This entry was posted on Wednesday, November 14th, 2007 at 11:36 am and is filed under Formazione. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
Un paio di settimane fa ho finalmente sperimentato il famoso Mythoself.
A dire il vero avevo già avuto qualche assaggio in passato che era servito solo ad aumentare la curiosità e l’aspettativa.
Ora ho finalmente dedicato due giorni interi a fare pratica con questa “tecnica“: esercizi, domande, applicazioni su altri, tanta curiosità soddisfatta (e tanta in più di prima) e alla fine mi sento… normale!
Estremamente, felicemente, eccezionalmente normale!
Normale come non mi sono mai sentito prima!
Tanto normale da voler essere sempre in questo stato!!!
Sono abituato, da anni, a gestire i miei stati d’animo, cambiarli, crearli a piacimento quando necessario e uscire velocemente da quelli non funzionali.
Sono abituato a farlo (e a farlo fare) utilizzando spesso macro cambiamenti nella fisiologia, nella respirazione, nei gesti.
Sono abituato anche ad espandere, quasi esagerare lo stato voluto.
Il Mythoself invece è stato pacato, discreto, fatto di piccoli dettagli, variazioni spesso impercettibili e risultati (in termini emozionali) che sembrano quasi scontati tanto avvengono naturalmente e in modo, come dire… assolutamente normale!
Credo sia chiaro che quando uso la parola normale mi riferisco a qualcosa che è ormai diventato, per molte persone, tutt’altro che ordinario e dovuto.
E’ il nostro stato naturale di normalità, quello del bambino; via via modificato dai vari sistemi di credenze, valori regole ecc. ecc. che ci portano spesso fuori strada, lontano dallo stato-base, se così si può chiamare.
Come mi accorgo delle differenze visto che ho parlato di dettagli quasi impercettibili?
Per quanto mi riguarda ci sono almeno un paio di segnali: un nettissimo e chiaro cambiamento delle sottomodalità e la sensazione forte, precisa e naturale che ogni cosa sia al suo posto e tutto sia ok. E’ quasi indescrivibile, soprattutto senza ricorrere ai noti modelli della programmazione neurolinguistica (no, il mythoself non è un corso di pnl come mi hanno già chiesto in venti).
Il Mithoself è da provare; è uno strumento che mi affascina per quanto è elegante, potente ed efficace.
Trovate maggiori informazioni sul sito di Pier e nel forum.
November 14th, 2007 at 10:36 pm
Grazie della bellissima recensione!