The Toastmasters International

Sento parlare (bene) del Toastmasters da diversi anni. Questa sera sono finalmente stato ad un meeting e la prima sensazione è sicuramente positiva. Ma vediamo cos’è esattamente. Il sito ufficiale descrive così l’associazione: “Toastmasters offers a proven way to improve your communication skills. By participating in a fun and supportive Toastmasters group, you’ll become a better speaker and leader and gain confidence to succeed in whatever path you’ve chosen in life.”

Nella pratica si tratta di un’associazione internazionale con diversi club in tutto il mondo (più di 200.000 iscritti per 10.500 club in 90 Paesi). Le serate sono organizzate e condotte da gruppi di professionisti di diverse età e nazionalità che , seguendo un manuale e una serie di strumenti forniti dalla casa madre, fanno pratica di public speaking due volte al mese. Durante il meeting, che segue una precisa agenda, ci sono diversi interventi. Il presidente del club apre la serata mentre il Toastmaster del giorno conduce l’intero incontro presentando i relatori e le varie figure che intervengono. Quasi tutti hanno un ruolo preciso: ci sono gli ice-breakers, che tengono il loro primo discorso; i valutatori, un cronometrista che assicura il rispetto dei tempi; il table topic master che propone un argomento a sorpresa e invita i partecipanti ad improvvisare discorsi su argomenti non preparati. Inoltre, trattandosi di un gruppo internazionale e bilingue, c’è una persona per lingua preposta a valutare la grammatica di chi relaziona in lingua straniera correggendo (alla fine) i vari errori.

Questa sera c’erano circa una ventina di partecipanti; nessuno di loro ha competenze specifiche di public-speaking se non la propria esperienza personale migliorata e perfezionata anche grazie ai meeting. Tuttavia il metodo è veramente ben strutturato. La precisione è quasi maniacale ( ma questo è il grande merito dei programmi made in USA) e così il risultato finale è di ottima qualità. Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è stata la multiculturalità del gruppo (e, ovviamente, il conseguente uso dell’inglese, che è sempre bene rinfrescare un po’). Trattandosi di un club internazionale alcuni dei presenti avevano già frequentato il Toastmasters in altre nazioni dove vivevano in precedenza unendosi poi al gruppo milanese quando si sono trasferiti in Italia. Mi ha ricordato molto i miei inizi come speaker quando, senza aver ancora seguito corsi specifici, preparavo ogni intervento ricalcando i colleghi più esperti (e provando allo specchio ;-)) e ogni volta ricevevo un corposo feedback scritto con punti di forza e aree di miglioramento. La cattiva notizia è che, attualmente, in Italia esiste un unico club a Milano (contro gli 11 della vicina e piccola Svizzera). Un vero peccato se si considera che con una cifra irrisoria (80€/anno + 5€ a meeting) si accede ad una vera e propria scuola di public speaking in un ambiente decisamente stimolante. Inoltre, avendo più club in diverse città, è possibile organizzare dei veri e propri contest! Devo ammettere che sto accarezzando l’idea di approfondire il discorso e magari lanciare un nuovo club quando mi sarò trasferito… chissà! (è bastato accennare la cosa per sapere che in Veneto ci sarebbe già una piccola base di persone interessate). Per ogni altre informazione potete vedere il sito italiano e, per chi è in zona, suggerisco di partecipare come ospite ad un paio di serate per vedere di cosa si tratta.

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