere necessario! :-D

La tecnica non è affatto nuova e il meccanismo ce lo hanno spiegato bene i noti Pavlov e Skinner.

Ogni volta che dai un premio al cane (carezze, bocconcini ecc. ecc.) lo fai per fargli provare una sensazione positiva e piacevole legata ad un comportamento e/o a un risultato. Questa associazione incentiva il cane a ripetere quel comportamento per rivivere la sensazione positiva (con la sola eccezione dei cani masochisti, ma sono una netta minoranza).

E con le persone? Con le persone funziona esattamente allo stesso modo!
Quindi devo tenermi dei pezzettini di formaggio da dare ai miei collaboratori ogni volta che lavorano bene? Non proprio… ma quasi!

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