This entry was posted on Thursday, May 15th, 2008 at 4:48 pm and is filed under Formazione, Sport, Pnl, Coaching. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
Vittoria! Un sudato 5 a 3 combattuto fino all’ultimo, fino all’ultima partita di playout: salvi, si rimane in A1!
Si chiude così la prima fase di un’avventura nata quasi per gioco un paio di mesi fa grazie ad Alessandro Rocco, un amico/collega, vecchia conoscenza che oggi lavora qui in Veneto.
A marzo ricevo una telefonata di Alessandro che mi dice “Cla, alcuni ragazzi che hanno fatto il corso da me giocano in una squadretta di hockey, sono molto forti ma le cose non stanno andando molto bene quest’anno. Uno dei loro genitori ci chiede se riusciamo a dare un po’ di motiviazione a questi ragazzi, ti va se li incontriamo insieme?”
Non sono mai stato molto coinvolto dallo sport in generale, né da praticante (nonostante gli otto anni di agonismo) né da tifoso, eccezion fatta proprio per l’hockey su ghiaccio.
“Ma sì” ho pensato “è comunque una bella opportunità, sono ragazzi, che sarà mai?”
Il primo incontro con allenatore e preparatore atletico è bastato per ridimensionare subito questa mia prima, affrettata, percezione.
Scopro infatti che la cosiddetta squadretta in questione gioca in serie A1, non si tratta di hockey su ghiaccio ma su pista e, soprattutto, sono in fondo alla classifica a pochi mesi dal termine del campionato e rischiano di retrocedere.
“Cosa potete fare per noi?” ci chiedono
“Beh, il nostro lavoro è portare le persone ad utilizzare al meglio le prorie risorse mentali ed emozionali…. non posso però promettervi un miracolo…” rispondo io
“ecco, a noi serve un miracolo…”
Bell’inizio!
La sfida è un po’ più grande del previsto, ma si comincia!
La squadra ha risposto benissimo ai primi incontri di coaching, più che altro mini sessioni prima della partita o dell’allenamento.
I risultati sono immediati: reduci da nove sconfitte consecutive conquistano subito un pareggio e una vittoria! Poi la strada torna ad essere difficile, con momenti alterni di reale motivazione e concentrazione e altri…. diciamo… meno produttivi (per usare un eufemismo).
Non ci facciamo mancare nulla, si arriva ai playout: prima una vittoria, poi una brutta sconfitta in casa e infine la bella di ieri.
Gran finale di gavettoni in spogliatoio e poi cena con tutta la società: presidente, mister, dirigenti, tecnici, tutti i giocatori e tanto di ringraziamenti “ai due signori della PNL”
E’ andata bene. Abbiamo incontrato anche qualche scettico (”ma sì, quelle monate lì che fate voi servono e non servono…”
) ma ho scoperto uno sport stupendo, veloce, difficile e molto molto entusiasmante.
La sfida è vinta!
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May 16th, 2008 at 2:04 pm
Grande Claudio e
Complimenti!
Ero curioso di sapere come sarebbe andata a finire.
May 18th, 2008 at 8:56 am
Grazie Eugenio!