7 cose che avresti voluto sapere PRIMA di aprire il tuo centro estetico

Raccogliendo le storie ed i racconti delle estetiste che incontro, ho voluto riassumere sette cose che, ogni imprenditrice, avrebbe voluto sapere prima di avviare la propria attività.

Sappi che sarà sempre più difficile, (è per questo che si chiama impresa!)

Messa così, non è una prospettiva motivante. Mi rendo conto tuttavia che, per molte imprenditrici, l’aspettativa iniziale quando avviano la loro attività è più o meno questa: “All’inizio sarà impegnativo, lavorerò tanto (e guadagnerò poco) ma poi, presto o tardi, arriverà un momento di tranquillità, benessere e spensieratezza in cui tutto andrà come deve andare“. Peccato che non succeda così! Problemi, difficoltà e nuove sfide, ci saranno sempre, meglio saperlo da subito. Ovviamente se, dopo dieci anni, hai gli stessi problemi del primo anno, c’è qualcosa che non va.

Rimani focalizzata su poche priorità.

Le attività da portare avanti sono molteplici, i progetti e le opportunità anche. Meglio decidere di focalizzarsi su poche cose alla volta, dedicare il massimo dell’attenzione ad alcune priorità specifiche e non trascurarle fino a quando sono ok.
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Il paradosso di avere più cabine che operatrici

Se tu vivessi da sola, compreresti una casa con quattro camere da letto?

E cosa penseresti di un single che, come mezzo di trasporto, scegliesse un pulmino con nove posti anche se lo utilizza sempre da solo?

Ovviamente i gusti sono gusti: se ti piace avere una casa grande o una macchina spaziosa, non serve per forza avere una famiglia numerosa. Tuttavia una casa o una macchina sovradimensionate, rispetto alle esigenze, comportano dei costi (di acquisto e di gestione) più alti, le dimensioni maggiorate rappresentano quindi un lusso che ci si concede.

Molte estetiste, quando hanno aperto il loro centro estetico, si sono concesse un lusso simile senza, però, esserne consapevoli. 
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Vuoi Pagare meno Tasse?

Programma le tue spese, gestisci tu il carico fiscale.tasse centro estetico
La pressione fiscale è in continuo aumento e le spese di gestione di un centro estetico sono tante, anzi, tantissime!
Spesso chi sta al timone di un centro cerca di navigare a vista nei mesi più difficili dell’anno.
Settembre, ottobre e novembre sono caratterizzati da un fisiologico calo degli appuntamenti e delle entrate.
L’ultimo quadrimestre dell’anno, inoltre, vede concentrarsi alcuni fattori che, sommandosi, creano la “tempesta perfetta“.
A novembre, infatti, cadono importanti scadenze fiscali che aumentano il volume delle spese del centro proprio in un periodo in cui, solitamente, è più difficile realizzare incassi importanti.

Le tasse che paghi oggi sono il risultato dei redditi dello scorso anno!

Avevi previsto queste uscite? e, soprattutto, stai programmando le tasse che pagherai nel 2014?
Questo è il periodo dell’anno in cui, col supporto del tuo commercialista, è necessario fare una valutazione precisa dei redditi maturati fino ad oggi; fai una previsione della chiusura di questo anno e, di conseguenza, una stima del carico fiscale del prossimo anno.

Se vuoi pagare meno tasse puoi anticipare, entro la fine di dicembre, alcuni investimenti.

Se investi in formazione, ad esempio, scarichi L’INTERO IMPORTO SPESO e abbatti il reddito imponibile.

Inoltre una formazione specializzata ti permette di rendere più produttivo il tuo staff, la tua azienda e te stessa. In questo modo ottieni due grandi vantaggi:
- paghi meno tasse
- aumenti gli incassi del tuo centro estetico.

Quanto conosci le tue clienti?

Tutti cercano corsi di tecniche di vendita per incrementare il fatturato, la formula magica che ti permette di vendere il prodotto a quella cliente che non compra mai. Cercano la strategia segreta per aumentare gli incassi del centro. Esistono persino corsi di vendita ipnotica! (come se, per convincere una cliente, fosse necessario manipolarla).

Tengo corsi di tecniche di vendita da diversi anni; insegno un sistema semplice ed efficace, specifico per vendere nel centro estetico.
E’ una sorta di protocollo di trattamento, composto da passaggi successivi: se viene seguito correttamente, porta ad una conclusione positiva nella maggior parte delle proposte.

Tuttavia, anche la strategia più efficace (e questa lo è davvero) diventa inutile se mancano alcuni ingredienti.   Continue reading

Compreresti oggi il tuo centro estetico?

vendere centro esteticoPer gestire in modo efficace il tuo centro estetico è necessario avere il corretto approccio mentale.

Molte titolari che ho incontrato finora considerano la propria azienda, il loro centro estetico, una sorta di figlio che hanno cresciuto con amore, cura e sforzi, in tanti anni di lavoro.

Questo atteggiamento è comprensibile: quasi tutte hanno investito nella propria impresa non solo denaro, ma anche impegno, tempo (tantissimo tempo), passione ed energia. Per aprirlo, acquisire clienti e mantenerli, inserire collaboratrici, formarle ecc. ecc.

Ho incontrato imprenditrici che hanno letteralmente costruito, in prima persona, il proprio istituto: hanno montato i mobili, verniciato le pareti, persino posato i rivestimenti, in alcuni casi.

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Aumenta la tua Efficacia Personale

Aspettavo con una certa trepidazione il primo libro di Pier perché, negli anni, è diventato per me uno dei pochi coach che mi sento di consigliare con fiducia quando mi chiedono “conosci qualcuno bravo in Italia?
(peccato che stia in Africa, ma questo è un altro discorso)

Il libro è scritto bene, piacevole da leggere, chiaro e ricco di esercizi (quasi) tutti
applicabili anche solo leggendo il libro.

Che c’è di nuovo?  Continue reading

Fiducia vs Speranza

Robert Dilts identifica la coerenza come uno dei fattori chiave nella costruzione del rapporto di fiducia tra le persone; ne ha parlato ad un suo corso che ho seguito tre anni fa e da allora ho avuto spesso occasione di riflettere su questo aspetto che ho sempre condiviso ma mai approfondito particolarmente.
Da alcuni mesi sono alle prese con le attività tipiche in fase di start-up tra cui, ovviamente, l’inserimento di nuove figure professionali. E’ un momento stimolante, appassionante, difficile ( ;-) ) e interessante in cui conoscere, valutare e “misurare” nuove persone.

Persone di cui potermi fidare, ovviamente!

Patrik Lencioni indica infatti la mancanza di fiducia come una dalle cinque disfunzioni che possono portare alla rovina un team aziendale, quindi, perchè rischiare?

Inoltre nella mia esperienza come formatore ho toccato con mano gli effetti in azienda causati da team di lavoro caratterizzati da una scarsa fiducia interna (per usare un eufemismo…).
Ma torniamo ai miei candidati: sulla carta (e di persona) si prensentano tutti bene, molto bene: grandi promesse, obiettivi ambiziosi, impegno e volontà … e poi?

E poi l’indicatore numero uno è proprio la coerenza: questa persona che mi dice di essere molto motivata… si comporta da persona motivata? questa persona che dice e scrive di essere un esperto di xy, è effettivamente competente? si comporta in quell’ambito da vero esperto?

E infine ancora un aspetto ancora pià delicato: i valori!

Chi si professa affidabile, onesto, puntuale ecc. ecc. (fate voi, la lista delle virtà è infinita) è veramente così?
Non parlo di manifestazioni plateali, ma dei piccoli comportamenti quotidiani, di quello che è il modo di fare o lo stile di una persona.
Sembrerebbero considerazioni scontate, ma c’è un elemento che a volte ci rende poco oggettivi nel valutare le persone che ci stanno accanto: la prima impressione, il colpo di fulmine iniziale che condizionerà il nostro giudizio per giorni o mese (anni… secoli, millenni…. ;-)).

Diventiamo ancora meno oggettivi nella valutazione delle persone quando ci troviamo in momenti di necessità : il fatto di aver bisogno di questa o quell’altra risorsa ci porta a chiudere un occhio, poi due… fino a creare una realtà immaginaria in cui questa persona, sbagliata, ci sembra proprio quella che fa al caso nostro. (c’è chi lo fa perfino nelle relazioni di coppia, ma questo è un altro capitolo… lunghissimo).
E così succede che si continua ad investire tempo (e risorse) in un collaboratore spinti dalle migliori intenzioni e aspettative, con il solo risultato di perdere tutti e tre (tempo, soldi e lo stesso collaboratore).

Alcuni sostengono che “le persone non sono il loro comportamento” che, detto in soldoni, significa che anche la persona miglire del mondo a volte fa qualche caz..ta ;-)

Vero! Ma fino a che punto? Comportamenti ricorrenti, abitudinari (recidivi?) non possono non essere considerati che la manifestazione dell’identità di una persona.

Volersi fidare a tutti i costi, per sempre, per scelta, di una persona che si comporta costantemente in modo inaffidabile è ingenuo (o diabolica perseveranza); in questo caso la fiducia non centra nulla.

Quindi, se stai inserendo dei collaboratori nella tua struttura (o nella tua vita):

1. definisci perchè li vuoi inserire (scopo) e, di conseguenza, cosa devono saper fare/essere (identificando almeno 3 condicio sine qua nonè irrinunciabili)

2. mettili alla prova per un tempo limitato: con il massimo della fiducia possibile nei loro confronti falli lavorare con te e osservali

3. prendi una decisione chiara (non nel senso di berci su): se sono le persone giuste investi su di loro e falle crescere con te, altrimenti chiudi il rapporto e continua a cercare!

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Dove e con chi

Proprio in questi giorni si stanno consolidando i risultati di un percorso di rinnovamento iniziato quasi due anni fa.

Cambiamenti legati principalmente al lavoro ma che, ovviamente, incidono su tutto il resto; cambiamenti che non derivano in realtà da obiettivi particolari ma da alcune considerazioni più generali.

Ho infatti concentrato la mia attenzione su DOVE lavorare e CON CHI, senza ovviamente tralasciare gli aspetti che più mi piacciono della mia attività .

Già in passato la strategia di concepire i programmi per il futuro in termini di attività piuttosto che di obiettivi specifici si é rivelata estremamente efficace.

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Come organizzare riunioni efficaci

Riunioni e meeting possono essere uno strumento efficace ed indispensabile per la performance di un team come anche, e temo valga nella maggior parte dei casi, una dispendiosa ed inutile perdita di tempo.

Molto spesso il mio ruolo durante gli incontri mensili negli studi e negli istituti con cui lavoro consiste proprio nell’assicurare il corretto svolgimento della riunione garantendo uno scambio di opinioni e proposte sincero, appassionato e costruttivo.

Non è impresa facile! L’efficacia di una riunione è data da diversi fattori incluse le abilità  specifiche nell’ottimizzarla dei singoli partecipanti (o di un eventuale facilitatore appositamente ingaggiato).

Pur premettendo che l’elenco non sarà  esaustivo né sufficiente a garantirti il massimo dei risultati, voglio proporti una sorta di check-list da utilizzare in fase di organizzazione della riunione: una buona preparazione, infatti, può incidere positivamente su quello che sarà  l’esito finale dell’incontro.  Continue reading